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Europa. Grecia, declassate le quattro banche principali

La Grecia porta all’Europa una nuova lista di riforme, più dettagliata, ma lo sforzo non basta a sbloccare gli aiuti che le servono per scongiurare il rischio default ad aprile. Il negoziato prosegue quindi senza accelerazioni e si guarda a mercoledì prossimo, quando un nuovo Euro Working Group, la riunione degli sherpa dell’Eurogruppo, farà ancora una volta il punto e valuterà se convocare i ministri prima della loro riunione informale prevista il 24 aprile a Riga. Intanto Fitch declassa le quattro principali banche greche a CCC, allineando il loro rating a quello sovrano, e il presidente Mario Draghi ricorda che la deroga sui bond greci che consentiva alle banche di fare il pieno di liquidità presso la Bce, valeva solo nel rispetto del piano Ue-FmiLa nuova lista greca – pubblicata in esclusiva dal Financial Times – è composta da 26 pagine e prevede interventi per 6 miliardi di euro. E stima la necessità finanziaria per il 2015 a 19 miliardi (a politiche invariate). Nessuna sorpresa sul fronte delle riforme, solo un’estensione di quelle annunciati finora, e nemmeno su quello degli introiti, visto che la maggior parte si cerca con la lotta a evasione e corruzione. I greci prevedono di ricavare 875 milioni di euro da “rafforzamento delle attività di audit su una lista di trasferimenti bancari e soggetti offshore”, e 600 milioni da una “nuova lotteria che forzi i consumatori a chiedere lo scontrino dal valore aggiunto”. Il Governo chiarisce che “lo scopo maggiore di questo documento è sbloccare i finanziamenti a breve termine che consentiranno al Governo greco di fare fronte ai suoi obblighi immediati”. E se il ministro degli Interni Nikos Voutzis minaccia di rimandare il rimborso al Fmi previsto il 9 aprile, l’esecutivo si affretta a rassicurare che tutte le scadenze saranno rispettate, con o senza sblocco degli aiuti Ue. La nuova lista, per ora, non impressiona i creditori internazionali e non li rassicura su questioni a cui tengono come una revisione del sistema pensionistico e una maggiore liberalizzazione del mercato del lavoro. Anzi, il documento comprende 1,1 miliardi di euro di spesa per quest’anno, più della metà destinati al ristabilimento della tredicesima per le pensioni dei redditi bassi. Inoltre, si sospende la clausola ‘zero deficit’, che porterebbe altri tagli alle pensioni degli statali. ‘Provocazioni’ anche nel capitolo riforma del lavoro, dove è previsto un aumento graduale del salario minimo e il rafforzamento della contrattazione collettiva, misure mai abbandonate da Varoufakis, il quale ha preso parte direttamente all’Euro Working Group di oggi. Sulle privatizzazioni si assicurano solo quelle avviate, mentre il Governo cede sull’avanzo primario, che risale al 3,9% del Pil.

Fonte: Ansa.

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