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Confindustria L’Aquila, la Procura “accende il faro”: 6 domande al Presidente Pingue su rendicontazione separata fondi sisma ed ereditarietà delle poltrone

Su Il Messaggero di oggi e su quello del 10 luglio, che potete leggere sulla nostra pagina face book (clicca qui), sono apparsi articoli relativi alla gestione dei fondi sisma di Confindustria l’Aquila: su quanto riportato in argomento anche dagli altri giornali, gli Associati tutti, nessuno escluso, hanno il diritto e il dovere di chiedere che sia redatta la rendicontazione dei fondi sisma, così come impone la legge. E, posto che ad oggi gli organi competenti alla revisione dei bilanci non hanno provveduto, è legittimo ottenere di poter nominare una società di revisione e certificazione che sani la “pericolosa” situazione, stante che, a quanto pare, la Procura ha “acceso un faro” sul conto Rivisondoli. Diversamente si sceglie di aspettare i controlli delle autorità, di gettare altre ombre su L’Aquila e sulle imprese aquilane, o addirittura la possibilità di un commissariamento conseguente al perdurare della perigliosa inerzia. Quella che è stata spacciata come rivendicazione personale di chi scrive risulta ora piuttosto chiara a tutti, anche ai pochi che hanno inteso raccogliere per comodità le calunnie pronunciate per ingenerare confusione sulla faccenda: la nostra è solo di un’inchiesta finalizzata ad avere chiarezza sugli argomenti ora di pubblico dominio, ma che la sottoscritta ha tenuto riservati e ha condiviso unicamente con i membri del Direttivo, del Collegio dei Revisori e con i Probiviri. Sarebbe stato facile per dei giornalisti come noi fare lo scoop. Ma così non è stato, perché come Associati abbiamo dato precedenza a questo ruolo, piuttosto che a quello professionale, anche in ossequio alle cariche di rappresentanza di cui portiamo la responsabilità di fronte alle Pmi dell’Aquila e dell’Abruzzo.

Ora, solo un BANDO E SELEZIONE DI UN DIRETTORE al di sopra di tutto può garantire un operato obiettivo e sereno finalizzato al ripristino di condizioni di trasparenza: la successione alla direzione Cappelli , prevista per fine mese, non solo deve rispettare le regole di una giusta selezione dei candidati, ma non può avvenire certo per ereditarietà, ancor meno se l’erede è stato parte attiva nella passata gestione e ancor meno se è stato al centro di situazioni “scomode” per l’immagine e la serenità dei colleghi e degli imprenditori. Sarebbe un pessimo inizio per la nuova gestione, che nuova non sarebbe affatto, anzi.

Quanto agli articoli apparsi oggi, ci preme precisare in via ufficiale che non abbiamo mai detto o scritto di “rivoli finiti in mani private”: nei lunghi mesi scorsi 2013 e 2014 abbiamo chiesto chiarimenti in ordine alla gestione, mentre solo il Direttore Cappelli in persona ha inteso interloquire con i giornali, fino a dichiarare che non esiste una rendicontazione separata. Ebbene, la rendicontazione è prevista dalla legge e ribadita dalla circolare di Cipolletta già richiamata in nostri articoli precedenti: su questo abbiamo concentrato la nostra attenzione, perché la rendicontazione è un atto dovuto e per sanarne la mancanza è necessario che venga redatta. Tutto qui, per essere in regola con la legge e con il codice etico che non è solo quello di Confindustria, tanto pubblicizzato, ma anche quello de i cittadini e delle imprese aquilane che rischiano, ancora una volta e a immeritatamente, di finire sulle pagine dei quotidiani nazionali, come è già accaduto in altre circostanze dal 2009 in poi. Essere spettatori e non agire i diritti di Associati ci renderebbe compiacenti se non colpevoli. Un fatto da evitare nella maniera più assoluta, per proteggere il buon nome dell’Associazione e della Città tutta.

Altro aspetto sul quale è opportuno cessare ogni riferimento è relativo alle guerre intestine: il conto di Rivisondoli girato sul conto ordinario e mai rendicontato attiene alla buona gestione e giammai alle corse per la Presidenza. Queste le fanno i candidati che, per quanto ci risulta, ignoravano la situazione rendicontazione finché non è apparsa sui giornali.

Inoltre, una nota ancora sulle dichiarazioni di Cappelli rese lo scorso 10 luglio circa la gestione dei 28 mila euro (dei 428 totali al 2011 di cui al conto Rivisondoli) da parte di Confindustria Abruzzo e circa la destinazione dei 70mila euro al Terziario di Confindustria L’Aquila da parte della medesima: comunichiamo che abbiamo chiesto ufficiale riscontro ai responsabili per avere delucidazioni e per evitare ulteriori polemiche interne che non giovano all’Associazione e alle Imprese. Con la raccomandazione che le risposte non siano inoltrate ai media ma ai richiedenti e ad una assemblea di Associati: i giornali non sono la sede adatta.

Da ultimo, sempre quanto all’articolo odierno de Il Messaggero, precisiamo che – contrariamente a come riportato – il PRESIDENTE PINGUE non si è mai pronunciato sulla vicenda e a lui rivolgiamo QUALCHE DOMANDA, certi che accoglierà con favore l’occasione di esprimersi compiutamente:

Ritiene che la nuova direzione di Confindustria L’Aquila debba essere affidata a persona selezionata per meriti e competenze a seguito di regolare bando, procedura con la quale Confindustria si è assicurata 18 anni fa un Direttore di altissimo profilo quale è il dott. Cappelli?

Ritiene di poter confermare che l’ereditarietà delle poltrone è una pratica odiosa agli imprenditori, addirittura terzomondista come ha avuto modo di dichiarare in questi anni a proposito delle cariche pubbliche e/o di derivazione politica?

Ritiene che sia doveroso far eseguire la rendicontazione separata da una società di revisione onde garantire terzietà?

Lei avrebbe fatto partecipare sua moglie ai bandi indetti con i fondi sisma?

Il prossimo 24 luglio si riunisce il direttivo: vuole dirci l’ordine del giorno della circolare, posto che la stessa non è un documento della Nasa?

Se l’obiettivo di tutte le riforme del sistema Confindustria è il taglio dei costi ci spiega perché L’Aquila ha nominato contestualmente alle unificazioni in corso un secondo dirigente? Non ha lei stesso sempre perorato la reductio ad unum di poltrone ed enti?

Voglia il Presidente rispondere alla nostra intervista: oltre a dare soddisfazione agli imprenditori, dimostrerebbe di saper tenere separati il ruolo che rivestiamo in quanto giornalisti da quello che rivestivamo in quanto Associati, esattamente come abbiamo fatto noi quando, Associati e contemporaneamente giornalisti , abbiamo taciuto alla stampa intera delle nostre interrogazioni sui bilanci. Ed esattamente come facciamo adesso relegando ad altre sedi la questione della nostra espulsione, seppur collegata a doppio filo alla vicenda.

Un grazie sentito dall’Associato devoto che Confindustria L’Aquila ha espulso.

Maria Paola Iannella

Delegato Pmi Confindustria Abruzzo

Condigliere Pmi Confindustria L’aquila

Amministratore Unico Metafin Srl espulsa da Confindustria

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