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Italia: famiglie più povere ma calano i debiti

“Il calo del reddito disponibile sta inducendo le famiglie a ridurre le attivita’ finanziarie, comprese quelle sull’estero, e a contenere l’indebitamento”. E’ quanto afferma la Banca d’Italia nel Rapporto sulla stabilita’ finanziaria. “La ricchezza complessiva lorda delle famiglie – sottolinea Bankitalia – e’ in diminuzione”. Secondo l’istituto “ad alleviare le difficolta’ finanziarie dei nuclei familiari indebitati contribuisce la diminuzione dell’onere per il servizio del debito, dovuta alla moratoria sui mutui, al calo dei tassi di interesse a breve termine (cui sono indicizzati oltre i due terzi dei mutui immobiliari) e alla diffusione di forme contrattuali flessibili, che consentono ai mutuatari di modificare l’importo della rata senza costi addizionali”. 
“Vi ha contribuito – aggiunge Bankitalia – il calo del tasso medio sui finanziamenti in essere, determinato dalla flessione dei tassi di interesse a breve termine, cui sono indicizzati oltre due terzi dei mutui immobiliari. In prospettiva, il graduale esaurirsi degli effetti della moratoria, scaduta lo scorso marzo, tendera’ ad appesantire l’onere del debito per le famiglie; gli effetti del Fondo di solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa, nella sua attuale configurazione, dovrebbero risultare limitati”. Nel comparto dei mutui per l’acquisto di abitazioni “la crescita delle sofferenze rimane contenuta. Negli altri comparti (credito al consumo, prestiti personali, altri mutui) l’incidenza dei prestiti in temporanea difficolta’, i cosiddetti incagli, e’ salita al 4,1 per cento alla fine del 2012, contro il 3,4 di un anno prima. Si stima che nel 2012 la quota di debito detenuta dalle famiglie vulnerabili (definite come quelle caratterizzate da un reddito disponibile inferiore al valore mediano e da un servizio del debito superiore al 30 per cento del reddito) sia rimasta al 16 per cento del debito del settore”. La condizione finanziaria delle famiglie indebitate, si legge ancora nel rapporto, “e’ nel complesso sostenibile. Il principale fattore di vulnerabilita’ e’ connesso con il prolungarsi della fase di contrazione del reddito. I rischi per gli intermediari derivanti dal settore delle famiglie sono circoscritti, anche per effetto del basso rapporto tra prestito e valore degli immobili”. 

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