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Comunità Montane: personale da riassorbire negli enti pubblici


Perché chiudere le Comunità Montane se la spesa pubblica si sposta sugli enti locali?
L’Assessore regionale Carlo Masci ha garantito l’impegno a definire un piano di assorbimento del personale in esubero delle Comunità Montane

 

-sciolte dopo l’entrata in vigore della legge n. 122 del 2010 – presso la Regione o altri enti delegati a gestire funzioni regionali.
Lo ha reso detto il vicepresidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico, dopo un incontro con l’assessore Masci nella sede della Giunta regionale.
L’Articolo 49 della Legge Finanziaria regionale, come si legge in una nota, per il 2011 pone in disponibilità il personale con il rischio di perdita del posto di lavoro. Il percorso ipotizzato è quello di definire gli esuberi tra i 120 dipendenti delle Comunità Montane e un piano di riassorbimento tra la Regione e gli Enti delegati, prevedendo probabilmente una sospensione dell’articolo 49 della Legge Finanziaria regionale.
“Ho chiesto all’Assessore Masci – ha dichiarato D’Amico – di ridefinire subito un quadro certo degli ambiti ottimali montani della Regione Abruzzo, con un modello di governance strutturato intorno alle Unioni Comunali, alle quali vanno attribuite deleghe per servizi associati dai Comuni, secondo le disposizioni della Legge 122/2010. Ma soprattutto bisogna delineare deleghe forti della Regione Abruzzo, specialmente nella prospettiva di riavviare nuove dinamiche politiche di sviluppo delle aree interne regionali”.

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