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Italia, autotrasporti: “aziende in agonia”

Le imprese dell’autotrasporto in Italia stanno agonizzando e il settore, afferma Maurizio Longo, segretario di TrasportoUnito «non ha più speranza di salvarsi. È morto, visto che il lavoro lo stanno svolgendo sempre più gli stranieri, grazie a un’Unione europea che, in nome dell’integrazione, ha svenduto interi comparti economici, tra i quali il nostro». Un allarme forte al quale fanno da contrappunto i numeri del disastro che l’associazione intende presentare, al più presto, al governo e sono stati presentati oggi a Genova.

Secondo TrasportoUnito, ci sono 103mila imprese attive nell’autotrasporto in Italia, che esercitano attività con veicoli industriali e commerciali, più altre 43mila posizioni aperte che non posseggono veicoli. Sono 5mila, peraltro, le imprese che hanno chiuso i battenti negli ultimi sei mesi del 2012 e 2.200 le aziende con procedura concorsuale fallimentare in atto. Inoltre, per l’associazione, «80mila dipendenti sono a rischio di licenziamento entro l’anno 2013; il 30% del personale conducente operante sul territorio italiano parla una lingua dell’Est europeo o extracomunitaria; sono 3.600 le imprese che dispongono di una sede o di una propria azienda nell’Est Europa e pari al 21% è la media del cabotaggio stradale di imprese estere che svolgono servizi all’interno del territorio italiano».

Inoltre, spiega il presidente di TrasportoUnito, Franco Pensiero, «ogni mezzo immatricolato in Italia è gravato da un indebitamento medio di 31mila euro». Senza contare che è «del 70% la percentuale delle imprese i cui debiti a breve sono tali da provocarne il fallimento. E sono 36mila gli imprenditori coinvolti in vertenze fra vettori e committenti o fra primo e secondo vettore o fra impresa e dipendenti». Si registrano anche 39 milioni di tonnellate in meno di merce da trasportare.

Fosco il quadro anche sotto il profilo della sicurezza. Pensiero ricorda che, «secondo una stima che scaturisce dal saldo tra il numero di mezzi immatricolati e assicurati, sono 32mila i veicoli pesanti non coperti da assicurazione Rca; mentre sono 12mila i mezzi industriali custoditi in depositi giudiziari e 18mila quelli abbandonati nelle aziende e cannibalizzati per recuperare pezzi di ricambio». Dai controlli effettuati dalla polizia stradale risulta, poi, che «il 27% dei mezzi pesanti in circolazione non è in regola con le norme del Codice della strada e della disciplina del settore; il 14% viaggia senza che l’autista rispetti i tempi di guida e riposo; il 7% non è in regola con la revisione del veicolo e presenta insufficienze strutturali e meccaniche; il 5% viaggia sovraccarico». Infine sono «43 gli incidenti che hanno coinvolto mezzi pesanti negli ultimi 20 giorni: 22 Tir ribaltati, 6 in fiamme e 15 tamponamenti».

Pensiero denuncia che «la liberalizzazione senza rete delle tariffe, nonostante la legge sui costi minimi, e la contemporanea apertura, altrettanto senza regole, del mercato italiano del trasporto su gomma a vettori esteri e autisti provenienti, in particolare, dall’Est europeo, hanno inferto colpo decisivo al settore. Una contraddizione in un Paese che trasporta su gomma più dell’85% delle merci». TrasportoUnito presenterà, nei prossimi giorni, al governo un dossier su questi argomenti. Ma se non ci sarà una risposta a breve, promette Pensiero, «non più tardi della fine di maggio assedieremo Roma. So che non ci faranno entrare in città ma metteremo 10mila mezzi sulla tangenziale e continueremo a percorrerla fino a quando non finirà la benzina».

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