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Chieti, si fa seria questione rifiuti: intanto arrivano quelli da Roma…

In città ci sono due centri di raccolta dei rifiuti ingombranti, ma entrambi sono chiusi per lavori di ristrutturazione: è la situazione che si sta vivendo in città da qualche mese, da quando (a marzo scorso) l’area nell’area dell’ex autorimessa di Santa Filomena è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza che vi aveva ravvisato difformità con le prescrizioni di legge, e poco dopo l’area simile in via Masci, a ridosso del centro commerciale «Centauro», è stata chiusa dalla concessionaria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’Ati formata dalle ditte Cns, Mantini e Formula Ambiente, in vista di lavori di ristrutturazione della pavimentazione e di realizzazione della segnaletica adeguata. Una situazione che dopo diverse settimane sta creando non pochi problemi ai cittadini che detengono rifiuti ingombranti, impossibili da smaltire con i metodi tradizionali di raccolta e che palazzo d’Achille sta cercando di risolvere temporaneamente: «Non ravvisiamo – ha spiegato l’assessore alla nettezza urbana, Alessandro Bevilacqua – alcun allarme circa il conferimento degli ingombranti: abbiamo infatti provveduto immediatamente a realizzare apposite isole ecologiche a supporto dei cittadini, in attesa della riapertura piena delle due aree, che non tarderà molto visto che i lavori sono in corso di realizzazione». Nel frattempo, non si placano le polemiche in città relative alla disponibilità che la Regione ha manifestato al Comune di Roma per l’accoglimento provvisorio dei rifiuti della Capitale, che non possono più essere conferiti nella discarica di Malagrotta, arrivata ormai alla capienza massima: il sito prescelto per l’arrivo dell’immondizia dal Lazio è quello di Casoni, dove c’è ancora una buona capacità di sversamento, ma sul quale pesano i timori di un rapido riempimento in considerazione delle elevate quantità di rifiuti che arriveranno.

A una ventina di chilometri di distanza da Chieti, infine, si consuma il dramma del consorzio dei rifiuti del Chietino, i cui venti dipendenti sono in agitazione da tempo per i ritardi nei pagamenti: nei giorni scorsi il presidente, Adamo Carulli, ha scritto una circostanziata lettera ai sindaci aderenti per sollecitare il pagamento dei debiti accumulati (quasi 3 milioni di euro) dai singoli Comuni per il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, la cui dilazione sta mettendo in ginocchio l’intero comprensorio.

da www.iltempo.it

 

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