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Europa. Elusione tassazione: svolta dell’Ocse ma senza gli Stati Uniti

Da Il Sole 24 ore, Alessandro Galimberti

“Una pietra miliare nell’agenda della tassazione internazionale”. Così l’Ocse definisce la firma, prevista per questa sera a Parigi, della Convenzione multilaterale sulle misure per prevenire l’elusione e lo spostamento dei profitti in giurisdizioni più favorevoli.

La nuova convenzione – pur con i limiti di un accordo politico sovracontitentale, e dell’assenza degli Usa – è il primo trattato multilaterale di questo genere. Si tratta in sostanza di uno strumento che permetterà ai paesi sottoscrittori di recepire nei rispettivi trattati bilaterali fiscali i principi di azione messi a punto dal G20 e dall’Ocse in materia di trasparenza e di collaborazione internazionale.

Il punto di partenza del progetto, entrato in questa fase nel febbraio di due anni fa, è la stima ufficiale dell’imponibile che a livello globale sfugge alla tassazione, semplicemente sfruttando le vie di fuga verso paesi a bassissima imposizione, o anche senza del tutto gravami fiscali. Secondo l’Ocse si tratta di asset prudenzialmente stimati in una forbice tra 100 e 240 miliardi di dollari, vale a dire tra il 4 e il 10% del gettito mondiale delle imposte sulle società. Trend che, scrivono i sottoscrittori nella premessa alla Convenzione multilaterale, sono ormai osservati anche nelle economie emergenti e nei paesi in via di sviluppo, mentre «è importante assicurare che i profitti siano tassati dove l’attività economica genera i profitti e là dove si crea il valore».

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