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Italia, ebike: pronta la bicicletta elettrica tipo smart

Nel traffico caotico delle città, la bicicletta elettrica rappresenta possibile alternativa allo scooter, con qualche marcia in più. Innanzi tutto, non richiede assicurazione perché la velocità massima raggiunta con l’ausilio del motore elettrico non supera i 25 km/h. E poi non c’è il bollo, il consumo è irrisorio, e consente di fare un po’ di movimento. La ebike di Smart offre tutti questi vantaggi, a un prezzo non proprio per tutte le tasche: è in vendita a 2.899 euro. L’abbiamo provata per un paio d’ore in un tour nelle vie del centro di Milano, che hanno messo a dura prova con i loro sanpietrini la Smart a pedali.

LINEA RIUSCITA. La ebike non passa certo inosservata: per i colori particolari (bianca con dettagli verdi), per il design molto particolare che ruota intorno alla batteria agli ioni di litio da 423 Wh, integrata al centro del telaio, e per le soluzioni tecnologiche adottate: i due freni a disco sulle due ruote da 26 pollici in lega leggera, il display sul manubrio (mostra velocità istantanea e media, carica della batteria, modalità di funzionamento del motore, ora, km percorsi), il compatto motore elettrico BionX, esente da manutenzione e montato nel mozzo della ruota posteriore.

SPINTA SENSIBILE. Colpisce fin dai primi metri il sostegno offerto dal motore elettrico, quando lo si sfrutta al massimo: basta un quarto di giro dei pedali per avere già un efficace aiuto nelle partenze, o quando si vuole allungare un po’ il passo. Il display sul manubrio (sganciabile e a prova di ladro) indica l’intensità dell’intervento del motore elettrico, da una a quattro barre, selezionabili con un comando vicino alla manopola sinistra. Smart ha previsto altrettante “barre inverse”: sono gli indicatori della ricarica, effettuabile utilizzando il motore integrato nel mozzo come un generatore. Frenando oppure impostando manualmente il comando che appesantisce la pedalata (è come andare in salita), trasforma l’energia muscolare in ricarica della batteria. Dopo una dozzina di km, percorsi quasi tutti con il massimo dell'”aiuto elettrico”, il consumo è stato di due barrette sulle sette totali dell’indicatore del display.

NATA PER I SALISCENDI. Al termine del tour milanese ci è piaciuta la scelta della cinghia al posto della catena: non richiede lubrificazione, è silenziosa e, soprattutto, non sporca i pantaloni. Ottimo anche il cambio a tre marce nel mozzo, con comando sulla manopola destra. In salita si apprezza senza dubbio l’aiuto fornito dal motore elettrico, mentre in discesa rassicura la potenza dei freni a disco (in verità poco modulabile). Migliorabile, invece, la reazione a buche e sanpietrini: contraccolpi e vibrazioni arrivano inalterati a braccia e schiena; bisogna però ammettere che due ammortizzatori sulla forcella avrebbero influito sul peso della ebike, che già è di 26 kg. Apprezzabile, infine, anche la possibilità di sganciare la batteria: la si può così ricaricare con comodo collegandola a una presa domestica o dell’ufficio. Sole 24 Ore, 13 maggio 2013

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