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Italia. Costruzioni, Ance: persi 446 mila posti da inizio anno

Dall’inizio della crisi a oggi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono 446.000. Considerando anche i settori collegati alle costruzioni, arrivano a quota 690.000, come l’intera popolazione di Palermo. Il dato e’ contenuto nel Rapporto congiunturale dell’Ance, secondo cui non sono solo gli operai a restare a casa, ma tutte le figure professionali legate al cantiere: in un anno i liberi professionisti (architetti, ingegneri, ecc) sono diminuiti del 23%. Nel complesso, segnala il rapporto, il 2012 e’ stato per le costruzioni l’anno piu’ nero. Tutti i dati mostrano che la crisi in atto e’ la piu’ intensa e la piu’ lunga che ci sia mai stata nella storia del Paese. La perdita del volume d’affari e’ doppia rispetto a quella registrata con la crisi degli anni ’90. Per gli investimenti, il 2013 segnera’ il sesto anno consecutivo di caduta. Una lunga fila di segni meno che portano il settore a perdere il 29% degli investimenti. Nel corso della crisi sono fallite 11.177 imprese di costruzione, su un totale di circa 48.500 aziende chiuse di tutti i settori economici in Italia (circa il 23% dei fallimenti). Muore l’edilizia, muore la filiera. Si arena la produzione di cemento: nel 2012 le quantita’ consegnate sono diminuite del 22,6%. Stessa sorte per il legno: il mercato dell’edilizia-arredo ha visto, infatti, crollare il proprio fatturato del 19%. Dall’inizio della crisi le compravendite di abitazioni si sono dimezzate (-49%), riportandosi ai livelli di meta’ anni ottanta. Nel solo 2012 a la caduta e’ stata pari a circa il 26%. Il dato e’ contenuto nel Rapporto congiunturale dell’Ance, secondo cui le banche hanno smesso di concedere mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni: in sei anni il calo e’ del 58%. Per l’Ance, una soluzione sul tavolo e’ quella che l’associazione sta portando avanti insieme all’Abi e alla Cassa Depositi e Prestiti, finalizzata alla creazione di un circuito di emissioni di “covered bond” dedicati a investitori istituzionali per finanziare mutui alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione. L’Ance denuncia anche un’eccessivo peso del fisco sulla casa. Sono 9 le voci di tassazione che gravano sugli immobili in Italia, per il possesso, la vendita o la locazione. Con l’Imu le imposte sugli immobili sono aumentate di 12 miliardi di euro. L’Italia ha raggiunto quindi il Regno Unito in cima alla classifica dei paesi con la piu’ alta tassazione sulla casa. L’Imu inoltre, a differenza dell’Ici, ha reso non conveniente l’affitto a canone concordato.

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