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Italia. Inps, rapporto annuale 2013: dati e relazione Commissario

L’Inps esercita da sempre un ruolo di riferimento e di guida nell’ambito della sicurezza sociale nel Paese e, nel suo percorso storico di oltre un secolo, con la progressiva incorporazione di altri Enti previdenziali, è diventato il primo ente nazionale di previdenza e uno dei più importanti in campo europeo.

Le attività dell’Ente interessano oltre 40 milioni di utenti, il 71,2% dei residenti in Italia, con un flusso finanziario (tra contributi incassati e valore delle prestazioni erogate) di 803,5 miliardi di euro.

Nonostante la diminuzione di personale (-3% rispetto all’anno precedente), l’Inps con meno di 32mila dipendenti (pari all’1% del totale dei dipendenti della Pubblica Amministrazione) gestisce praticamente la metà della spesa pubblica dello Stato.

La gestione finanziaria

La gestione finanziaria di competenza nel 2013 ha evidenziato, nel complesso, un saldo di -9.875 milioni di euro, quale differenza fra 396.821 milioni di euro di entrate e 406.696 milioni di euro di uscite complessive.

Il disavanzo finanziario di competenza, di oltre 9 miliardi di euro, è da ascrivere in larga parte alla Gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap).

La situazione patrimoniale dell’Inps, alla fine dell’esercizio 2013, rileva un patrimonio netto di 7,5 mld di euro in flessione rispetto ai 21,9 mld del 2012. Tuttavia nel 2014 il patrimonio netto salirà a 29,2 mld per effetto dell’art. 1, comma 5, legge 27 dicembre 2013 n. 147, che ha neutralizzato 21,7 mld di anticipazioni di bilancio concesse all’Inpdap.

Le entrate (+3,9 %)

Il totale delle entrate nel 2013 ammonta complessivamente a 396.821 milioni di euro con un aumento del 3,9% rispetto al 2012.

Al netto del trasferimento dal bilancio dello Stato, le sole entrate contributive rappresentano il 67% del totale, pari a 209.995 milioni di euro (208.076 nel 2012: +0,9%) così suddivise:

• 153.331 mln per la Gestione privata

• 55.504 mln per la Gestione pubblica

• 1.160 mln per la Gestione lavoratori dello spettacolo.

Le uscite (pensioni +2,1%)

La principale voce di uscita è rappresentata dalla spesa per le pensioni: 266.887 mln di euro (261.487 mln nel 2012 con un incremento del 2,1%).

La spesa per prestazioni economiche temporanee ammonta a 36.325 mln di euro mentre 2.803 mln di euro sono le spese di funzionamento.

In totale nel 2013 le uscite ammontano a 406.696 mln di euro (391.851 nel 2012: +3,8%).

Spending review: all’Inps già tagliati 1,13 mld

Negli ultimi due anni, l’Inps è stato destinatario di molteplici disposizioni di riduzione e di contenimento della spesa. Nel triennio 2012-2014 l’Istituto ha avviato riduzioni e contenimento di spesa, con relativi riversamenti al Bilancio dello Stato, per complessivi 1.137 milioni di euro.

Le pensioni

L’Inps eroga ogni mese oltre 21 milioni di pensioni (17,3 milioni per pensioni previdenziali e 3,7 milioni per prestazioni assistenziali ) ad una platea di 15,8 milioni di beneficiari, di cui 8,5 milioni sono donne e 7,3 milioni uomini. Nel corso del 2013 sono state liquidate complessivamente 1.110.817 nuove pensioni.

La gestione privata

Il numero delle pensioni previdenziali Inps (gestione privata) al 31 dicembre 2013 è di circa 14,5 milioni. Rispetto all’anno precedente, anche nel 2013 prosegue il calo del numero delle pensioni previdenziali in pagamento (-1,1%). La diminuzione più marcata si osserva per i trattamenti di invalidità/inabilità (-6,8%) e di vecchiaia (-1,5%).

Gli importi medi delle prestazioni differiscono sensibilmente tra le varie tipologie di trattamenti: da 1.555 euro lordi mensili per le pensioni di anzianità/anticipate a 709 euro e 633 euro mensili, rispettivamente, per le pensioni di vecchiaia e di invalidità previdenziale, mentre le prestazioni ai superstiti presentano un importo medio mensile di 584 euro.

La spesa sostenuta per le prestazioni assistenziali (comprendendo anche l’invalidità civile) è di 25,3 mld di euro con un incremento del 2,2% (+546 mln) rispetto all’anno precedente.

