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Italia, rimborsi alle imprese: se ne riparla lunedì

Il pagamento della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, inizierà dal prossimo mese di maggio, ma i 30 centesimi in più a metro quadro previsti verranno applicati solo da dicembre. Lo ha riferito il presidente dell’Anci, Graziano Delrio precisando che la maggiorazione di 0,30 euro in più a dicembre «andrà direttamente allo Stato».

Con l’accordo sottoscritto oggi con il governo «eviteremo il deficit di liquidità – ha spiegato Delrio – che avrebbe creato grossi problemi alle imprese del trattamento rifiuti». Le scadenze per il pagamento della Tares dovrebbero tenersi a maggio, settembre e dicembre.

Anci: «Decreto varato entro lunedì»

Il decreto per sbloccare 40 miliardi di crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione sarà varato entro lunedì, dopo il rinvio rispetto alla data di oggi. Lo ha annunciato su twitter il sindaco di Pavia,Alessandro Cattaneo, al termine di un incontro a Palazzo Chigi fra il governo e l’Anci, associazione dei Comuni italiani.

«Si è concluso ora l’incontro col governo. Massimo lunedì il decreto per sbloccare i pagamenti Pa», si legge nel tweet. Il Consiglio dei ministri convocato per oggi per il varo del decreto è slittato prima alle 19 e poi rinviato ai prossimi giorni. Il problema sono le coperture essendo tramontata la possibilità di anticipare gli aumenti delle addizionali regionali Irpef per finanziare la misura.

Graziano Del Rio, presidente dell’Anci, ha sottolineato che «il governo si è impegnato con i comuni a rendere subito disponibili 7 miliardi per liquidare i crediti commerciali che le imprese vantano verso le pubbliche amministrazioni. In più, l’applicazione della Tares sarà rinviata a dicembre, a luglio si pagheranno regolarmente Tarsu e Tia», ha aggiunto.

Soldi alle imprese, slitta il decreto

Palazzo Chigi rende noto che è stato rimandato ai «prossimi giorni» il decreto legge sul rimborso di 40 miliardi alle imprese fornitrici della Pubblica amministrazione. La decisione è stata presa su suggerimento dei ministri dell’Economia Vittorio Grilli e dello Sviluppo economico Corrado Passera, «anche a seguito delle articolate Risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato», per «proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto».

Una fonte governativa ha spiegato che il decreto «non è ancora pronto» e l’esecutivo ha bisogno di tempo per definire l’articolato da cui ci si aspetta una spinta alla domanda interna già dalla metà dell’anno in corso. L’effetto espansivo dovrebbe ridurre a -1,3 da -1,5% la dinamica negativa del Pil prevista per quest’anno e rafforzare di 0,7 punti la ripresa del 2014, anno nel quale il governo stima un tasso di crescita dell’1,3%.

È sfumata, intanto, l’ipotesi di anticipare al 2013 l’aumento dell’addizionaleregionale sull’Irpef previsto dal 2014. «Stando alle risoluzioni approvate ieri in Parlamento, l’aumento delle imposte per i cittadini non risulta agli atti anche perché c’è stata una presa di posizione molto forte di tutti i partiti», ha detto il vice ministro del Lavoro Michel Martone alla trasmissione televisiva Agorà sui Rai Tre.

Presente in una bozza del decreto circolata ieri sera, l’aumento dell’Irpef ha scatenato polemiche sull’inopportunità di pagare le imprese aumentando le tasse sui contribuenti. «Sarebbe inaccettabile», dice oggi il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. Secondo Unimpresa, sarebbero 215.493 le imprese che vantano crediti verso la pubblica amministrazione, il 4,9% del totale.

L’importo medio, prendendo a riferimento i 90-91 miliardi di crediti stimato dalla Banca d’Italia, si aggirerebbe in 422.287 euro. La liquidazione dei primi 20 miliardi farà salire al 2,9% l’obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil del 2013, a fronte di un tendenziale del 2,4%. Altri 20 miliardi arriveranno nel 2014 ma l’impatto sui conti pubblici dovrebbe essere limitato al debito pubblico, senza appesantire il deficit.

L’Ue chiede l’esame immediato del decreto
Mario Monti ha chiamato oggi il vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, per informarlo sui contenuti del decreto per i debiti della P.A. e rassicurarlo che l’Italia rispetterà «gli impegni di mantenere il deficit sotto la soglia del 3% del Pil». Lo riferisce all’Ansa il portavoce della Commissione Ue, Olivier Bailly. La telefonata è durata «quasi un’ora».

E, secondo Bailly, dopo la telefonata con Monti il vicepresidente della Commissione europea «ha preso nota di questo avanzamento positivo» e «ha chiesto ai suoi servizi di esaminare immediatamente i termini del decreto».

 Da http://www.ilsecoloxix.it

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