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Italia: contro la crisi, terre affidate a giovani e disoccupati

La crisi aguzza l’ingegno e, accanto alle nuove professioni, si profila un movimento che propone l’agricoltura come orizzonte da riconquistare. Si chiama «Agritorino» e ha come obiettivo «affidare terre abbandonate o sottoutilizzate ai “nuovi” agricoltori del 2013: giovani e disoccupati, formati secondo i criteri di un’agricoltura ecosostenibile, come l’uso di strumenti informatici per ridurre il consumo di acqua». A dirlo è l’avvocato Riccardo Rossotto, presidente del Comitato costituito ieri per gestire l’iniziativa e capire se è davvero conveniente.

 

Imprenditori ed enti religiosi

E così, «per dare una speranza a una piccola fetta di quei circa 3 milioni di disoccupati d’Italia, il Sermig, insieme ad altre realtà come Piazza dei Mestieri e la banca di microcredito PerMicro, avvia il progetto Agritorino: un nuovo patto fra produttori e consumatori», dice Ernesto Olivero, fondatore del Sermig. Si è alle fasi preliminari. L’unica certezza, per ora, sono le 25 giornate di terreno a disposizione dei futuri contadini. Imprenditori illuminati ed enti religiosi le hanno date in comodato al Comitato.

 

Si parte da Caramagna

Due i progetti. Uno già avviato, a Caramagna, e rivolto a un massimo di 40 orticoltori-imprenditori. L’altro partirà a settembre, a Cumiana, ed è pensato per una decina di «braccianti» stagionali. Non si conosce ancora la forma contrattuale, forse costituiranno una cooperativa. Cottolengo e Salesiani hanno dato 15 giornate di terra e altre l’industriale caseario Osella. «Le eccedenze andranno alla mensa del Sermig oppure verranno comprate da imprenditori agricoli interessati», spiega un entusiasta Rinaldo Canalis, ideatore del progetto. La speranza è di creare nuovi posti di lavoro sicuri attraverso la terra. Torna il tempo delle stagioni.

Da www.lastampa.it

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