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Casalincontrada (Ch). Colonnetta risponde alle polemiche

Continuano le polemiche intorno al “Centro di recupero e valorizzazione di materiali provenienti da servizi di raccolta differenziata” che la società Edilizia Colonnetta vorrebbe realizzare a Fosso Taverna. L’impianto, che si occuperà dello stoccaggio provvisorio, trattamento e recupero di rifiuti urbani e speciali non pericolosi – ossia imballaggi in carta, cartone, ferro, alluminio, plastica, legno – ha suscitato numerose proteste da parte dei cittadini, tali da indurre il sindaco nei mesi scorsi a chiedere la revisione del progetto secondo standard più compatibili con la realtà del territorio nell’ottica di ridurne l’impatto e ogni possibile rischio per la salute. “Anche se l’impianto per come era stato concepito all’inizio non aveva mostrato connotati di pericolosità e non avrebbe prodotto nessun tipo di inquinamento – aveva spiegato il sindaco Concetta Di Luzio – abbiamo voluto annullare ogni possibile rischio sia  in termini di superficie del capannone sia in relazione ai materiali trattati e alla tipologia di lavorazione che sarà esclusivamente meccanica. È un investimento nel quale continuiamo a credere e che porterà nuova occupazione in un momento in cui c’è una necessità impellente nel nostro territorio”. Nella delibera approvata infine dalla giunta comunale lo scorso 14 maggio si evidenziavano alcune modifiche al progetto di Edilizia Colonnetta: la riduzione della superficie da 19 mila metri quadrati a 12 mila e l’eliminazione definitiva di alcuni codici di rifiuti che l’impianto avrebbe potuto trattare e sulla cui potenziale pericolosità erano stati sollevati numerosi dubbi. Ciononostante il fronte del no ha continuato la sua battaglia. «Prima dell’approvazione», ha commentato Marcello Scurci, il portavoce del comitato Valpescara che si oppone all’impianto «sarebbe stato opportuno far vedere il progetto ai cittadini: sono loro a dover decidere. In più esisteva già un progetto assoggettato al Via: bastava fare quelle integrazioni invece di scriverne un nuovo, per il quale l’iter ricomincerà da capo. Sembra quasi che non vogliano essere assoggettati al Via» Oggi Edilizia Colonnetta interviene nella polemica, chiedendo che venga ristabilita la verità dei fatti. Ricorda che il primo progetto (presentato il 21 aprile 2011) venne rinviato alla procedura di Valutazione di impatto ambientale dal Comitato CCR-VIA presso la Regione Abruzzo in data 10 luglio 2012, con la motivazione: “in considerazione della dimensione rilevante dell’intervento in un’area non urbanizzata, della presenza nelle aree limitrofe di case sparse ed attività di ristorazione, della rilevante quantità di terreno da sbancare che richiedono un più approfondito studio degli impatti ambientali dell’intervento”. Colonnetta ritiene che “tale decisione, unitamente alle favorevoli decisioni del TAR sulla costruzione dell’impianto, ha evidentemente fugato ogni dubbio sulla correttezza del procedimento amministrativo così come sull’eventuale pericolosità dei materiali lavorati, e ha lasciato aperta solo la questione dimensionale della struttura in relazione alla sua ubicazione”. Quindi sostiene di aver proceduto alla redazione di un nuovo progetto proprio in considerazione delle osservazioni fatte dal Comitato CRR-VIA, delle richieste dei cittadini e alla luce delle mutate condizioni economiche e di mercato –considerato che si è arrivati a due anni esatti dalla presentazione del progetto originario “con notevoli conseguenze derivanti dall’immobilizzo degli investimenti destinati all’impianto” precisa Colonnetta, che così conclude: “Il nuovo progetto, come approvato dalla Giunta comunale, sarà naturalmente sottoposto alla valutazione Comitato CCR-VIA come previsto dalla normativa vigente. Per quanto sopra esposto, fanno sorridere, svelandosi finalmente per tutto il loro portato puramente strumentale, le posizioni assunte sugli organi di informazione da alcuni esponenti dei Comitati di cittadini e dalle associazioni di consumatori i quali, pur di ottenere la visibilità mediatica che evidentemente solo questo progetto è in grado di dare loro, insistono nell’opporsi all’impianto anche dopo che sia stato eliminato di ogni elemento da tutti loro considerato ostativo, e ignorando casualmente le leggi previste in materia”.

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