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Chieti, bilancio consuntivo fermo: no ai gettoni, lettera del Sindaco

In arrivo nuovi provvedimenti in seno al regolamento comunale per far sì che non si percepisca il gettone di presenza neanche quando il numero legale viene a mancare durante la seduta. Il presidente Michetti si appella alla ‘sensibilità’ dei consiglieri

Si è sciolto ancora una volta per mancanza del numero legale il Consiglio Comunale odierno a Chieti. I 21 consiglieri presenti, sette dei quali hanno poi abbandonato l’aula, oggi erano chiamati confrontarsi sul bilancio consuntivo e sull’elezione del vice presidente dell’Assise dopo le dimissioni di Dario Marrocco, che vedeva candidato per la maggioranza il giovane Stefano Rispoli.

Il Sindaco prende carta e penna e alle 20 di questa sera scrive ai consiglieri: “siete additati come ladri di gettoni”.

LA LETTERA

Carissimi,

per nulla turbato, giacché non c’è una ragione politica per quello che è accaduto, ma con tanta amarezza, sento dovervi trasferire alcune riflessioni riguardo il comportamento della maggioranza e l’andamento del Consiglio. In specie mi riferisco a quanto, ancora una volta, è successo nel consiglio convocato nella mattina di lunedì 13.

            Da subito voglio sottolineare, -perché nessuno si senta affrancato da responsabilità, dirette o indirette, a principiare dal sottoscritto-, che il contenuto di questa mia è riferito ad ognuno di voi. Quelli che sono stati sempre presenti, quelli che avevano giustificazioni per le proprie assenze, quelli che arrivano sempre candidamente in ritardo, quelli che se ne vanno prima, quelli che nel corso del consiglio hanno cose più importanti da fare e quelli che nel corso del consiglio stanno dovunque meno che al proprio posto. Insomma, mi rivolgo a tutti, nessuno escluso, perché per me (spero anche per voi) l’obiettivo, come sempre, “non è essere il primo degli ultimi”.

            Con questo atteggiamento superficiale, irresponsabile a volte menefreghista, certamente non consono al ruolo di consiglieri, condotta dalla quale discende anche il venir meno del numero legale in consiglio, offriamo ai giornali e ad una inconcludente e parolaia minoranza, che scappa dal consiglio perché priva d’argomenti, straordinari temi per criticarci. Purtroppo, però, devo ammettere che quando ci criticano per il fatto di non saper tenere il numero legale, hanno ragione.

V’è una cosa sulle altre, però, che mi preoccupa di più ed è vedere additata la maggioranza, (voi in realtà in quanto consiglieri più che gli assessori) d’essere una congrega di “ladri di gettoni di presenza”. Tale giudizio generalizzato è ovviamente ingiusto perché accomuna ai consiglieri meno diligenti quelli che coscientemente e responsabilmente svolgono il proprio ruolo. Accomuna i “frati cercatori” a quanti lavorano solo per la città. Così come, quando si parla male della Giunta, si mettono insieme coloro che lavorano alacremente e quanti si impegnano meno. Ma purtroppo, alla fine, quel che emerge, basta leggere i giornali di questa mattina, all’indomani della ennesima seduta andata deserta per mancanza del numero legale, è l’immagine di una maggioranza spaccata, litigiosa, irresponsabile. Mi chiedo, ma non provate vergogna a sentirvi additare quali incapaci ed irresponsabili dai nostri oppositori di centro sinistra, ovvero da coloro che hanno distrutto ed umiliato la nostra città in cinque anni di malgoverno al punto da consentirci di conquistare non più tardi di tre anni fa il favore e la fiducia dei cittadini?

Beh ,a me che per la mia città lavoro 24 ore su 24, a me che quotidianamente devo raccogliere le urla di disperazione delle famiglie in difficoltà, piuttosto che di chi ha perso il lavoro, a me che ogni giorno si pone il problema di come tentare di invertire una negativa situazione economica che fa ristagnare investimenti ed occupazione, beh, sentirmi dire da certi soggetti che sono un irresponsabile o addirittura un incapace, fa veramente arrabbiare. Ed ancor più mi fa arrabbiare il fatto che a dar loro la possibilità di accusarci è la mia maggioranza con quella disdicevole condotta che porta a veder naufragare troppe sedute di prima convocazione del consiglio per mancanza del numero legale.

