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Italia, in attivo la bilancia commerciale

La crisi zavorra l’import e spinge in attivo la bilancia commerciale italiana che a febbraio registra un avanzo di 1,086 miliardi di euro, da confrontare con un rosso di 1,195 miliardi nell’analogo mese del 2012. Lo riferisce l’Istat che rileva il calo sia dell’export (-2,8% tendenziale) che, in particolare, l’import (-9,6%). A dimostrazione che la crisi ha ridotto soprattutto gli acquisti dall’estero. 

Rispetto al mese precedente, a febbraio si registra una diminuzione per entrambi i flussi commerciali con l’estero, lievemente più ampia per l’export (-3,0%) che per l’import (-2,6%). La flessione congiunturale delle esportazioni è principalmente determinata dal calo delle vendite verso i paesi extra Ue (-5,7%). La contrazione dell’export è accentuata per i beni di consumo durevoli (-7,1%) e i beni strumentali (-4,8%). La diminuzione congiunturale dell’import risente della flessione degli acquisti dai mercati extra Ue (-3,4%) e interessa soprattutto i prodotti intermedi (-4,3%) e i beni strumentali (-3,4%). Rispetto allo stesso mese del 2012, a febbraio si registra un calo tendenziale delle esportazioni (-2,8%), sintesi di una diminuzione delle vendite verso i mercati Ue (-6,6%) e di un aumento verso quelli extra Ue (+2,1%). La diminuzione delle importazioni è più ampia (-9,6%) rispetto a quella dell’export ed è principalmente imputabile al calo degli acquisti dai paesi extra Ue (-12,4%).

L’avanzo commerciale è il risultato di un surplus sia con i paesi extra Ue (+0,7 miliardi) sia con quelli Ue (+0,4 miliardi). Al netto dell’energia, il saldo mensile è attivo per 5,6 miliardi. La riduzione tendenziale dell’export è particolarmente accentuata verso i paesi Eda (-11,0%), la Germania (-9,7%) e la Cina (-9,2%). Rilevante è la diminuzione delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-11,2%), mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi (-9,9%) e prodotti tessili (-8,0%). Sono in forte diminuzione le importazioni da Mercosur (-35,5%), Stati Uniti (-22,1%) e Paesi Eda (-20,6%). Gli acquisti di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (petrolio e gas esclusi) (-47,5%), gas naturale (-37,7%) e autoveicoli (-24,4%) sono in forte contrazione. La diminuzione delle vendite di  metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, verso Germania e Francia, macchinari  e apparecchi n.c.a. verso la Cina e mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) verso Germania e paesi Opec spiegano per oltre un terzo la diminuzione tendenziale dell’export.

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