La gestione dipendenti pubblici

Le pensioni a carico della Gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap), alla data del 31 dicembre 2013, sono 2,8 milioni, per il 58% erogate a donne che percepiscono tuttavia soltanto il 49% dell’importo annuo complessivo. Le pensioni dirette di vecchiaia, anzianità/anticipate e inabilità (2,2 milioni) costituiscono il 77% dei trattamenti in pagamento, con importi medi che variano da 1.636 euro mensili per le donne a 2.262 euro per gli uomini. Il resto delle prestazioni è costituito da pensioni ai superstiti, indirette e reversibili (circa 643mila), che presentano importi medi pari, rispettivamente, a 1.116 euro per le donne e 669 euro per gli uomini.

La gestione lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti

Le pensioni a carico della Gestione dei lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti (ex-Enpals) al 31 dicembre 2013 sono 51.629 per un importo complessivo annuo di 927 milioni di euro. Le pensioni destinate a titolari donne sono il 54% del totale ma incidono per il 42% sulla spesa complessiva.

Le pensioni di vecchiaia e anzianità rappresentano il 66% dei trattamenti in pagamento, con importi medi che variano da 1.723 euro lordi mensili per gli uomini a 1.219 euro per le donne. Seguono, in termini di numerosità, le pensioni ai superstiti (30%) corrisposte per la quasi totalità alle donne (93%) che ricevono in questo caso mediamente 788 euro mensili (rispetto a 537 euro degli analoghi trattamenti maschili).

Prestazioni a sostegno del reddito

Nel 2013 sono stati erogati, compresa la copertura per la contribuzione figurativa, 23,6 mld di euro, per gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni, mobilità e disoccupazione) e 10,3 mld per le prestazioni socio-assistenziali (assegni familiari, malattia, maternità) ad una platea complessiva di 4,9 milioni di beneficiari.

La cassa integrazione guadagni (ore autorizzate: +5,6%)

Nel 2013, la spesa totale per le prestazioni CIG è stata pari a 6,7 miliardi di euro. Il totale complessivo delle ore autorizzate è stato di quasi 1,2 miliardi di ore, così suddivise:

• CIGO – 356,2 mln di ore (30,1%)

• CIGS – 527,1 mln di ore (44,6%)

• CIGD – 299,0 mln di ore (25,3%)

Complessivamente è stato autorizzato il 5,6% di ore in più rispetto al 2012.

L’aumento è dovuto principalmente alle ore per Cig straordinaria (31,2%) mentre la Cig in deroga è diminuita del 20,7%.

Si registra un lieve aumento anche delle ore effettivamente utilizzate che passano da 550.391.016 del 2012 a 554.064.117 del 2013. Il tiraggio, cioè il rapporto tra le ore autorizzate e quelle utilizzate nello stesso anno, è sceso dal 49,18% (2012) al 46,86%.

Mobilità (beneficiari: +0,9%)

Nel 2013 la spesa per le prestazioni di indennità di mobilità è stata pari a 1.915 milioni di euro. Le domande pervenute da gennaio a dicembre 2013 sono state 217.597, con un aumento del 39,1% rispetto alle 156.487 domande dell’anno precedente. Il valore medio dei beneficiari è pari a 186.773 con un aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

Indennità di disoccupazione, ASpI e mini ASpI

Nell’anno 2013 per i trattamenti di disoccupazione sono stati erogati in totale 4.554 milioni di euro, comprensivi delle quote destinate agli assegni per il nucleo familiare. La media annua dei beneficiari per la disoccupazione ordinaria è di 275.978 e quella per i lavoratori sospesi è di 2.774. L’importo della copertura per la contribuzione figurativa è stato di 1.346 milioni di euro, quello relativo ai contributi incassati pari a 700 milioni di euro. La Legge 28 giugno 2012 n.92 ha istituito, presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, un nuovo strumento per il sostegno al reddito dei lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente l’occupazione: l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI).

L’ASpI sostituisce gli attuali ammortizzatori sociali quali l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola, quella non agricola con requisiti ridotti, l’indennità di disoccupazione speciale edile e l’indennità di mobilità. Nel 2013, la spesa per la prestazione di ASpI è stata pari a 2.725 milioni di euro, mentre per la mini ASpI sono stati spesi 1.447 milioni di euro. La media annua dei beneficiari di ASpI è pari a 365.554 mentre per la mini ASpI risultano 92.340 beneficiari.

L’indennità di maternità

Per i trattamenti economici di maternità, la spesa totale del 2013 si attesta su 2.825 milioni di euro. Il totale dei beneficiari di congedo obbligatorio di maternità (madri e padri lavoratori dipendenti, lavoratrici autonome e iscritte alla gestione separata) ammonta per il 2013 a 374.681 unità, in calo del 6,3% rispetto al 2012.

Gli assegni al nucleo familiare

La spesa totale sostenuta nel 2013 per gli Assegni al Nucleo Familiare (comprensiva anche della quota riguardante gli assegni per il Congedo matrimoniale) è pari a 5.481 mln di euro. La parte più cospicua si riferisce alla spesa per gli ANF destinati ai nuclei familiari dei lavoratori dipendenti, pari a 4.307 mln di euro.

