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Italia,credito: intesa Piccola Industria Confindustria-Intesa Sanpaolo

La crisi economica che il nostro paese sta attraversando pone come prioritaria e condivisa esigenza, il rafforzamento della relazione e del dialogo tra imprese e banca per stimolare e sostenere la domanda di credito delle tante piccole e medie imprese virtuose, che rappresentano la struttura portante del sistema produttivo italiano, ricorrendo a tutti gli strumenti di facilitazione creditizia che rendono l’accesso al credito più semplice e vantaggioso.

Questo lo spirito del nuovo accordo, il quarto, che rafforza ancor di più la collaborazione tra Piccola Industria Confindustria e Intesa Sanpaolo, e che è stato presentato oggi a Milano da Giorgio Squinzi, presidente Confindustria, Vincenzo Boccia, presidente Piccola Industria Confindustria e, per Intesa Sanpaolo, dal Consigliere Delegato, Enrico Cucchiani e dal Direttore Generale e Responsabile della Banca dei Territori, Giuseppe Castagna.

La nuova collaborazione guarda alle prospettive di sviluppo per le pmi e ai nuovi progetti di qualità e prevede un plafond di 10 miliardi di euro di cui 200 milioni di euro dedicati a finanziare progetti innovativi di nuove imprese. Al centro dell’accordo tre direttrici ritenute strategiche per lo sviluppo della piccola e media impresa italiana:

-Sviluppo Business Internazionale
L’industria italiana sarà sempre più dipendente dall’estero. La propensione all’export era pari al 37% nel 2008, è giunta al 44% nel 2012, salirà al 45% nel 2013 e si attendono ulteriori successivi aumenti. I mercati dove spingersi sono però sempre più lontani: nel 2015 il peso dei paesi emergenti sui mercati mondiali supererà il 50% mentre le imprese italiane sono molto concentrate sulle esportazioni in paesi sviluppati. Per competere in mercati sempre più globali, l’accordo propone una piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali (tra i quali i portali Trade Esplora, Greentrade e un programma di incontri sul territorio) a supporto delle strategie di espansione e di internazionalizzazione delle PMI. Tra le soluzioni finanziarie più innovative Export Facile, un prodotto di copertura del rischio d’insolvenza dei debitori esteri fino al 100% a fronte dei crediti ceduti pro-soluto. Export Facile, inoltre, fornisce alle imprese liquidità aggiuntiva e alternativa alle tradizionali linee di credito, supportando le strategie di esportazione delle imprese e facilitandone il commercio con l’estero. In tale direzione sono già state individuate 10.000 aziende esportatrici che potrebbero usufruire di tale soluzione. Nel corso del 2013 i gestori della banca, coadiuvati da specialisti, incontreranno queste imprese.

– Crescita dimensionale
Per esportare di più occorre avere dimensioni d’impresa maggiori, anche per attivare nuove leve competitive; le imprese piccole rispetto alle medio-grandi scontano un divario del 70% per brevetti e marchi internazionali, e del 50% per le certificazioni di qualità/ambientali. L’accordo propone servizi di consulenza specialistica per le PMI che affrontano momenti di discontinuità e cambiamento in ottica di crescita e fornisce soluzioni per l’avvio di processi di aggregazione. Sono previste anche forme di collaborazione come la costituzione di Reti d’Impresa, operazioni di finanza straordinaria, M&A, passaggi generazionali, ricerca partner su scala nazionale e internazionale. Il servizio è fornito dalla Divisione Corporate & Investment Banking-Banca IMI e si avvale della collaborazione di appositi specialisti presenti sul territorio, mettendo a disposizione servizi tradizionalmente accessibili solo alle aziende di grandi dimensioni.

