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Europa, rapporto su medie imprese: nonostante crisi, struttura finanziaria robusta

Il Rapporto sulle “Medie imprese in Europa” è frutto di una partnership italiana tra Confindustria, R&S-Mediobanca ed Unioncamere. Lo studio sistematico della media impresa in Italia (identificata con le società di capitali a controllo autonomo, fatturato compreso tra 15 e 330 milioni di euro e forza lavoro da 50 a 499 dipendenti) è iniziato oltre dieci anni fa, su iniziativa congiunta di Mediobanca ed Unioncamere.

La seconda edizione di questo progetto estende l’analisi alle medie imprese francesi oltre a quelle tedesche, spagnole e italiane già trattate nella prima edizione, prevedendo, nelle future edizioni, l’eventuale allargamento ad altre Nazioni.

La ricerca si avvale della collaborazione di tre qualificati istituti: EconomiX, CNRS-Université de Paris Ouest Nanterre La Défense, che cura il rapporto sulle imprese francesi a firma di Nadine Levratto, l’IfM – Institut für Mittelstandsforschung di Bonn, cui è affiliato Michael Holz, curatore del rapporto sulle imprese tedesche, e il Departamento de Economía Financiera y Contabilidad III della Universidad Complutense di Madrid che, attraverso il Prof. Juan Antonio Maroto Acín, realizza l’indagine sulle imprese spagnole. I dati relativi alle medie imprese italiane, curati da R&S, si basano sulle indagini censuarie Mediobanca-Unioncamere. Il progetto si avvale della supervisione scientifica di Gioacchino Garofoli dell’Università dell’Insubria.

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Si riportano a seguire alcuni dei principali risultati emersi.

Circa la distribuzione sul territorio in Francia le macro aree più popolose sono il Nord Ovest (25%) e il Nord Est (22%), mentre a livello regionale spiccano la provincia parigina dell’Île-de-France e il Rhône-Alpes nel Sud Ovest (rispettivamente 14% e 13%). In Germania le maggiori concentrazioni si rinvengono nel Sud e nell’Ovest del Paese (entrambi al 37%); il Nordrhein-Westfalen ad Ovest (26%) e il Baden-Württemberg a Sud (20%) sono i lander con la maggiore densità di medie imprese. Le regioni dell’Est della ex Repubblica Democratica Tedesca presentano modeste tracce di medie imprese, con appena il 14% del totale. Quanto alla Spagna, il Nord/Nord-Est è il maggiore catalizzatore, attraendo il 42% delle aziende che sono localizzate principalmente in Catalonia (24%) e nei Paesi Baschi (10%). Un’altra significativa agglomerazione di medie imprese interessa Valencia (18%) e Madrid (10%).

In Italia il 40% delle medie imprese si localizza nel Nord-Ovest, il 38% nel Nord-Est; Lombardia (31%), Veneto (18%) ed Emilia-Romagna (14%) sono le regioni più popolose, mentre la presenza si dirada nel Sud e nelle Isole. Le medie imprese tendono quindi ad insediarsi nelle zone economicamente più evolute dei Paesi europei.

Lo studio comprende l’analisi delle aree territoriali specializzate (poli di competitività in Francia, distretti e aree di grande impresa in Spagna ed Italia e aree di grande impresa in Germania). In Francia il 41% delle medie imprese hanno la propria sede nei sopra citati poli, in Italia il 66% delle medie imprese si colloca in aree distrettuali e in Spagna il 40%. In Germania non esiste un sistema di distretti codificato.

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La ripartizione del fatturato delle medie imprese in base al settore produttivo si configura come segue:

Francia

Germania

Italia

Spagna

in % del fatturato

Alimentare

30,2

14,9

21,4

31,3

Meccanico

29,2

45,3

31,4

25,9

Beni persona e casa

10,5

9,6

21,3

13,7

Altre industrie

30,1

30,2

25,9

29,1

Chimico e farmac.

