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Italia, commercio: scenario desolante, famiglie allo stremo

“A gennaio nemmeno i saldi riescono a rianimare i consumi: calzature e abbigliamento lasciano sul campo un angosciante calo del 4,5%. Ma e’ notte fonda anche per gli alimentari con le famiglie che, sempre piu’ intossicate della recessione, hanno preso ormai la strada di una forte razionalizzazione degli acquisti. Lo scenario e’ desolante: vanno molto male i negozi di vicinato, il cui fatturato precipita del 4,3%, ma non ne escono immuni neanche grande distribuzione e discount”. Cosi’ Confesercenti commenta i dati Istat. 

 “Questo percorso – si legge in una nota – spiega poi le ragioni per le quali nei primi tre mesi del 2013, secondo le nostre proiezioni basate sui dati del primo bimestre, scompariranno piu’ di 14 mila esercizi commerciali. Se nulla cambiera’, alla fine dell’anno saranno ‘cancellati’ piu’ di 58 mila negozi. Pesante anche la perdita di posti di lavoro: per i comparti del commercio e dei pubblici esercizi (dall’alloggio alla somministrazione) si tratterebbe di un salasso nel 2013 di 190 mila posti di lavoro: un dato che collocherebbe questi settori fra i piu’ colpiti dalla crisi occupazionale, al pari dell’edilizia. E’ innegabile che nell’agenda politica dei prossimi mesi il disastro del mercato interno dovra’ trovare risposta in una terapia d’urto efficace e coraggiosa. Confesercenti insiste sulla necessita’ di profondi tagli alla spesa pubblica e di una netta riduzione della pressione fiscale. A questo punto della crisi, una terza via non c’e'”.

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