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Canistro. Santa Croce, giornata di forti tensioni

In serata sono state ‘liberate’ le circa venti persone, tra il patron della Santa Croce, Camillo Colella, e numerosi autotrasportatori che erano stati bloccati da un gruppo di sindacalisti e dipendenti dello stabilimento Santa Croce di Canistro (L’Aquila), dove si imbottiglia l’acqua minerale distribuita a livello nazionale. La protesta si è conclusa dopo ore di trattative alle quali hanno partecipato anche carabinieri e polizia. A sbloccare la situazione un incontro alla presenza delle forze dell’ordine tra sindacati e Colella: “Alla fine è prevalso il buon senso – ha spiegato Colella -. I sindacati mi hanno chiesto di ritirare le lettere di licenziamento. Ho spiegato che senza acqua sono stato costretto ad avviare le procedure di mobilità. Ho spiegato anche che ho sempre pagato i dipendenti e che quindi devono chiedere alle istituzioni cosa è successo”. La Santa Croce ha 75 dipendenti, di cui una cinquantina in cassa integrazione. I lavoratori sono in sciopero per tre giorni a partire da oggi. A questa situazione si è arrivati in seguito alla revoca da parte della Regione Abruzzo della concessione per presunte imperfezioni nel documento unico di regolarità contributiva (Durc) e dopo l’apposizione di sigilli da parte dello stesso ente regionale che ha accusato l’azienda di prelevare acqua senza autorizzazione. Rilievi rispediti al mittente da parte del patron Colella. Ieri è stato pubblicato il nuovo bando.

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