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Il “made in casa” della comunicazione Fortel’ evoluzione tecnologica e di mercato,ma il fai da te impera ancora nelle piccole e medie imprese

di Francesca Pompa

Vicepresidente Comitato Sezione Terziario Avanzato Confindustria L’Aquila

 

 

 

 

Sembra lunga e infinita la strada dell’innovazione, del riconoscere il valore degli investimenti in beni immateriali. Forse è proprio questa parola a spaventare chi magari gode anche di una solida posizione sul mercato ma, per un fatto più culturale che economico, non utilizza i servizi più innovativi e qualificati nei settori del marketing, della comunicazione, del design, come pure dei nuovi media e in particolare della rete.

Le piccole imprese appaiono sorprendentemente carenti sotto questo profilo e presentano un approccio molto empirico verso la parte software della loro azienda che riguarda, appunto, la capacità di comunicare, di conferire al proprio brand un’identità unica e distintiva.

Curare l’immagine dell’attività, dei propri prodotti, sembra essere l’ultima preoccupazione o si finisce spesso con il farlo “alla meno peggio”, magari con l’aiuto dell’amico, del tipografo, del fotografo dilettante, del parente con vene creative.

E sicuramente questo non fa bene al settore produttivo che rappresenta l’ossatura del sistema economico del nostro Paese, dalle grandi potenzialità a volte inespresse. Sono proprio le piccole imprese, non disponendo di grossi capitali, a dovere stare più attente, a dover capitalizzare anche la più piccola iniziativa. Il salto richiesto è di attribuire il giusto valore all’investimento in comunicazione, al ritenere che questa debba essere un ingrediente sostanziale dell’attività e non un’appendice variabile.

Nella consuetudine si riscontra che negli imprenditori c’è una propensione innata a far grande la propria azienda, magari dotandola di apparecchiature anche superiori alla capacità produttiva, mentre si dimostrano poco interessati verso l’acquisizione di nuovi strumenti di competizione, spesso fatti solo di conoscenza, di saperi, di capire il futuro, di cose che non si toccano con mano ma si respirano, aleggiano intorno con la forza persuasiva delle azioni e delle emozioni.

Di fatto oggi non basta solo fare un buon prodotto, ma bisogna fare in modo che questo viva di quella luce che cattura l’attenzione, che fa ombra intorno per essere protagonista della scena. E su questo va detto che le strategie comunicative sono diventate sempre più sottili e sofisticate. E’ passato il tempo della reclame.  Ebbene, comunicare i valori e l’immagine di un’azienda è un vero Mestiere, non è cosa da praticanti. Richiede competenze specifiche in un sistema globale estremamente articolato e complesso che necessita di risorse umane  specializzate, in grado di trovare modalità originali, creative e razionali insieme per rivolgersi ai tanti pubblici esistenti. Che abbiano abilità nello sviluppare nuovi strumenti di comunicazione, nell’integrare a quelli tradizionali i nuovi media, nell’individuare i target e i caratteri esclusivi di un’azienda. E sopratutto c’è bisogno di professionisti entusiasti di lavorare per la piccola impresa, di accompagnarla, passo passo,  verso la conquista di un posizionamento che la rende visibile e riconoscibile nell’architettura dell’immagine diffusa.

E’ qualcosa che nel tempo cresce, insieme al valore del marchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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