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Il Consiglio regionale approva una “risoluzione urgente” contro la petrolizzazione dell’Abruzzo

Dopo aver presentato una proposta di legge alle Camere (relativa al divieto delle attività petrolifere nell’Adriatico) approvata … con legge regionale (caso unico, credo, nella storia del regionalismo italiano), il Consiglio regionale abruzzese ha ora approvato una “mozione” che impegna … se stesso ad approvare una legge regionale, finalizzata a “bloccare” le “nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese”. Forse ai nostri consiglieri non è chiara quale funzione hanno le “risoluzioni” e le “mozioni” e la differenza che corre tra detti strumenti e la legge.

La legge regionale – che, diversamente da quanto si legge nel testo della “mozione”, non sarebbe affatto dettata nell’ambito della competenza in materia di “governo del territorio” (che c’entra, infatti, l’urbanistica?) – non può contenere un divieto per la Regione a rilasciare intese in modo generalizzato: il Consiglio regionale abruzzese dimentica che già una sua legge – relativa al divieto del rilascio dell’intesa per i gasdotti – è stata impugnata dal Governo nazionale dinanzi alla Corte per violazione del principio di leale collaborazione e lo stesso è accaduto con una legge della Regione Basilicata approvata lo scorso anno.

La strada da seguire è quella indicata dal Coordinamento nazionale No Triv: trasformare immediatamente il progetto di legge presentato dal PD in Parlamento in decreto-legge al fine di agire sull’art. 35 del decreto sviluppo, che ha consentito un riavvio delle attività in mare bloccate nel 2010 dal decreto Prestigiacomo (eliminando, però, il secondo comma dell’art. 1 del progetto che è palesemente illegittimo), e avviare contestualmente una discussione in Parlamento e fuori per dotare il nostro Paese di una legge che in modo organico disciplini la materia.

ENZO DI SALVATORE

 

(Il testo della risoluzione pubblicato di seguito è tratto dal quotidiano online “PrimaDaNoi”: cfr. sullo stesso l’articolo dal titolo “Abruzzo. Petrolizzazione: si va verso una moratoria”)

 

 

RISOLUZIONE URGENTE – IMPEGNO PER MORATORIA ALLE ESTRAZIONI

 

Premesso che

 

circa metà del territorio della nostra Regione è ormai interessata da progetti di ricerca petrolifera. Sono molte le società petrolifere che avanzano istanze di esplorazione, estrazione e lavorazione degli idrocarburi;

 

Considerato che

 

in Abruzzo sono nati numerosi movimenti e comitati spontanei di cittadini contrari alle trivellazioni e altri movimenti che rappresentano interi settori economici: produttori agricoli, cantine sociali, balneatori, ristoratori, animalisti, ambientalisti, albergatori, turisti, pescatori. Inoltre hanno contribuito ai movimenti contrari alla realizzazione di impianti di trivellazione a terra e off-shore, le Università, le scuole (dirigenti, insegnanti, alunni), cittadini comuni e professionisti (avvocati, architetti, ingegneri). Diversi Enti (Comuni, Province, Regione), spinti dalla forte contrarietà della popolazione locale alla realizzazione di trivelle, hanno sottoscritto mozioni per scongiurare la petrolizzazione della regione Abruzzo;

 

Tenuto conto che

 

gli schieramenti politici sia del Centro destra regionale che del Centro sinistra, in più occasioni, soprattutto durante le Campagne elettorali si sono espressi contro le trivelle;

 

Non trascurando che tanta apprensione nasce dal fatto che:

 

Studi scientifici supportano la pericolosità degli impianti di lavorazione dei centri petrolchimici per la salubrità dell’aria, del mare e della salute dei cittadini;

Sono ormai certe le conseguenze negative di carattere economico per le attività agricole, balneari e turistiche che caratterizzano la nostra Regione;

Sussiste la pericolosità sismica, accertata e provata, delle esplorazioni effettuate per la ricerca del petrolio.

 

CONSIDERATO CHE LA REGIONE HA COMPETENZE IN MERITO ALLE ESTRAZIONI A TERRA DEL PETROLIO

 

IL CONSIGLIO REGIONALE SI IMPEGNA AD EMANARE NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE

 

Una legge di moratoria, al fine di assicurare processi di sviluppo sostenibile e ai sensi della legge 23 agosto 2004, n. 239, che blocchi nuove ricerche ed estrazioni di petrolio sul territorio abruzzese vincolando la Regione Abruzzo nell’esercizio delle proprie competenze in materia di governo del territorio a non rilasciare l’intesa prevista al conferimento di nuovi titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

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