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Italia. Decreto Terremoto: dentro o fuori il cratere, ecco cosa cambia

Sono 131 in tutto i comuni di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo che figurano nel cratere del sisma che dal 24 agosto al 30 ottobre ha interessato l’Italia centrale: un nuovo elenco, aggiornato con altri 69 Comuni dopo il maxiemendamento del Governo al Decreto Terremoto, che moltiplica il numero degli abitanti coinvolti dai 36.575 abitanti di agosto a 350 mila persone. La gran parte dei Comuni, 87, si trova nelle Marche, il territorio più colpito e dove maggiore era l’attesa per la nuova perimetrazione del cratere, cui sono legati una serie di benefici per i Comuni, le imprese, i privati. Il presidente della Regione Luca Ceriscioli assicura che ”per i cittadini non ci sarà differenza tra dentro e fuori cratere: tutti i danni diretti causati dal sisma ad abitazioni o ad attività commerciali, edifici pubblici, dentro e fuori il cratere, saranno risarciti al 100 per cento. Fatta eccezione per le seconde case fuori cratere che non si trovino nei centri storici e nei borghi, e per cui è previsto comunque un risarcimento al 50 per cento”. Ma stare dentro il cratere di vantaggi ne comporta senz’altro. Ad esempio, consente ai Comuni di non dover rispettare il pareggio di bilancio per il 2016, e di rinviare il pagamento dei mutui accesi con la Cassa depositi e prestiti. Mentre i cittadini e le imprese che ricadono nel cratere possono chiedere il rinvio dei pagamenti dei tributi: un’agevolazione che nei Comuni più grandi (Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto) si applicherà però solo a chi ha subito danni diretti dal sisma. Attività produttive e commerciali possono accedere a contributi per la delocalizzazione temporanea o lo spostamento di macchinari in un’altra sede anche se sono fuori dal cratere. Molto più ampio rispetto alle ricostruzioni seguite ai precedenti terremoti, l’impegno finanziario dello Stato per la riparazione/ricostruzione delle case private, visto che il recupero delle abitazioni principali verrà finanziato al 100% dentro e fuori il cratere. Anche la ricostruzione delle seconde case verrà risarcita al 100%, anche fuori dal cratere se l’abitazione sorge in un centro storico, in un borgo, o in un aggregato in cui sia presente almeno un’abitazione principale. Se invece la seconda casa (non affittata) è in un comune non ricompreso nel cratere ed è un immobile isolato, il contributo sarà pari al 50%. L’attenzione ai piccoli borghi che vivono di turismo di ritorno, dunque di seconde case, fa contenti i sindaci della montagna ”perché così – spiega Luisella Tamagnini, primo cittadino di Pioraco, 1.300 abitanti, 700 sfollati, due terzi del patrimonio edilizio compromessi – avrà un senso ridare vita ai piccoli centri, riaprire i negozi, i ristoranti”. Soddisfatti per l’impianto del Decreto legge di conversione dei due decreti sul sisma, che dovrebbe essere approvato il 24 novembre al Senato, i Comuni che hanno rischiato di rimanere fuori dal cratere: ”ma io ero certo della correttezza dei nostri dati – dice il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola -, nessuno qui fa battaglia politica sul terremoto, o ‘gonfiando’ i numeri”. Oggi intanto è stata aggiudicata la procedura negoziata bandita da Consip per il noleggio di container. Entro dicembre, fa sapere la Protezione civile, la prima fornitura permetterà di assistere oltre 2.000 persone nei campi che verranno attrezzati. Sei per ora i Comuni che hanno chiesto i moduli: Norcia in Umbria, Camerino, San Ginesio, Caldarola e Palmiano nelle Marche e Amatrice nel Lazio

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