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Grasciano. Polo Tecnologico, chiesta la tutela dei lavoratori

I consiglieri regionali Cesare D’Alessandro, Ruffini, Di Luca, Acerbo e Saia interrogano l’assessore regionale Di Dalmazio in ordine alla ripresa delle attivita’ del Polo tecnologico di Grasciano, che vedrebbe esclusi i lavoratori ex Sogesa. “Nel contesto della vicenda Cirsu-Sogesa”, si legge nel testo dell’interrogazione, “l’intrecciarsi di impegni non mantenuti, la presenza di soggetti propensi ad eludere le proprie responsabilita’, le scelte inadeguate, hanno determinato una situazione di gravissimo disagio che interessa, nel complesso, lo stato del Polo tecnologico di Grasciano – da sempre riconosciuto come polo strategico – e, piu’ in particolare, le legittime aspettative dei lavoratori ex Sogesa”. Con gara di evidenza pubblica, a decorrere da questo mese di gennaio, e’ stata affidata la gestione del patrimonio impiantistico. L’impegno era – “e per noi rimane irrinunciabile”, dichiarano i consiglieri – quello di procedere a un conseguente e graduale riassorbimento dei lavoratori ex Sogesa, come comunicato al prefetto della Provincia di Teramo. In tal senso, peraltro, si indirizzava anche la risposta fornita dall’assessore Di Dalmazio, il 29 ottobre 2013, a una analoga interrogazione depositata dagli stessi consiglieri. “Sembra, pero'”, proseguono i consiglieri, “che da pochissimi giorni, all’insaputa dei lavoratori ex Sogesa, sarebbe stata riavviata l’attivita’ di conferimento dei rifiuti nell’impianto di Grasciano. I mezzi della ditta affidataria del servizio – il Consorzio Stabile Ambiente dell’Aquila – secondo quanto appreso da notizie di stampa – avrebbero ripreso a conferire in discarica quantitativi non determinati di rifiuti indifferenziati, per la macina dei quali occorrerebbe invece un impianto mobile. La Giunta regionale deve finalmente farsi carico degli impegni assunti e concordati con il prefetto della provincia di Teramo, a garanzia e tutela dei lavoratori. Proprio per questo, l’assessore Di Dalmazio, oltre a dirci se davvero esiste l’autorizzazione a conferire rifiuti indifferenziati, dovra’ anche rispondere in merito all’eventuale utilizzo di lavoratori diversi da quelli ex Sogesa, per i quali sussiste l’impegno al riassorbimento”.

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