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Imprese mafiose? Confindustria L’Aquila sarà parte civile


Spinosa: meglio rinunciare a qualche migliaia di euro e avere una Confindustria etica

“Confindustria L’Aquila sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nelle inchieste

 

 sulle infiltrazioni mafiose a carico di imprese che stanno lavorando alla ricostruzione post-terremoto” – ha annunciato oggi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, Fabio Spinosa Pingue, presidente di Confindustria L’Aquila. «Il rispetto delle regole e la legalità sono prioritari» ha detto «per tutelare le aziende sane che lavorano nel nostro territorio».
“Purtroppo in questo Paese  – ha proseguito – anziché concentrarci sui temi della crescita, della competitività, sulla ricerca e sulle aziende, siamo costretti ad occuparci di tematiche che purtroppo sono l’ABC di un paese moderno e civile…
Ho apprezzato molto la relazione del Presidente Giovanni Canzio, in particolare laddove sostiene che “la legittimazione dei Giudici nella società  moderna non è data, una volta e per sempre, dalla circostanza che si è vinto un concorso pubblico e s’indossa la toga in udienza, ma va conquista con serietà, professionalità e responsabilità, giorno per giorno, sul campo”.  Mi ha anche sorpreso favorevolmente  il forte richiamo alla sobrietà dei comportamenti dei Giudici e al rispetto delle altre Istituzioni. Una relazione davvero illuminate e da grande servitore dello stato, quale è.
Confindustria, con la mia presenza all’inaugurazione dell’anno giudiziario,ha voluto dare un ulteriore segnale di forte fiducia agli operatori della Giustizia nonostante lo stato di salute che sembra quello di un  moribondo – almeno stando ai dati sulla cronica assenza di magistrati, di personale, di ritardi e lunghezza dei processi,  sulla mancanza di risorse, sulla giustizia politicizzata e fatta sui media….  Infatti, crediamo e siamo consapevoli che esiste una buona e sana giustizia, una giustizia non esibizionista… che va ricercata e supportata, senza la quale può esserci solo la giungla, quella nella quale non si rispettano le regole e la meritocrazia.
Tanto è vero che la mia elezione alla Presidenza è stata votata dai colleghi imprenditori proprio su questi argomenti: maggiore livello di impegno e di attenzione all’etica, ai temi della  legalità e del rispetto delle regole.
La legalità ed il rispetto delle regole devono essere per noi Imprenditori al primo posto nella scala dei valori che ci contraddistinguono. Financo prima della concorrenza. La quale, se ci pensiamo bene, ne è la diretta conseguenza.
Ho confessato più volte che la mia vita personale e professionale è cambiata da quando ho messo al primo posto il tema della legalità e del rispetto delle regole: fino a 10 anni fa queste tematiche erano tra i miei valori, ma non al primo posto. Se le metti al primo posto ti cambia la vita.

Non sono un nuovo moralizzatore. Me ne guarderei bene. Ma voglio rappresentare quella numerosissima parte di sana imprenditoria che,  nel silenzio tutti i giorni, compete nel mercato rispettando le regole di corretta concorrenza. E che purtroppo, a causa di qualche furbastro, dei pessimi controlli e della cattiva e lenta giustizia, perde quote di mercato.
Siamo noi imprenditori che dobbiamo pretendere il rigoroso rispetto delle regole, senza il quale tutto viene deviato.
Oggi siamo purtroppo in mezzo al guado, perché coloro che in maniera rigida rispettano le regole, rischiamo di essere fuori mercato rispetto a coloro che non le rispettano. E se il sistema permette ai secondi di conquistare nuovi clienti,  a scapito di chi invece si vede tagliato fuori a causa di comportamenti poco etici e che nulla hanno a che fare con le regole della concorrenza, di fatto impoveriamo ulteriormente il territorio di innovazione e sana imprenditoria.
Più volte ho trovato il coraggio di denunciare che nel rapporto tra politica e impresa si annidano da sempre zone grigie, soprattutto quando si ha a che fare con la P.A. dove l’illegalità è presente e si incontra con taluni operatori economici…
Mi domando se è ancora attuale la gara della P.A. al massimo ribasso, anche quando la percentuale di ribasso porta l’imprenditore a non guadagnare? Come può? Che cosa nasconde? Mancati controlli o materiale scadente o la speranza di una variante in corso che porterà a recuperare la percentuale applicata? Come si fa a rispettare la normativa sul lavoro, ad esempio con una percentuale di ribasso del 45%?
Oggi rispettare il coacervo di regole, regolamenti, disposizioni, ecc non è assolutamente facile per un’azienda.  Basti pensare alla normativa sull’ igiene (come competere nel mondo con Decreti  Regio del ‘23?), sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla privacy, fiscale, tributaria… E’ facilissimo cadere in errore e prendere multe stratosferiche, denunce penali, ecc… e rischiare di giocarsi l’azienda.
Tutto questo mi spinge a consigliare ai miei colleghi di mettere l’etica, ed il rispetto delle regole, la meritocrazia,al primissimo posto nella scala dei valori. E’ indubbiamente una questione di Cultura. Ma è anche una questione di opportunità. Un’ impresa sana che rispetta le regole e la meritocrazia, è una impresa corroborante per il sistema territorio…
Dobbiamo elevare il sistema dei controlli  ma è importante trovare i1 punto di equilibrio tra la verifica e il lavoro, per non rischiare di cadere nella vessazione.
Non si può vivere in uno stato poliziesco dove esistono più controllori che imprese da controllare
Faccio una proposta: più spazio all’ autocontrollo con i professionisti e maggiore premialità per i virtuosi. Ho dato mandato ad un gruppo di miei colleghi di rivedere il nostro codice etico con l’obbiettivo di alzare l’asticella e portare tutti i nostri Associati verso una maggiore cultura della social responsability dell’impresa. Ancora di più di quanto oggi già viene fatto.
Nel mio programma è scritto chiaramente che questa Confindustria non ha intenzione di rappresentare necessariamente tutto e tutti. Anche a costo di rinunciare a qualche decina di migliaia di contributi associativi. Questo è il concetto di una Confindustria virtuosa, illuminata ed illuminante.
Vorrò essere, e sempre, nella condizione in cui si deve trovare la “Moglie di Cesare”: al di sopra di ogni sospetto. Questa è la Confindustria che mi piace rappresentare. Su questo mi aspetto di incontrare gli Imprenditori. (su Il Centro di domani).

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