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Italia, Schaeuble: gli stimoli delle Banche centrali porteranno problemi critici

In principio fu la Federal Reserve americana: le tornate di Quantitative Easing condotte sui mercati americani hanno costruito la base ‘concreta’ delle successive (attuali) mosse delle altre Banche centrali nel mondo. In misure e forme diverse, il protrarsi della crisi ha fatto scendere in campo tutte le Banche centrali: dalla Bank of England alla Banca centrale europea (tassi giù allo 0,5%), dalla Bank of Japan alla Bank of Korea; tutti si sono mossi in prima persona per cercare di arginare un ‘male’ ormai a livello globale spaziando tra il canonico ‘taglio dei tassi’ ed i massicci piani di acquisto sui mercati. L’Abenomics di Shinzo Abe in Giappone è la nuova cultura economica figlia di tale approccio.
Benestare unanime per queste mosse? Ovviamente no. La voce fuori dal coro, questa volta, ha una risonanza di tutto rispetto: il suo nome è Wolfgang Schaeuble, ministro tedesco delle Finanze.

Le ondate di stimoli sponsorizzate dalla Banche centrali in tutto il mondo porteranno a “problemi critici” visto che tale approccio condurrebbe gli investitori ad una ‘cattiva scelta’ in materia di investimenti.

L’inno Schaeubleiano inneggia ad una necessaria cooperazione tra tutti i Paesi volta a “ridurre la liquidità globale”. Il pessimismo del ministro tedesco ha una profonda radice ‘psicologica’: non bisogna abbassare la guardia proprio ora, non sono concessi cali di concentrazione nel momento in cui sembra aleggiare un’aria più serena nei mercati. Ci sono spiragli di luce – secondo Schaeuble il peggio è passato e l’Europa non è più il maggior ostacolo alla ripresa globale – ma guai a cantar vittoria troppo presto.

Le parole di Schaeuble risuonano dure durante il suo intervento londinese alla Global Investment Conference:
“Sono molto preoccupato – ne discuteremo nei prossimi giorni (…) [La situazione] sta diventando sempre più critica”. La frase è emblematica: la riunione in corso del G7 a Aylesbury (Londra) non potrà non essere caratterizzata da questa spinosa questione sollevata dal ministro delle Finanze tedesco. I bassi tassi di interesse e i massicci piani di stimoli porteranno (e già stanno portando) i manager dei fondi di investimento verso lidi ‘più remunerativi’ secondo Schaeuble. Un rischioso gioco al rialzo che, ipso facto, condurrà alla scelta di asset via via sempre più rischiosi.
Gli attuali record di alcuni asset vedrebbero dunque la loro raison d’être proprio in quel sostanzioso supporto delle banche centrali: sostegno che, ovviamente, non sarà vita natural durante e che quindi condurrà. prima o poi, ad un nuovo momento di ‘panico’ sui mercati.

Il filo logico di Schaeuble è chiaro: nell’Eurozona (in particolare) troppi mercati vivono al di sopra delle proprie ‘possibilità’, noncuranti dell’invece palese debolezza economica dei Paesi di appartenenza. “Abbiamo problemi crescenti con tassi di interesse troppo bassi; i tassi di interesse non sono più il meccanismo per scegliere al meglio come allocare le risorse”.
Il G7 londinese, al quale parteciperà anche il direttore generale del Fondo monetario internazionale Lagarde, non potrà non essere dunque influenzato da questa presa di posizione tedesca. Il tema di fondo della riunione punterà sul come alimentare la ripresa economica globale e ‘mantenere’ la stabilità dei mercati osservata in questi ultimi mesi.

Una tematica non facile da sviluppare che, ora, ha un nuovo nodo da sciogliere. (IBT)

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