– Nuova imprenditoria
La crescita economica deve puntare anche sul consolidamento e lo sviluppo di nuove imprese. La probabilità di sopravvivenza delle start-up italiane è superiore a quella delle analoghe tedesche. Le nostre start-up crescono poi più rapidamente: negli ultimi 6 anni hanno creato 2,76 milioni di nuovi posti di lavoro (pari al 17% degli occupati). Nell’ambito del programma di Piccola Industria Confindustria «Adotta una start-up», che prevede un coinvolgimento attivo in termini di “tutorship” da parte di aziende associate, l’accordo odierno prevede servizi e iniziative volti a facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Le migliori idee imprenditoriali, selezionate dal Comitato congiunto Intesa Sanpaolo-Confindustria, vengono infatti “adottate” da imprese, segnalate da Confindustria, già consolidate sul mercato affinché, in qualità di “incubatori”, le aiutino a svilupparsi in business sostenibili anche grazie alle iniziative di Intesa Sanpaolo Neoimpresa e Officine Formative.

Neo Impresa è un portale web (www.neoimpresa.com) suddiviso in tre sezioni funzionali ai passaggi che un aspirante imprenditore deve compiere per avviare un’impresa. Officine Formative (www.officineformative.it) è una scuola-laboratorio (on line e in presenza) che Intesa Sanpaolo offre a chi vuole imparare a creare nuove imprese attraverso un programma formativo qualificato, che affronta tutti i passaggi che consentono di immaginare, disegnare, creare una startup, oltre a prevedere un periodo nel laboratorio, per sviluppare l’idea con il supporto degli esperti di Intesa Sanpaolo. Nell’ambito del programma «Adotta una start-up», insieme a Neoimpresa e

Officine Formative, l’accordo prevede anche il supporto di altre iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicate alla nuova imprenditoria, quali Start Up Initiative e Atlante Ventures, oltre a soluzioni finanziarie per le start up e le imprese adottanti.

IL DIALOGO TRA IMPRESA BANCA E TERRITORIO

Per attivare e sviluppare una relazione “virtuosa” fra impresa e banca, l’accordo conferma e rinnova, nel segno della continuità, i servizi di consulenza globale mediante strumenti di dialogo e supporto già attivati nei precedenti accordi, ora ulteriormente arricchiti e implementati di nuove funzionalità. Con tali strumenti Intesa Sanpaolo vuole favorire la creazione di una partnership strategica impresa-banca basata su un dialogo costruttivo e trasparente finalizzato a consentire alle PMI un più semplice accesso al credito e condizioni migliori. Intesa Sanpaolo ha già identificato 25.000 PMI, per le quali ha valutato l’adeguatezza dei requisiti di bancabilità e di quelli richiesti per l’accesso ai plafond agevolati. Queste imprese saranno contattate nel prossimo semestre per proporre soluzioni finanziarie a sostegno della loro crescita.

Gli strumenti di consulenza, utilizzabili dalle singole imprese via web, come nel caso del Diagnostico, o insieme al personale della filiale, come il Simulatore e la Presentazione Commerciale, valorizzano aspetti qualitativi per una migliore valutazione del merito creditizio consentendo di valutare anche l’evoluzione prospettica dell’azienda. In questa direzione Intesa Sanpaolo ha realizzato anche un nuovo strumento, Relazione Cliente, che punta a costruire un dialogo su base continuativa e duratura attraverso la condivisione e la raccolta di informazioni qualitative dell’azienda.

L’utilizzo di tali strumenti consente alla banca di migliorare la valutazione del merito creditizio e all’impresa di acquisire una maggiore conoscenza del proprio grado di “bancabilità” oltre a favorire la conoscenza e la possibilità di accedere agli strumenti di facilitazione creditizia messi a disposizione dal sistema (es. provviste agevolate BEI e CDP, plafond ABI, Fondo Centrale di Garanzia).

Ascolto e dialogo hanno contraddistinto anche la declinazione territoriale degli accordi, che lo scorso anno ha toccato più di 90 città e coinvolto circa 10mila imprese. Un percorso che proseguirà anche nel 2013 con il coinvolgimento delle strutture territoriali di Confindustria e di Intesa Sanpaolo. L’accordo conferma anche il ruolo del Tavolo Nazionale di Coordinamento e Monitoraggio con funzioni di analisi e coordinamento delle attività di dialogo, anche al fine di garantire una risposta tempestiva alle esigenze dei territori.

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