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Istat, Cia, Coldiretti, Confesercenti: bollettino di guerra su occupazione e consumi

“Se non si prenderanno presto misure a sostegno delle famiglie e dell’occupazione, soprattutto giovanile, ma si procedera’ con provvedimenti come l’aumento dell’Iva al 22 per cento, la situazione non potra’ che peggiorare ancora -osserva la Cia- d’altra parte, secondo i nostri dati oggi solo il 14 per cento degli italiani si dichiara ottimista sul futuro, mentre oltre otto italiani su dieci (l’86 per cento) pensano che la situazione economica rimarra’ la stessa o addirittura peggiorera’”. Intanto “aumentano i segnali di sofferenza -sottolinea la Cia- basta ricordare che nell’ultimo anno il numero di famiglie che fa la spesa nelle “cattedrali del risparmio” come discount e hard-discount e’ arrivato a 13,8 milioni (il 62 per cento). Mentre e’ praticamente raddoppiata (dal 6,7 al 12,3 per cento) la quota di italiani che non puo’ piu’ permettersi di mangiare carne o pesce ogni due giorni. Ma soprattutto, ed e’ il sintomo piu’ preoccupante della condizione di disagio economico delle famiglie, negli ultimi dodici mesi sono aumentati del 9 per cento gli italiani costretti a rivolgersi agli enti caritativi per un pasto gratuito o un pacco alimentare.

CRISI:COLDIRETTI, ANCORA PIU’ GIU’ I CONSUMI NEL 2013 -1,6%

Si e’ verificato – sottolinea la Coldiretti – un calo della spesa particolarmente sensibile per prodotti ittici (-10,2%), pasta di semola, (-10%), riso (-8%) bevande alcoliche e analcoliche (-4,4%, esclusi vini), ortofrutta (-3,6%), derivati dei cereali (- 3,1%), prodotti lattiero-caseari (-2%), oli e i grassi vegetali (-1,7%). Si tratta dell’effetto del comportamento della maggioranza dei consumatori che – conclude la Coldiretti – hanno tagliato sulle quantita’ e sulle qualita’ con conseguenze anche sui prezzi di vendita di molte referenze che sono risultati in calo.

ISTAT: CONFESERCENTI, PER LAVORATORI AUTONOMI -68 MLD REDDITO
Secondo le analisi di Confesercenti, la grave situazione di crisi del lavoro autonomo sta avendo ripercussioni sull’intero Paese, soprattutto per quanto riguarda i redditi: quelli sono crollati di 67,8 miliardi nel quinquennio, un terzo dei quali (21,9) nel solo 2012. Un dato che trascina giu’ l’intero reddito nazionale, facendolo virare in negativo per 30,9 miliardi: nello stesso periodo quello da lavoro dipendente cresce di 13,9 miliardi. La crisi degli autonomi, inoltre, sfociata in vero e proprio boom di chiusure delle attivita’ in proprio, sta generando effetti molto gravi sull’occupazione: dal 2008 al 2012, il settore ha perso un terzo degli 1,3 milioni di posti bruciati complessivamente a livello nazionale, un “sacrificio”, proporzionalmente piu’ elevato rispetto al lavoro dipendente.

ISTAT: IN QUATTRO ANNI 500MILA OCCUPATI IN MENO

Ci sono oltre mezzo milione di occupati in meno rispetto al 2008: e’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat. I tassi di occupazione italiani, gia’ distanti dalla media Ue27 prima della recessione del 2008, si sono cosi’ ulteriormente allontanati. Nell’arco di quattro anni in Europa gli occupati sono diminuiti di circa 5 milioni, soprattutto gli uomini, e la flessione ha interessato la gran parte dei paesi membri. In Germania l’occupazione, dopo una battuta d’arresto nel 2009, e’ tornata ad aumentare dal 2010, come riflesso della ripresa dell’economia. Andamenti simili si riscontrano anche nel Regno Unito, in Austria, in Belgio, sia pure con dinamiche meno accentuate. L’Italia si trova nel gruppo di paesi che alla fine dei 4 anni mostrano un saldo negativo.

ISTAT: OLTRE 2 MLN GIOVANI NON STUDIANO NE’ LAVORANO, MOLTE MAMME

Nel complesso, negli ultimi quattro anni sono stati gli uomini a mostrare una crescita maggiore. La quota di essi rappresentata dai disoccupati e’ particolarmente elevata tra gli uomini (49% contro il 33,1% delle donne), mentre le donne sono piu’ presenti nella componente dell’inattivita’ e in particolare in quella distante dalla partecipazione. Il 40% dei Neet e’ alla ricerca attiva di lavoro (49% tra gli uomini, 33,1% tra le donne), circa un terzo appartiene alle forze di lavoro potenziali, il restante 29,4% sono inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare. La situazione nel Mezzogiorno rimane quella piu’ critica: in questa area e’ Neet un giovane su tre (contro uno su sei nel Nord e uno su cinque nel Centro) e sono anche meno numerosi i Neet alla ricerca attiva di lavoro (36% contro il 46% circa del Centro-Nord). L’incidenza dei Neet tra i giovani stranieri e’ pari al 33%, con una forte differenza di genere (21,4% gli uomini e 43,6% le donne). Tuttavia il fenomeno assume caratteristiche diverse per le straniere. Infatti, il 58% delle Neet e’ madre (8,9% tra i maschi stranieri) e si tratta soprattutto di marocchine e albanesi.

ISTAT: QUASI 2 FAMIGLIE SU 3 HANNO RIDOTTO SPESA ALIMENTI
(La punta massima del fenomeno, spiega l’Istituto, “si e’ verificata nel Mezzogiorno (al 73%), ma in termini incrementali si sono avute variazioni anche piu’ ampie al Nord, dove il salto e’ stato di quasi 10 punti percentuali, e al Centro. Aumenta, inoltre, di circa due punti percentuali la quota di famiglie che acquistano generi alimentari presso gli hard discount, soprattutto nel Nord”. Le tipologie familiari che nel 2012 hanno modificato maggiormente i comportamenti di consumo alimentare in senso restrittivo sono le coppie con figli, le famiglie di monogenitori e le famiglie con membri aggregati (piu’ del 64% di tali famiglie).

 

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