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Cosa prevede la riforma delle Società di Capitali Le società cooperative – I ristorni diventano il contraltare dei dividendi delle spa

Terminiamo la serie di tre articoli sulle novità disposte dal Dlgs 17 gennaio 2003 n. 6 (riforma del diritto societario) trattando delle società cooperative. Occorre innanzitutto ricordare che la riforma ha eliminato la possibilità di costituire società cooperative con responsabilità illimitata dei soci in virtù sia della loro residuale presenza nel panorama del diritto societario italiano sia della loro anacronicità rispetto alle attuali dinamiche di mercato.

 

 

 

La novità più importante è sicuramente rappresentata dalla distinzione tra società cooperative riconosciute (a mutualità prevalente) e società diverse.

Per le società a mutualità prevalente, uniche beneficiarie delle agevolazioni fiscali, è necessario che siano rispettati alcuni parametri che valgano a sancire l’obbligo della cooperativa di operare prevalentemente con i soci.

Sono considerate società a mutualità prevalente quelle che:

 

  1.     i.            Svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori od utenti di beni e servizi (cooperative di consumo)
  2. Nello svolgimento concreto della loro attività utilizzano prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (cooperative di lavoro)
  3. Si avvalgano prevalentemente degli apporti di beni e servizi da parte dei soci.

 

Si ricorda che per prevalente si intende più del 50%.

Deroghe al criterio della prevalenza sono stabilite per le cooperative sociali (Legge 8 novembre 1991 n. 381) e le banche di credito cooperativo che rispettino le norme delle leggi speciali di settore (articolo 223 terdecies disp.att. c.c.).

Con decreto del Ministero delle attività produttive, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, potranno essere stabiliti ulteriori regimi derogatori al criterio della prevalenza mutualistica.

Oltre al criterio della prevalenza mutualistica, l’articolo 2514 del codice civile fissa ulteriori requisiti di non lucratività necessari per ottenere le agevolazioni fiscali.

 

  1.       i.            Divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato.
  2.   ii.            Divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi.
  3. Divieto di distribuire le riserve tra i soci cooperatori.
  4.   iv.            Obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

 

Durante il regime transitorio, che termina il 31 dicembre del 2004, valgono le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto che dovrà essere adeguato entro tale data con opportuna deliberazione dell’assemblea straordinaria che, in terza convocazione, delibera a maggioranza semplice.

Le piccole società cooperative, di cui all’articolo 21 della legge 7 agosto 1997 n. 266, dovranno obbligatoriamente trasformarsi o sciogliersi entro il 31 dicembre 2004.

Viene istituito l’albo delle società cooperative tenuto a cura del Ministero delle attività produttive ove verranno iscritte le cooperative a mutualità prevalente e potranno essere depositati i bilanci.

Per le cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente verrà istituita una sezione separata dell’Albo.

L’Atto costitutivo dovrà essere redatto per atto pubblico ed in esso dovranno essere previste

 

  1.     i.            le regole per lo svolgimento dell’attività mutualistica.
  2. se la cooperativa intende svolgere attività con terzi.
  3. un oggetto sociale che specifichi i requisiti e gli interessi dei soci in mancanza dei quali è vietata la partecipazione all’ente.

Il numero minimo dei soci è stato stabilito nel numero di 9 che può però ridursi a 3 ove si tratti di persone fisiche e la società faccia riferimento alle regole stabilite per le società a responsabilità limitata.

Il valore delle azioni dovrà essere compreso tra un minimo di Euro 25 ed un massimo di Euro 500. Se la legge non prevede diversamente, nessun socio persona fisica potrà detenere una quota di partecipazione superiore a Euro 100.000 divieto che decade in caso di soggetti diversi dalle persone fisiche o per conferimenti di beni in natura e crediti. È permessa, con alcuni opportuni correttivi, l’emissione di strumenti finanziari. Il totale dei voti attribuibili ai possessori di questi titoli, in ogni caso, al fine del rispetto del carattere di mutualità, non potrà superare un terzo dei diritti di voto totali.

L’ammissione dei nuovi soci è deliberata dal Consiglio di Amministrazione che deve motivare entro 60 giorni il rigetto della domanda di ammissione. L’aspirante socio ha inoltre diritto ad un riesame della delibera di rigetto da parte dell’Assemblea.

Ove lo statuto vieti la cessione della partecipazione, il socio ha diritto di recesso con preavviso di tre mesi. In ogni caso, anche ove sia prevista la cedibilità della quota, la stessa è sottoposta ad autorizzazione da parte del consiglio di amministrazione. Se il Consiglio non si pronuncia, entro 60 giorni dalla ricezione della domanda, si forma silenzio assenso ed il socio si può considerare autorizzato.

 Il diritto di voto spetta ai soci che siano iscritti nel libro soci da almeno tre mesi. Ogni socio ha diritto ad un voto. Lo statuto può però prevedere un voto plurimo:

 

  1.       i.            per i titolari degli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori.
  2.   ii.             Per i soci cooperatori persone giuridiche.
  3. Per i soci che integrano nella cooperativa la propria attività o una fase di essa.

 

La nomina del Consiglio di Amministrazione spetta all’assemblea.

Non è più previsto che la totalità degli amministratori sia socio della cooperativa ma solo la maggioranza.

Per quanto riguarda la struttura organizzativa, possono essere adottati tutti i diversi sistemi previsti per le società per azioni (tradizionale, monistico e dualistico).

Nel caso si scelga il sistema tradizionale, la nomina del Collegio Sindacale è obbligatoria se:

 

  1.  Il capitale non è inferiore a quello minimo previsto per le società per azioni.
  2. Vengano superati, in due esercizi consecutivi, i limiti previsti dall’art. 2435 bis del codice civile.
  3. La società emette strumenti finanziari non partecipativi.

 

Debutta infine la disciplina dei ristorni che attribuisce ai soci  maggiori somme sotto forma di superiore remunerazione delle proprie prestazioni o degli apporti alla cooperativa o di minor prezzo per gli acquisti.

I ristorni sono praticamente il contraltare dei dividendi per le società per azioni. Nelle società viene premiata la maggiore partecipazione al capitale, nelle cooperative la maggiore partecipazione alla mutualità.

Queste, per flash, le caratteristiche principali delle nuove società cooperative. Per i dettagli si rimanda naturalmente ai testi di legge.

In chiusura di articolo, si ricorda che le società di persone (S.n.c. ed S.a.s.) non sono state interessate dalla riforma del diritto societario.

Gli articoli del codice civile che ne prevedono la struttura ed il funzionamento sono rimasti i medesimi. Nessuna attività di modifica statutaria dovrà perciò essere operata dai soci di dette società che potranno continuare ad operare tranquillamente sulla base degli statuti già approvati.

 

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