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Italia. Confesercenti: il 2013 è stato l’anno peggiore di sempre

La crisi che ha investito commercio e turismo ha colpito tutte le categorie di impresa, dal dettaglio alimentare ai bar. A soffrire di più sono gli esercizi commerciali “non alimentari non specializzati“, classificazione che individua i tradizionali negozi delle città che non vendono prodotti alimentari, ed esclude il commercio ambulante. Secondo le elaborazioni Confesercenti, se non si invertirà il trend attuale, il 2013 vedrà scomparire quasi 37 mila negozi no food e più di 5 mila imprese del dettaglio alimentare. Particolarmente grave il saldo in rosso di oltre 12 mila e 500 esercizi nel settore dell’abbigliamento, degli accessori e delle calzature: nel comparto hanno aperto due nuove imprese ogni sette che hanno cessato l’attività. Anche il commercio ambulante, l’unico settore tra quelli presi in esame ad essersi mantenuto in crescita dal 2009 ad oggi, chiude bottega: la stima è -739 imprese a fine anno. La crisi che ha investito commercio e turismo ha colpito tutte le categorie di impresa, dal dettaglio alimentare ai bar. A soffrire di più sono gli esercizi commerciali “non alimentari non specializzati”, classificazione che individua i tradizionali negozi delle città che non vendono prodotti alimentari, ed esclude il commercio ambulante. Secondo le elaborazioni Confesercenti, se non si invertirà il trend attuale, il 2013 vedrà scomparire quasi 37 mila negozi no food e più di 5 mila imprese del dettaglio alimentare. Particolarmente grave il saldo in rosso di oltre 12 mila e 500 esercizi nel settore dell’abbigliamento, degli accessori e delle calzature: nel comparto hanno aperto due nuove imprese ogni sette che hanno cessato l’attività. Anche il commercio ambulante, l’unico settore tra quelli presi in esame ad essersi mantenuto in crescita dal 2009 ad oggi, chiude bottega: la stima e’ -739 imprese a fine anno. Numero negativo previsto anche per i comparti tradizionalmente associati al settore di attività economica del turismo: i bar, saranno circa 9.000 in meno, e le imprese della ristorazione, perderanno più di 10.000 unità. Non sfuggono alla contrazione nemmeno gli alberghi: le imprese attive nell’alloggio, nelle previsioni Confesercenti, scenderanno di 2.000 unità. E davanti a loro hanno la prospettiva di un’estate ‘fredda’ dal punto di vista dei flussi di turisti: secondo il sondaggio Confesercenti-SWG sulle vacanze degli italiani, dal 2010 al 2013 i nostri concittadini che andranno in viaggio passano dal 79% del 2010 al 58% del 2013. Il saldo negativo del 2013 e’ da addebitarsi al rallentamento delle nuove aperture in tutti i settori presi in esame. Fenomeno in atto da tempo: tra il 2010 e il 2013, le iscrizioni hanno registrato in questi anni variazioni negative per tutti i comparti ad eccezione dell’ortofrutta, riducendosi del 10% per il dettaglio alimentare, del 45,4% l’alloggio, del 46% per la ristorazione, del 28,4% per i bar, del 54% per l’abbigliamento e le calzature. La cancellazioni hanno invece registrato una crescita per tutti i comparti tra il 2010 e 2013.

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