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Italia. Inflazione, in paniere Istat e-cig e cialde caffè

La sigaretta elettronica e relative ricariche, il caffe’ in cialde o capsule, i sacchetti ecologici per la raccolta della frazione umida dei rifiuti e l’abbonamento al quotidiano online sono tra i beni entrati nel nuovo paniere Istat per il calcolo dell‘inflazione. Lo comunica l’istituto. Escono invece dal paniere le spese per la riparazione del televisore o del computer, mentre lo yogurt biologico e il tailleur vengono sostituiti rispettivamente dallo yougurt probiotico e da un piu’ generico abito da donna. Tra le nuove entrate figurano inoltre la macchina per il caffe’ in cialde, il formaggio spalmabile in confezione, la fotocamera ‘large sensor’ e il ‘notebook ibrido’. Tra le nuove voci che articolano in piu’ categorie prodotti gia’ presenti nel paniere figurano il ‘latte fresco alta qualita’, il ‘latte a lunga conservazione alta digeribilita’, i costumi da piscina e i pantaloni per i bambini, il test di gravidanza, lo pneumatico termico, la vaccinazione di animali domestici, il parcheggio di auto a lunga sosta e lo spazzolino elettrico. Nel 2014 il paniere consta di 1.447 i prodotti (1.429 l’anno precedente), raggruppati in 614 posizioni rappresentative (603 nel 2013), che compongono il paniere utilizzato per gli indici dei prezzi al consumo Nic (intera collettivita’ nazionale) e Foi (famiglie di operai e impiegati). Il paniere 2014 per l’Ipca (indice armonizzato europeo) comprende 1.463 prodotti (1.451 nel 2013), aggregati in 619 posizioni rappresentative (608 nel 2013). Per quanto riguarda le variazioni nella struttura di ponderazione dell’indice Nic, tra il 2013 e il 2014, l’aumento piu’ elevato in termini assoluti e’ quello relativo alla divisione di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,45) che risente sia dell’accresciuta importanza relativa (“effetto spesa”) di questo raggruppamento di prodotti, sia dell'”effetto rivalutazione”. Incrementi si registrano poi per i pesi degli Altri beni e servizi, dei Servizi sanitari e spese per la salute, dei Servizi ricettivi e di ristorazione.

Perdono invece peso la divisione Trasporti (-0,75%), per la flessione della relativa quota di spesa registrata e per un andamento dei prezzi inferiore alle inflazione. Un sensibile calo si registra anche per il peso di Abbigliamento e calzature (-0,36%). Considerando la struttura di ponderazione per tipologia di consumo, nel 2014 i pesi relativi alle due principali componenti subiscono lievi variazioni: i beni scendono dal 55,9% al 54,7% mentre i servizi passano dal 44,1% al 45,3%.

Nel 2014 la base territoriale della rilevazione e’ costituita da 80 comuni (19 capoluoghi di regione e 61 capoluoghi di provincia), che concorrono al calcolo degli indici per tutte le posizioni rappresentative incluse nel paniere, e da 11 comuni capoluogo di provincia che partecipano al calcolo degli indici per un sottoinsieme del paniere riferito alle tariffe locali (fornitura acqua, raccolta rifiuti, raccolta acque reflue, gas, trasporti urbani, taxi, trasferimento proprieta’ auto, mense scolastiche, nido d’infanzia comunale, ecc.) e ad alcuni servizi locali (operaio edile, partite di calcio, cinema, spettacoli teatrali, istruzione secondaria superiore, mense universitarie, ecc.) Rispetto al 2013, non partecipa alla stima dell’inflazione nazionale il comune di Campobasso: si tratta di una temporanea interruzione della rilevazione dovuta a sopraggiunte difficolta’ organizzative; anche il comune di Matera non partecipa alla rilevazione dei prezzi per il paniere completo ma prosegue la sua collaborazione all’indagine per il sottoinsieme del paniere relativo a tariffe locali e alcuni servizi. Complessivamente, la copertura dell’indice, misurata in termini di popolazione residente nelle province i cui capoluoghi partecipano alla rilevazione completa, e’ pari all’83,3%. La copertura e’ totale in sei regioni (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Umbria), resta incompleta nelle altre, in particolare in Puglia (40,6%) e Sardegna (53,7%), mentre in Molise nessun capoluogo effettua la rilevazione dei prezzi al consumo.

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