Dico queste cose con il dolore nel cuore, perché se è vero che è tramontata l’epoca delle ideologie, per me non potrà mai finire quella degli ideali, della passione civile, della voglia di servire gli altri anche attraverso l’impegno in politica. Vorrei che tutti pensassimo e operassimo così. Sia ben inteso, io non mi iscrivo all’elenco fantastico di chi non commette errori. Io non dico di aver fatto tutto bene, ma affermo senza tema di smentita di aver fatto tutto il possibile, se si parla di impegno in favore della città, se si parla di passione per il ruolo assegnatomi, se si parla di dedizione ai cittadini amministrati.

Insomma, alla fine di ogni mia giornata da sindaco, forse non sono in grado di fare l’elenco delle cose fatte, ma sono certo di aver fatto tutto quanto era possibile per dare risposte e soluzioni ai nostri concittadini. Massimo impegno e rispetto, dunque, per chi ci ha votati e ciò, a partire dal garantire la presenza in consiglio comunale. Credo sia il minimo richiesto ad ogni consigliere.

Il pericolo che corriamo, se non saremo e se non sarete capaci di cambiare questo atteggiamento, innanzitutto mentale che porta taluni a sottovalutare l’importanza anche del garantire il numero legale, è di alimentare noi stessi il fuoco dell’antipolitica e del populistico qualunquismo sventolato da certa sinistra e da talune formazioni emergenti del panorama politico capaci di urlare, rivendicare, giudicare ma, conti alla mano, ovvero visto quello che hanno fatto in certi comuni ed altri enti ove sono presenti, inadeguati a fare proposte e a dare risposte ai bisogni della gente.

In tre anni, per tornare al consiglio, anche per dare l’esempio, credo di essere mancato una sola volta. Eppure, come ben sapete, la mia presenza non serve per costituire il numero legale, così come potrebbe farsi a meno della mia presenza quando gli argomenti trattati sono di competenza degli assessori. Ciò nonostante, io resto seduto ad ascoltare ogni intervento e questo, non perché sono il sindaco, ma perché credo in quello che faccio, ho rispetto profondo per la gente alla quale ho chiesto il voto e mi ha consentito di essere eletto, ho rispetto per le istituzioni ed in particolare per il consiglio comunale della mia città e, quindi, per ognuno di voi in primis.

A due anni dalla fine di questa nostra prima consiliatura è arrivato il momento di pensare a quel programma di fine mandato di cui più volte vi ho parlato e che sto materialmente elaborando perché possa essere con voi discusso e condiviso. Ma comprenderete bene che pensare al futuro della città e gestire i problemi quotidiani dovendo al contempo temere che forse mancherà il numero legale al prossimo consiglio perché uno arriva tardi, l’altro non trova parcheggio e l’altro ancora aspettava una chiamata, è un vero e proprio paradosso.

Io, con voi, ho chiesto ai cittadini di sostenerci perché avremmo dato risposte e cercato soluzioni. La situazione ereditata dal centro sinistra, i problemi atavici del nostro ente e la crisi globale che ha condizionato ogni cosa, ci hanno imposto di cambiare strategie e progetti, ma non hanno fatto venire meno in me (spero in voi) la voglia e determinazione di lavorare per Chieti.

La stagione politica che stiamo vivendo è certamente tra le più difficili. I bisogni delle persone assumono il carattere dell’urgenza e della indifferibilità, ma proprio per questo, la classe politica ad ogni livello, i dirigenti locali, gli amministratori della cosa pubblica per primi, devono dare l’esempio e farsi carico, senza esitazione, di mandare avanti la macchina badando a non lasciare nessuno indietro.

Noi per primi, noi per primi, dobbiamo dare l’esempio. Ognuno deve metterci del proprio se vogliamo aiutare la città a superare questo grave momento ed essere pronti a vivere quello del rilancio e della nuova crescita. Ma tutto questo può esistere, potrà esistere, solo se costruito su solide basi. Quelle basi sono costituite anche dalla credibilità dell’attuale classe dirigente, ovvero, dalla nostra credibilità.

