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Italia, sperimentato nuovo sistema di controllo del calcestruzzo

Garantire la legalità e la tracciabilità del calcestruzzo utilizzato in Italia è un traguardo oggi più vicino. Lo confermano i risultati della fase di sperimentazione del C3 Concrete Cube Certainty, il nuovo sistema di controllo in cantiere delle forniture di calcestruzzo per uso strutturale, brevettato da Colabeton (gruppo Financo).

Per la sperimentazione del sistema, è stata scelta un’opera ferroviaria considerata non solo strategica per l’importanza realizzativa ed infrastrutturale ma soprattutto di rilevante progettazione architettonica per la società Italferr S.p.A.

Il Sistema C3 è stato seguito e monitorato dai soggetti responsabili del progetto: Ingegneria SPM (che esprime la direzione lavori della stazione di Firenze nell’ambito dalla società consortile DILANFI), Tecnocontrolli (laboratorio autorizzato Ministero II.TT.), Nodavia (General Contractor), Colabeton (fornitore di calcestruzzo) e il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, rappresentato dall’Ing. Lucchese.

Al termine del periodo di verifica, gli attori coinvolti hanno dato un giudizio molto positivo della fase di sperimentazione e, di conseguenza, il sistema è stato abilitato ai fini della certificazione ufficiale dei campioni così prelevati. Tanto, avendo riscontrato in particolare che C3 è molto affidabile riguardo:
la tracciabilità del processo, dal confezionamento del prelievo fino alla prova di rottura a compressione, in condizioni di anonimia per quanto oggetto di controllo;
il rigore nel trattamento dei dati;
la governabilità e la tempistica del processo;
l’affidabilità hardware/software.

Il sistema di monitoraggio C3 è in grado di assicurare la trasparenza dei controlli sul calcestruzzo, utilizzando un sistema software e hardware composto da palmari georeferenziati e da un’applicazione web, con particolari misure per garantire la sicurezza e la riservatezza delle informazioni: palmari chiusi e certificati, comunicazioni web crittografate, notifiche inviate tramite posta elettronica certificata ed archivi inaccessibili a chiunque, tranne che al direttore dei lavori, grazie alle sue credenziali certificate. Il direttore dei lavori ha così certezza del confezionamento del provino nel cantiere dove viene scaricato il calcestruzzo, certezza che quel provino sia portato presso il laboratorio ufficiale individuato e certezza che venga sottoposto alla prova di compressione nei termini previsti dalla Norma.

Promosso per le sue prestazioni di fruibilità ed efficienza, il Sistema C3 segna un notevole passo avanti verso la trasparenza e la tracciabilità del calcestruzzo, in un Paese, come il nostro, dove l’Osservatorio sul calcestruzzo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici segnala la presenza di impianti non certificati, certificazioni di prove ufficiali falsificate e campioni falsi. A denunciarlo, nella scorsa legislatura, anche un gruppo di deputati, che in una interrogazione ai Ministri della Giustizia e delle Infrastrutture e Trasporti segnalava: “la quasi totalità dei certificati rilasciati dai laboratori ufficiali forniscono valori di resistenza compatibili con i valori progettuali poiché, spesso, i campioni inviati ai laboratori non sono fedelmente rappresentativi dei materiali in opera; gran parte delle pratiche di collaudo depositate presso le sedi del Genio Civile o degli altri uffici preposti non sono conformi a quanto richiesto dalle norme tecniche”.

Il Sistema C3, secondo gli organi competenti, potrebbe rappresentare una idonea evoluzione delle procedure di certificazione attualmente previste per le analisi dei provini di calcestruzzo, realizzati in cantiere, capace di dare garanzia di affidabilità a tali procedure ed alle certificazioni risultanti dalle stesse.

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