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Italia. A Trento il Festival dell’economia, dedicato ai luoghi della crescita. La prima giornata

Dedicata al tema “I luoghi della crescita“, l’undicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento si è aperta ufficialmente il 2 giugno alle 18.30 nel “salotto” del capoluogo, piazza Duomo, con gli interventi del sindaco Alessandro Andreatta, di Tito Boeri, da sempre direttore scientifico dell’evento, di Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Università di Trento, di Gregorio De Felice, chief economist di Intesa San Paolo, dell’editore Giuseppe Laterza, e del governatore della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi. Molti i temi che si sono intrecciati nel corso di questa prima conversazione pubblica fra i principali soggetti promotori, moderata da Nunzia Penelope: i fattori di crescita dei territori di maggiore successo nel contesto della competizione globale, compresi quelli relativi alla governance, come la stessa Autonomia del Trentino, ma anche gli squilibri territoriali e i problemi che essi generano, a partire dalle migrazioni internazionali. Senza dimenticare il ruolo delle banche, del capitale umano, quindi dell’università, e delle sperimentazioni, che quando hanno successo, possono uscire dalla dimensione locale e diffondersi nell’intero sistema-Paese.

La tecnologia può essere molto utile alla crescita, ma non porta solamente cose postive. Massimo Gaggi, inviato del Corriere della Sera a New York, ha tracciato oggi al Festival una panoramica sulle città americane, portando esempi di buone pratiche e situazioni di grande difficoltà.
“A New York – ha detto – ci sono 10.000 telecamere fra loro collegate che controllano il traffico e 1000 lettori di targhe, inoltre vi sono dei sensori del rumore che consentono di individuare uno sparo con un margine di errore di 25 metri. Tutto questo, ha detto, ha permesso di migliorare la sicurezza dei cittadini e diminuire i problemi del traffico. La tecnologia può produrre crescita e modernità, ma anche creare problemi sociali non indifferenti, come la perdita di numerosi posti di lavoro, come è accaduto a Detroit, che ora sta lentamente tentando di riprendersi, demolendo interi quartieri e costruendo dei parchi attorno alle fabbriche che sono state salvate.

Casa Sat ha ospitato l’incontro dedicato alle nuove tecnologie, cyber security e progetti locali dell’11° edizione del Festival Economia di Trento
Le nuove tecnologie, le autostrade digitali e la sicurezza digitale rappresentano un’opportunità concreta e attuale di sviluppo del territorio. Ad esserne certi sono i relatori intervenuti oggi all’incontro dal titolo “Sicurezza del territorio, il digitale come nuova leva di sviluppo” che si è tenuto a Casa Sat nell’ambito dell’11° edizione del Festival Economia di Trento. L’evento ha affrontato nello specifico il tema della gestione integrata della sicurezza: “In Trentino – hanno sottolineato l’assessore alla coesione sociale Carlo Daldoss e il presidente di Trentino Network, Alessandro Zorer – stiamo sviluppando un nuovo e più efficace modello che abilita anche la crescita territoriale, grazie al digitale, come strumento per garantire maggiore coesione sociale. Il modello che sta prendendo forma in Trentino – ha aggiunto Daldoss – può proiettarsi su scala nazionale, così come noi siamo aperti ad esperienze esterne”. Tre i casi di successo trentini presentati al Festival Economia: lo sviluppo della fibra ottica sul territorio, i nuovi servizi in campo della sicurezza (Centrale unica di video sorveglianza) e sanità (Centrale unica di emergenza).

Tanti i temi trattati nei tavoli di confronto: uno di questi, drammaticamente al centro delle cronache delle ultime ore, è anche l’immigrazione.  Esiste un rapporto tra persecuzioni religiose, migrazioni collettive e crescita economica? A questa domanda ha cercato di rispondere, in una gremita Sala della Filarmonica, Adriano Prosperi, professore emerito di Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e autore di numerosi saggi. Un legame sembra esserci, come starebbero a dimostrare diversi fenomeni storici. Prosperi ha fatto alcuni esempi: per esempio l’impulso dato alla crescita commerciale di Livorno dagli ebrei esuli dalla Spagna e il contributo degli ugonotti espulsi dalla Francia allo sviluppo tecnico di particolari lavorazioni d’avanguardia, come gli orologi, a Ginevra e a Erlangen. “Dove non si è innalzata la barriera della violenza religiosa – ha detto Prosperi – e dove sovrani saggi o città libere hanno protetto i migranti dall’inquisizione, si svilupparono realtà che spiccarono come isole nel corpo di un’Europa intollerante. Quindi, se dovessimo giudicare il presente in cui viviamo, possiamo dire che bene a fatto la cancelliera Merkel a varare la legge per l’integrazione dei rifugiati e il loro avvio al mercato del lavoro”.

Le Fondazioni Bancarie, luoghi di crescita sociale
“Bisogna ridare fiducia ai giovani e tranquillità agli anziani, bisogna credere in una finanza etica ed in un’economia che non produca scarti, pensando che le risorse siano sempre infinite. Ma bisogna anche credere in una visione unitaria d’Europa, perché il problema dell’immigrazione non si risolve localmente. Questa è la via per uscire dalla crisi globale. Una via non facile, ma vale la pena di provarci. E le Fondazioni Bancarie, in questo, hanno il compito di fare welfare di comunità, ciò vuol dire rispondere in maniera innovativa alle nuove emergenze sociali perché nessuno dev’essere lasciato indietro”. Istrionico e per nulla visionario, certamente controcorrente, il presidente di ACRI e di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti ha lanciato messaggi importanti nell’incontro organizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (Caritro) nell’ambito del Festival dell’Economia.

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