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Green economy: Fondo Kyoto x sicurezza idrogeologica e sismica

Con la disciplina del Fondo rotativo del Protocollo di Kyoto, contenuta nel “Decreto Sviluppo” D.L. n.83/2012 (legge di conversione n.134/2012), è stato fatto un notevole sforzo per incentivare la creazione di occupazione in un settore altamente innovativo come quello della green economy, in linea con le raccomandazioni della Commissione Europea per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020.

Il D.L. n.83/2012 prevedeva infatti che i 460 milioni di euro disponibili sul Fondo rotativo del Protocollo di Kyoto venissero destinati al finanziamento di progetti e interventi nei settori della green economy e in quelli connessi con la messa in sicurezza del territorio idrogeologico e sismico, subordinati alla creazione di occupazione giovanile aggiuntiva (art.57). Per poter accedere ai finanziamenti, infatti, tutti i progetti devono prevedere un minimo di 3 assunzioni a tempo indeterminato di giovani di con età non superiore a 35 anni alla data di assunzione e, nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti deve essere riservato a giovani laureati di età non superiore ai 28 anni. Per i progetti presentati da società a responsabilità limitata semplificata, PMI e Esco il numero di assunzioni minimo è pari a una unità.

Soggetti beneficiari dei finanziamenti sono le imprese, sia in forma individuale sia societaria, o loro consorzi che siano regolarmente iscritte al registro delle imprese, in regime di contabilità ordinaria, non sottoposte a procedure concorsuali né ad amministrazione controllata e che abbiano depositato almeno due bilanci su base annuale. Dei 460 milioni di euro complessivi, 10 milioni sono riservati al finanziamento di progetti di investimento proposti da società a responsabilità limitata semplificata e 70 milioni di euro sono riservati, nel rispetto dell’art.1, comma 8 del D.L. n.129/2012, al finanziamento di interventi di ambientalizzazione e  riqualificazione ricompresi nell’area definita del Sito di interesse di Taranto.

Con riferimento ai settori di attività, il decreto definisce quattro diverse tipologie di settori in cui possono essere realizzati i progetti finanziabili: a) protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; b) ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di “seconda e terza generazione”; c) ricerca, sviluppo, produzione, installazione di tecnologie nel solare termico, solare a concentrazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia; d) incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile, industriale e terziario, compresi gli interventi di social housing. Possono essere finanziati progetti di investimento innovativi, avviati dopo il 25 gennaio 2013 (data di pubblicazione della circolare attuativa dell’art.57 D.L. n.83/2012 sulla Gazzetta Ufficiale), con un valore minimo di 1.000.000 di euro, ridotto a 500.000 euro nel caso di progetti presentati da PMI ed Esco e a 200.000 euro per progetti presentati da Srl semplificate. Le principali caratteristiche dei finanziamenti agevolati sono un tasso di interesse fisso, pari allo 0,50% annuo nominale, una durata non superiore a 72 mesi, rata costante calcolata con metodo francese, rimborso tramite RID o altro strumento richiesto. Tale finanziamento agevolato rappresenta una quota del costo totale dell’investimento ed è pari a 75% del costo complessivo per le spese ammissibili nel caso di progetti presentati da PMI, ESCo, Srl semplificate e a 60% negli altri casi.

Il criterio occupazionale rappresenta senza dubbio l’elemento più innovativo, in quanto  direttamente volto alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per ogni singola impresa richiedente le nuove assunzioni devono infatti essere aggiuntive rispetto alla media totale degli addetti degli ultimi 12 mesi. Altri criteri di valutazione sono la capacità di attrarre e mobilitare risorse aggiuntive rispetto a quelle erogate dal Fondo e la qualità dell’intervento in relazione alle specificità del progetto.

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