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Chieti. Laterlite, esposto del Wwf per l’ampliamento della cava: ci sono serie criticità ambientali

L’ampliamento della cava della Laterlite di Lentella presenta serie criticità ambientali. Per questo motivo il Wwf ha presentato un esposto contro il progetto di ampliamento che prevede circa 2,6 milioni di metri cubi di escavo. “Il progetto si trova a circa 100 metri di distanza da due siti di interesse comunitari: Gessi di Lentella e medio basso corso del fiume Trigno ed era stato già bocciato nel 2010 dal comitato VIA – ricorda il Wwf – solo durante l’iter procedurale, controllando le foto aeree, i funzionari regionali si erano accorti che una parte consistente del materiale, circa 300.000 metri cubi, era stato già estratto in maniera, secondo il Comitato VIA, abusiva.

La ditta stessa presentò all’inizio del 2011 una richiesta di Valutazione in Sanatoria per tale estrazione. Una procedura, quella della sanatoria ex post, la cui legittimità è quantomeno dubbia. La Corte di Giustizia Europea e la Cassazione Penale hanno espressamente negato questa eventualità per le opere già realizzate poiché le valutazioni ambientali devono per legge essere condotte nella fase progettuale preliminare. Il perito nominato dalla regione ha accertato per questo escavo un guadagno per la ditta di 970.000 euro. Nonostante una diffida inviata già allora dal Wwf il Comitato VIA rilasciò il parere positivo in sanatoria comminando una multa di ‘soli’ 48.950 euro perché la ditta non era ìrecidiva’. Evidentemente il comitato VIA non può essere certo tacciato di mantenere un atteggiamento punitivo per l’azienda. Inoltre, in quella prima procedura era emerso che, al contrario di quanto affermato dalla ditta negli studi depositati, l’area è sottoposta a vincolo idrogeologico.

Più recentemente l’autorità di bacino ha addirittura chiarito che la zona proposta per la cava è stata classificata nel piano di bacino del Trigno come sito ad elevato rischio di frane. E’ vero che il piano è stato solo adottato e non approvato ma la sostanza non cambia ai fini delle valutazioni ambientali perché evidenzia l’estrema fragilità di quella porzione di territorio in cui si vuole scavare materiale per 2.600.000 mc.”.

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