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Italia. Sanità: Regioni, difficoltà per gestire taglio da 5,3 mld

Il taglio da 5,3 miliardi previsto in Legge di stabilità per le Regioni avrà ripercussioni sulla sanità. E’ la posizione che la Conferenza delle Regioni ha espresso questa mattina nel corso di una audizione al Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn con particolare riferimento alla garanzia di principi di universalità, solidarietà ed equità. Nel corso dell’audizione l’assessore della Lombardia Massimo Garavaglia ha sottolineato gli effetti della Legge di stabilità e la difficoltà di gestire il taglio. “Le Regioni stanno cercando di affrontare il compito con buon senso ma è evidente – ha sottolineato – che se si guarda ai bilanci delle Regioni stesse, al netto della sanità restano poco meno di 20 miliardi ed è quindi impensabile far gravare una tale contrazione su tali voci. Per questo si sta cercando di affrontare l’impatto anche attraverso una quota di 2 miliardi del fondo sanitario. Un’operazione non indolore e tutt’altro che semplice. Del resto è stata proprio questa impostazione che ha permesso di evitare il taglio di tutti i restanti trasferimenti e di salvaguardare risorse come quelle destinate al fondo per la non autosufficienza. E questo è un merito che va ascritto alle Regioni. Certo le Regioni vivono una fase particolarmente difficile, soprattutto considerando il fatto che le esigenze stanno aumentando, basti considerare il problema dei farmaci salvavita e di quelli innovativi in generale. Occorrerà certamente rivedere i Lea compito sul quale è già al lavoro un tavolo Regioni-Ministero. Il tutto in un quadro il rapporto spesa sanitaria e Pil che – ha concluso Garavaglia – tornerà a crescere solo a partire dal 2020″. E’ stata rinviata la Conferenza Stato-Regioni in programma per oggi pomeriggio e dedicata al mancato aumento del Fondo sanitario nazionale. Lo slittamento, viene spiegato, è stato deciso per impegni parlamentari.

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