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Italia. Lavoro, Coldiretti: un giovane su quattro pronto a fare lo spazzino

La crisi non fa sconti: pur di avere un impiego, un giovane su quattro (23%) accetterebbe un posto da spazzino, il 27% entrerebbe in un call center e il 36% farebbe il pony express. E’ quanto emerge dalla prima analisi Coldiretti/Ixe’ su “Crisi: i giovani italiani e il lavoro nel 2014“, presentata all’Assemblea elettiva di Giovani Impresa Coldiretti dalla quale si evidenzia una grande flessibilita’ delle giovani generazioni nel tempo della disoccupazione record: un giovane su tre (33%) pur di lavorare e’ disposto ad accettare un orario piu’ pesante con lo stesso stipendio ma anche, in alternativa, uno stipendio inferiore di 500 euro a parita’ di orario (32%). Nonostante tutto, resta solido l’obiettivo del posto fisso: potendo, lo sceglierebbe il 46% dei giovani, il 7% in meno rispetto allo scorso anno: tiene il mito del dipendente pubblico al quale ambisce il 34% del campione. Per la Coldiretti, “ad evidenziare la criticita’ del rapporto tra scuola e mondo del lavoro e’ il fatto che solo il 30% dei giovani fa un lavoro totalmente coerente con gli studi, mentre il 23% lo fa solo in parte. Nell’ultimo anno, i giovani che si sono dati alla ricerca attiva del lavoro hanno presentato in media 20 curriculum, ma una percentuale del 44% non ha inviato alcuna domanda di assunzione o lavoro. Da non sottovalutare nemmeno “la presenza di una minoranza del 14% di giovani che hanno ricevuto oltre 50 porte sbattute in faccia, risposte mancanti o negative, di fronte alla richiesta di lavoro”. Preoccupa – secondo la Coldiretti – anche il fatto che l’80% dei giovani fino a 34 anni dichiari di conoscere qualcuno che ha trovato lavoro grazie alle raccomandazioni che “gli scandali e le difficolta’ economiche non hanno fatto venir meno”. Sempre secondo la ricerca, la maggioranza dei giovani (51%) e’ pronta ad espatriare per motivi di lavoro mentre il 64% e’ disponibile a cambiare citta’. Il motivo principale che spinge i giovani a tenere le valigie pronte e’ il fatto che il 19% consideri l’Italia un Paese fermo in cui non si prendono mai decisioni, il 18% punti il dito sulle tasse e il 17% chiami in causa la mancanza di lavoro a pari merito con la mancanza di meritocrazia. Resiste tuttavia una minoranza del 27% di giovani che – segnala la Coldiretti – pensa ancora che l’Italia possa offrire un futuro per il valore del made in Italy (23%) che si classifica alla pari con le competenze, la creativita’, le risorse ambientali e quelle culturali. “In un Paese vecchio come l’Italia la prospettiva di abbandono evocata dalla maggioranza dei giovani e’ una perdita di risorse insopportabile se si vuole tornare a crescere”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo: “negli ultimi cinque anni nel nostro Paese sono aumentati percentualmente, tra gli occupati, gli over 55 mentre sono calati i lavoratori piu’ giovani a differenza di quanto e’ avvenuto in tutti gli altri Paesi industrializzati”.

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