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Italia, Cia: “bruciato” circa il 30% della produzione

 

Dopo la difficile annata 2012-2013, in cui la siccità ha “bruciato” circa il 30 per cento della produzione nazionale di mais, quest’anno si puntava a un aumento delle superfici dedicate a questa coltura, complici anche i prezzi interessanti. E invece le cattive condizioni meteorologiche hanno ritardato se non impedito la semina, facendo prevedere un crollo generalizzato dei volumi. In queste ore -continua la Cia- si teme specialmente per le aree agricole a ridosso del Po, dove il livello idrometrico continua a salire e diventa concreta la possibilità di tracimazioni. Ma in generale sono tante le campagne allagate in tutto il Nord, dove fango e acqua impediscono ai produttori di entrare in campo con i trattori per parecchio tempo e dove ora si rischia di perdere tutto il primo raccolto delle foraggere, che comincia a marcire nei campi. A scontare gli effetti degli allagamenti e dei fenomeni di asfissia del terreno, che si innescano in particolar modo nei suoli poco permeabili, sono anche gli orticoli coltivati in pieno campo, soprattutto le fragole, i meloni e i tuberi. Mentre la grandine e i temporali violenti -aggiunge la Cia- hanno danneggiato tanti frutteti in fioritura, che rischiano di perdere il 10&% del prodotto.(

 

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