16,4

14,6

12,3

16,5

Metallurgico

3,0

6,4

6,4

6,6

Carta e stampa

8,1

7,4

5,1

4,6

Altri

2,6

1,8

2,1

1,4

La meccanica prevale in Germania (45,3% del totale e maggiore incidenza fra i quattro Paesi) mentre l’Italia segna  a livello europeo la quota maggiore nei beni per la persona e la casa (21,3%), pur essendo prevalente la meccanica (31,4%). In Spagna il settore più rappresentativo è l’alimentare (31,3%), ma assai importante è il ruolo della meccanica (25,9%). In Francia come per la Spagna i settori più rappresentativi sono l’alimentare e la meccanica (30,2% e 29,2%). Lo stile italiano (o “made in Italy”) rappresenta il 62% delle vendite delle nostre medie imprese. Quanto al valore aggiunto, che misura la ricchezza prodotta, il contributo delle attività meccaniche è ancora più evidente, raggiungendo il 51% in Germania, il 38% in Italia, il 35% in Francia e il 29% in Spagna ove si registrano gli apporti rilevanti dei beni per la persona e la casa (15%) e dell’alimentare (24%). Si tratta di due settori importanti anche in Italia, con un’incidenza prossima al 36%, mentre essi contribuiscono per poco più del 31% in Francia e per il 19% in Germania.

L’orientamento produttivo delle medie imprese europee ne spiega anche il diverso contenuto tecnologico(valutato secondo la metodologia OCSE), che offre lo spaccato seguente:

Francia

Germania

Italia

Spagna

in % del fatturato

Alta tecnologia

8,1

14,8

4,2

6,8

Medio-alta tecnologia

19,6

26,4

24,5

16,6

Medio-bassa tecnologia

25,6

28,7

26,8

32,7

Bassa tecnologia

46,7

30,1

44,5

43,9

La fascia alta e medio-alta della tecnologia rappresenta il 41% circa del fatturato delle medie imprese tedesche; le italiane esprimono, sotto questo profilo, un contenuto lievemente superiore alle francesi (29% contro 28%) mentre le spagnole si fermano al 23%.

L’analisi dei dati economici conferma che la media dimensione rappresenta una fascia di grande efficienza della manifattura: le imprese tedesche primeggiano per produttività (valore aggiunto netto per addetto pari a 56.900 euro, contro 53.300 euro per l’Italia, 52.100 euro per la Francia e 47.900 euro per la Spagna), quelle italiane e spagnole per profittabilità (margine operativo netto sul valore aggiunto pari al 19% in Spagna e Italia e 15% in Germania e in Francia). Il costo del lavoro pro-capite più elevato è in Germania (46.700 euro per addetto, contro 43.600 euro in Francia, 39.600 euro in Italia e 36.800 euro in Spagna).

La struttura finanziaria comparata si configura come segue:

Francia

Germania

Italia

Spagna

in % del capitale investito

Debiti fin. a breve

13,4

21,4

29,9

21,8

Debiti fin. a m/l

20,4

16,9

21,9

21,5

Capitale netto tang.

66,2

61,7

48,2

56,7

   Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

Attivo immobilizzato

45,1

31,0

45,4

55,0

Attivo corrente netto

37,6

44,0

41,8

36,4

Liquidità

17,3

25,0

12,8

8,6

   Totale

100,0

100,0

100,0

100,0

Le medie imprese mostrano una struttura finanziaria robusta, con mezzi propri che eccedono gli immobilizzi ed un attivo corrente netto superiore ai debiti finanziari a breve termine. Si tratta di un assetto che conferisce a queste imprese un grado di resistenza alla crisi superiore a quello delle imprese di maggiori dimensioni. La solidità finanziaria delle medie imprese è massima in Germania (76% sono investment grade), equivalente in Francia e Spagna (69% investment grade) un pò inferiore in Italia (57% investment grade).

Il trattamento fiscale è omogeneo in Spagna e Francia (tax rate al 24% circa), leggermente più elevato in Germania (27%), penalizzante in Italia (38%).

Se negli ultimi 10 anni le medie imprese italiane avessero avuto una tassazione più favorevole (ad esempio, pari a quella delle grandi imprese) oggi esse avrebbero una solidità patrimoniale paragonabile a quella delle tedesche (78% investment grade).

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