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Italia, tecnologia: il mouse passepartout è made in Italy

Tre anni fa Matteo Modè era uno studente di ingegneria gestionale all’università di Parma: dai banchi dell’ateneo decide di fondare una startup. E presenta un business plan in occasione della competizione lanciata da Spinner in Emilia Romagna. Sarà il punto di partenza per un mouse passepartout che apre la strada alla portabilità dell’identità digitale.
E le fasi finali della produzione avvengono in Italia. Ma nel 2009 era appena l’inizio del percorso. Attraverso il passaparola tra amici forma un gruppo con altri quattro che arrivano da studi universitari di ingegneria: Matteo Fornacciari (elettronica), Stefano Ghidoni (telecomunicazioni), Stefano Garusi (informatica) e Stefano Salati (elettronica). Ricevono un sostegno economico iniziale fra 38mila e 40mila euro per borse di ricerca, consulenze e incentivi. E sviluppano il primo prototipo di laboratorio con il supporto del dipartimento di elettronica dell’università di Parma. Sarà pronto per la fine del 2010. Hanno già in tasca due brevetti italiani. L’anno successivo, in aprile, fondano Laura Sapiens. Mancano, però, le risorse economiche e l’esperienza per trasformare il primo modello in un prodotto in grado di arrivare sul mercato. Ottengono circa 150mila euro dal fondo Seed di Finlombarda e investono anche capitali personali. Procedono lungo la tabella di marcia con l’aiuto di uno studio di ingegnerizzazione e di un designer. Scommettono sulla produzione in Italia: i circuiti stampati sono fabbricati a Treviso e l’assemblaggio avviene a Brescia. Al momento devono ancora decidere dove saranno realizzati gli stampi. A settembre apriranno i preordini.«Il mouse è da quarant’anni sulla scrivania, ma questa è una periferica per la persona: vogliamo semplificare il rapporto con il computer», dice Matteo Modè, amministratore delegato di Laura Sapiens. Hanno scelto come nome per la loro invenzione Ego! smartmouse: si tratta di un gioco di parole con la “e” della parola electronic e “go” (andare, in inglese), ma il riferimento è inoltre al latino “ego” che significa “io”. Diventa la porta di accesso per un ecosistema. Smartmouse è operativo come un mouse, con cambiamento automatico tra puntatore tradizionale e aero. Inoltre, funziona da passepartout: abilita la portabilità di profili, password, documenti, immagini.
E in questo modo aiuta a risparmiare tempo. Ad esempio, permette di archiviare una fotografia a partire da un computer portatile e renderla accessibile, in seguito, da altri dispositivi senza doverla spostare con una penna usb. Integra uno spazio di archiviazione interno fino a quattro Gigabyte con una nuvola informatica gestita dalla startup e raggiungibile per gli utenti attraverso internet. Occorre installare un software, “Ego service pack”, per abilitare il mouse passpartout: è progettato per sistemi operativi Windows 7. Entro i prossimi due mesi sarà anche per Windows Vista e l’anno prossimo arriverà su Mac. Un precedente brevetto è stato esteso agli Stati Uniti e alla Cina: altri due sono entrati successivamente in portafoglio e, in particolare, l’ultimo riguarda il sistema cloud service pack e l’identificazione dell’utente.
Da il sole 24 ore

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