I beneficiari degli assegni ai nuclei familiari dei lavoratori dipendenti sono stati 2.838.919, in diminuzione dell’1,3% rispetto allo scorso anno.

L’indennità di malattia

La spesa erogata nel 2013 per i trattamenti legati alle giornate di assenza per malattia è stata pari a 2.003 mln di euro (di cui 78 mln per le indennità di donazione sangue). I beneficiari dell’indennità di malattia (per una durata di più di 7 giorni) sono stati 1.517.402 in calo dell’1,2% rispetto al 2012.

Rapporto cittadini/Inps (WEB e telefono)

Tutti i servizi e le prestazioni, previdenziali ed assistenziali, erogati dall’Istituto sono direttamente accessibili dal portale internet istituzionale (www.inps.it), che attualmente rappresenta il canale fondamentale di comunicazione nel rapporto con l’utenza. Informazioni e servizi sono a disposizione su oltre 36mila pagine web e sono fruibili sempre (24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana).

I numeri del sito web:

• numeri accessi nell’anno: 429,9 milioni

• media giornaliera degli accessi: 1,18 milioni

• pagine web visitate nell’anno: quasi 4,6 miliardi (+35,3% rispetto al 2012)

• media giornaliera pagine visitate: oltre 12,5 milioni (+35,9% rispetto al 2012)

• totale pagine web sul sito: 36.410 (+51% rispetto al 2012)

• PIN rilasciati: 14,5 milioni di PIN (+44% rispetto al 2012).

I servizi erogati

Il numero dei servizi erogati dal portale Inps ed il numero degli utenti online è in costante aumento, anche se il pubblico di riferimento dell’Istituto è in gran parte poco alfabetizzato dal punto di vista telematico. Pertanto, allo scopo di tutelare anche quella quota di popolazione non sufficientemente “informatizzata”, gli stessi servizi disponibili online sono offerti dall’Istituto tramite il Contact Center integrato 803164 e gli intermediari autorizzati (Patronati, CAF, Consulenti del lavoro, Associazioni di categoria ecc.):

• Contact Center: 23 milioni di contatti (+9,5% rispetto al 2012)

• Cittadini e imprese: 47,7 milioni di servizi forniti

• Intermediari: oltre 49 milioni di servizi forniti

Italia. Rapporto annuale 2013 Inps: sintesi relazione Commissario

1. I DATI DELLA CRISI ECONOMICA

Occupazione e imprese

Quasi 1,5 milioni sono stati nel solo 2013 i beneficiari di trattamenti connessi alla perdita del lavoro ed alla disoccupazione (mobilità, disoccupazione non agricola ordinaria e speciale edile, disoccupazione non agricola con requisiti ridotti, disoccupazione agricola ordinaria, Aspi e MiniAspi).

In un solo anno, tra il 2012 ed il 2013, è stato di oltre 54 mila unità il saldo negativo delle aziende con dipendenti e le posizioni lavorative sono diminuite di quasi 500 mila unità.

Le crisi aziendali

Tra le aziende che presentano la denuncia delle retribuzioni mensili corrisposte ai dipendenti, quelle che hanno richiesto ed ottenuto dall’Inps dilazioni di pagamento dei contributi previdenziali si sono triplicate dal 2008 (15 mila aziende per complessivi 547 milioni di euro) al 2013 (44 mila aziende per complessivi 1,3 miliardi di euro, valori simili a quelli registrati nel 2012).

2. IL SISTEMA PENSIONISTICO E LE VARIABILI ECONOMICHE

Rapporto tra spesa pensionistica e pil

Il contributivo a ripartizione, aiuta a tenere sotto controllo il rapporto tra spesa pensionistica e PIL ed a farlo convergere in prospettiva sui valori medi dell’Europa a 27. Partendo dal 14% circa prima della crisi, il dato attuale è al 16,3, sarebbe arrivato oltre il 18% senza le recenti riforme, grazie alle quali si arriverà al 13,9 nel 2060. Tra il 2010 ed il 2060 nell’area euro il rapporto peggiora di 2 punti percentuali (di 1,5 per la UE27), mentre per l’Italia migliora di 0,9.

Rapporto tra crescita economica e rendimenti previdenziali

L’effetto di una crescita del PIL da 0,5% ad un tasso dell’1,5% comporta per un neo assunto un aumento della pensione obbligatoria del 20% circa. Una crescita dell’economia più sostenuta si tradurrebbe in rendite proporzionalmente più elevate.

Effetti della precarietà

Sul versante del mercato del lavoro può pesare molto la discontinuità dell’occupazione in assenza di adeguate tutele. Con 5 anni di disoccupazione, nei primi 10 anni del percorso lavorativo, si dovranno aggiungere due anni di lavoro in più a fine carriera per recuperare lo stesso tasso di trasformazione di una vita lavorativa continua.