Ebbene, sono convinto che con sobrietà, con serietà, con dignità, con passione e dedizione, portando avanti le nostre idee, realizzando i nostri progetti ed accantonando quelli non più possibili, continueremo il cammino iniziato nella primavera del 2010 e proietteremo la nostra comunità umana e politica verso il futuro. L’esempio, però, è fondamentale e l’esempio dobbiamo darlo, lo ripeto, per primi noi. Da giovedì voglio una maggioranza che tiri fuori l’orgoglio di appartenenza e l’amore per Chieti e che compatta approvi i provvedimenti in consiglio. Poi ci sarà il momento di confronto sul programma di fine mandato, sulla qualità dell’amministrare e sulla efficienza degli amministratori (giunta e consiglio) e sulle cose fatte. Sono certo, che quando ci ritroveremo, avrò il contributo di tutti per far crescere la nostra città. Così come sono certo che, ognuno di voi converrà con me, la storia della “mancanza del numero legale” è una vergogna che non deve più ripetersi. L’ho detto agli assessori, lo dico a voi, se c’è chi non se la sente più, non ha tempo, è deluso, non vuole più fare il consigliere, si dimetta, sono certo che chi subentrerà avrà voglia e slancio necessari per rendere al meglio in questo scorcio di consiliatura che resta. A tal proposito convinto del fatto che dobbiamo innanzitutto rispondere ai cittadini della nostra attività politica, come sapete la mia agenda è da sempre pubblicata sul sito internet del comune, vi anticipo che già dal prossimo consiglio provvederò a far pubblicare il nome dei consiglieri ed assessori assenti ingiustificati sul sito del comune, sulla mia pagina facebook e sul mio profilo twitter.

Pensiamo ai nostri cittadini, pensiamo al futuro dei nostri figli, costruiamo la città che tante volte abbiamo sognato e che in parte abbiamo e stiamo realizzando. A giovedì….puntuali.

Con affetto. Umberto Di Primio

PRIMA DELLA LETTERA, il primo a commentare è Emiliano Vitale (Pdl) il quale definisce il comportamento di oggi da parte degli esponenti del centrosinistra “ottocentesco” poiché “hanno preferito non rispondere all’appello determinando il mancato raggiungimento del  numero legale”.

Ma non risparmia critiche neanche ai colleghi di maggioranza: “Alcuni – dice ricordando di non essere stato mai assente dall’inizio della legislatura, – per colpevole negligenza sono arrivati in ritardo rispetto all’orario della convocazione”.

Il presidente del Consiglio Comunale teatino, Marcello Michetti, appena dopo l’esito della seduta di stamane, ha inviato una lettera ai consiglieri nella quale scrive: “Ho più volte richiamato al senso di responsabilità l’intero Consiglio verso un’azione di servizio e attaccamento al ruolo e all’impegno civico che la città ha inteso conferirgli al momento delle elezioni comunali del 2010.

Da parte di questa Presidenza non si può fare altro che ribadire la regola in base alla quale i consiglieri  sono tenuti ad assicurare la propria presenza in aula nell’orario stabilito sulla convocazione, eventuali assenze per impedimenti reali, certi e inderogabili, dovranno pervenire all’Ufficio di Presidenza con congruo anticipo

Inoltre, come in altre circostanze, ci si rimette alla sensibilità dei più, perché dimostrino una tangibile sensibilità rinunciando al gettone di presenza collegato alla seduta dell’odierno Consiglio Comunale”.

E a proposito di gettone, il consigliere Vitale presenterà un emendamento a modifica del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale per prevedere la mancata percezione del gettone di presenza non solo nel caso in cui non si supera la metà della durata della seduta, come già previsto dal Regolamento stesso, ma anche quando la seduta non abbia luogo per mancanza di numero legale o  quando questo venisse a mancare durante la seduta.

“La proposta – conclude Vitale – dovrà essere vagliata dal Consiglio Comunale; in quella sede vedremo chi saranno coloro i quali vorranno continuare a rimanere impantanati in vecchi schemi della  politica anziché prendere atto che è vento il tempo di agire responsabilmente”.

Intanto tra le file dell’opposizione c’è chi come Alessandro Marzoli (Pd) protesta per il mancato accordo della maggioranza sulla scelta del presidente vicario dell’assise civica, portando una poltroncina da bambino da regalare al prescelto. “Il sindaco Di Primio e i suoi consiglieri continuano a litigare su una poltrona che per noi ha poca importanza per noi” ha dichiarato il consigliere Marzoli. (chietitoday)

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