Ben più pesante è la prospettiva per un lavoratore che, pur in presenza di ricorrenti periodi di precarietà nell’arco di tutta la sua carriera (per ritardi, discontinuità, periodi di disoccupazione), dovesse comunque riuscire a completare i 20 anni minimi di contribuzione per il diritto alla pensione: la conseguirebbe a 70 anni con un tasso di trasformazione che, molto probabilmente, lo collocherebbe nella fascia dei soggetti da tutelare con forme di tipo assistenziale.

3. LA “GIUSTA DIREZIONE” DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Il TFR nella previdenza complementare

Ipotizzando ad esempio di destinare a forme di previdenza complementare il trattamento di fine rapporto, integrato fino ad una contribuzione del 10,5% (di cui il 3,6% a carico del lavoratore e del datore di lavoro), il tasso di trasformazione lordo equivalente, per effetto della rendita aggiuntiva, potrebbe migliorare dai 14 ai 19 punti, a fronte di rendimenti attesi lordi rispettivamente nell’ordine del 2-4%.

“Busta arancione”, i Fondi, il ruolo dell’INPS e dello Stato

Per lo sviluppo di forme di previdenza complementare il nostro Istituto è pronto a portare a compimento il processo già avviato, sotto la guida dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia, per la definizione dei passi necessari al fine di fornire ai cittadini i supporti più adeguati per rendere praticabili decisioni consapevoli.

“Infine, con riferimento agli operatori del settore si segnala la necessità che i fondi riducano la frammentazione che li caratterizza, sia per poter contare su una massa critica che consenta una efficace gestione attiva dei sottostanti, sia per promuovere le innovazioni di prodotto necessitate dai cambiamenti del contesto (…)

Resta ancora da delineare quale ruolo assegnare allo Stato nel nuovo scenario per un approccio olistico e coerente nell’ambito del welfare; cioè non solo come passaggio necessario per assemblare le informazioni e vigilare sugli operatori che operano negli ambiti previsti dal secondo e dal terzo pilastro.”

4. L’INPS

I conti migliorano nel 2014

Per quanto riguarda più propriamente l’Inps è urgente completare l’iter di ridefinizione dalla governance coinvolgendo le Istituzioni e le parti sociali.

L’Inps si appresta ad affrontare i cambiamenti nel quadro tracciato nel Rapporto Annuale che conferma:

– attivo patrimoniale pari a 21 miliardi a fine 2014;

– progressivo miglioramento dell’equilibrio gestionale (12 miliardi di euro di disavanzo economico del 2012, contro i 7,9 miliardi previsti per il 2014), nonostante la persistenza del deficit di alcune gestioni previdenziali, su tutte quelle dei dipendenti degli enti locali, che dovrebbe essere affrontato in maniera strutturale dal legislatore;

Piano industriale e assunzioni

Adottato il Piano Industriale triennale 2014-2016 il 1° aprile 2014.

Programmazione di almeno 2.500 nuove assunzioni in un arco temporale di tre anni.

Le sinergie informatiche

L’Inps è pronto per mettere a disposizione le proprie competenze distintive in campo informatico ed il suo patrimonio informativo, attraverso la creazione e la gestione di una Piattaforma Nazionale del Welfare, in cui l’Istituto funga da provider che fornisce a tutti gli attori della filiera (Amministrazioni centrali, Regioni, Comuni, Parti sociali, Centri per l’impiego, ecc.) piattaforme e servizi in ottica di sussidiarietà.

L’INPS genera valore

Il sistema di controllo di gestione consente di misurare ed integrare tra loro le varie grandezze – economiche, quantitative e qualitative – collegate alla produzione e che concorrono alla formazione dei risultati di esercizio dell’Istituto.

Il sistema sviluppato consente di apprezzare il miglioramento della gestione sotto tre diversi aspetti: quello dell’efficienza, cioè dell’ottimizzazione dell’impiego delle risorse, quello dell’efficacia, cioè della crescita del livello qualitativo dei servizi resi all’utenza e quello economico finanziario, espresso in termini di contribuzione al bilancio dell’Istituto. Quest’ultimo aspetto rappresenta il valore generato dalle attività intraprese su iniziativa dell’Istituto e finalizzate all’accertamento dei contributi, che determinano maggiori entrate, e di controllo e recupero delle prestazioni, che determinano minori uscite.

L’insieme di queste grandezze, i cui esiti dipendono dall’intensità dell’azione amministrativa esercitata, misura il valore economico finanziario della produzione che contribuisce al miglioramento del bilancio. Nel 2013 questo valore, al netto dei costi, è stato di 13,4 miliardi di euro, pari al 2,6% del risultato di bilancio dell’Istituto.

 

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