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Camera di Commercio e Rotary insieme per gemellare L’Aquila con l’Algeria Algerini a caccia di imprenditori pronti a sfruttare le ricche risorse del Paese

L’Aquila si gemella con l’Algeria per avviare la nascita di nuovi rapporti economici, rafforzare contatti già esistenti e programmare progetti strategici da supportare con specifici strumenti finanziari.

Autore dell’operazione è materialmente la Camera di Commercio dell’Aquila – attraverso la propria Azienda Speciale Isfop –  ma idealmente il locale Rotary Club, che ha pensato ed organizzato l’iniziativa con la collaborazione del Rotary International in occasione del suo primo centenario.

Per la circostanza la Camera ha accolto una nutrita Delegazione di imprenditori algerini che hanno illustrato alla folta platea come il proprio Paese sia ricco di storia ma anche, e soprattutto, di materie prime; ormai completamente pacificato, contrariamente a quanto la gente sia abituata a pensare; assolutamente proiettato verso l’Occidente al quale si sente vicino per la comune cultura mediterranea; in possesso di  risorse considerevoli da destinare a progetti di sviluppo rapido; di innegabile interesse in ambito europeo per la sua immediata vicinanza.

Twin Club, questo è il nome dell’iniziativa, così come ci ha spiegato il Presidente del Rotary International Glenn Estes – dice Giorgio Rainaldi, Presidente della Camera di Commercio dell’Aquila – è un sassolino nello stagno, l’intenzione è quella di far incontrare i paesi sviluppati con quelli in via di sviluppo, di promuovere azioni comuni volte a soddisfare la necessità di chi è in stato di bisogno e a favorire la conoscenza, gli scambi, l’amicizia e quindi la pace tra culture, religioni e razze diverse. Il che non significa che per noi non ci possa essere anche un ritorno, sia sotto il profilo commeciale che imprenditoriale

Lei crede che qualcuno dei nostri imprenditori possa raccogliere l’invito che ci hanno rivolto gli algerini?

Per il momento è presto parlare di investimenti in Algeria, mi rendo conto. Per cui per adesso abbiamo avviato solo lo scambio commerciale. Più in là, però, le cose potrebbero andare diversamente: l’Algeria è molto ricca, nonché in crescita, e decisa ad occidentalizzarsi. Le grandi risorse di cui gode, non ultima è il metano, significano molto, soprattutto per l’Europa.

La Camera che ruolo dovrebbe svolgere?

Per il momento un ruolo di raccordo e promozione. Faremo conoscere agli algerini  le principali realtà industriali, le imprese, le attività di commercio e le attrattive turistiche della nostra provincia, con l’idea di contribuire alla nascita di più ampi rapporti commerciali e culturali. A parte vorrei sottolineare l’aspetto turistico, che per noi è particolarmente importante.

Avete pensato anche a dei corsi di formazione destinati a preparare una classe di imprenditori locali?

Si, e per questo ci avvarremo del supporto dell’Università dell’Aquila, che abbiamo chiamato in causa proprio con l’obiettivo di coinvolgere tutte le entità interessate ad un operazione come Twin Club. Certamente ci saranno incontri formativi per giovani algerini meritevoli, in diversi settori: da quello medicale all’archeologico, turistico, sistemi di sicurezza e tecnologie avanzate.

 

Chiaramente in tutta l’operazione resteranno direttamente coinvolti sempre tutti i soci del Club, ciascuno per le rispettive competenze – precisa Giuseppe Cerrone Presidente del Rotary Club dell’Aquila. Abbiamo lavorato sul gemellaggio già da tempo e tutti noi siamo molto motivati e sicuri che ci siano i presupposti per raggiungere degli obiettivi.

Lei che pensa a proposito della richiesta rivolta dagli algerini ai nostri imprenditori?

Credo che possiamo esportare da subito turismo, bellezze paesaggistiche e arte. Nello specifico dell’imprenditoria, credo che all’Aquila ci sia qualche imprenditore che potrebbe essere interessato all’Algeria, soprattutto nel settore delle costruzioni. Inoltre abbiamo imprese importanti nel settore farmaceutico, del fitofarmaco, della tecnologia elevata, della grande distribuzione ecc.  insomma abbiamo leader mondiali… e l’Algeria ha un’economia ancora prevalentemente contadina , per cui ha bisogno di tutto! Per il momento, comunque, siamo solo allo scambio commerciale.

Perché avete scelto l’Algeria?

La scelta non è stata proprio tale, nel senso che l’idea nacque – nel corso della precedente presidenza –  in un’occasione in cui venimmo a contatto con esponenti algerini. Coltivammo il contatto, trovammo una corrispondenza di intenti e ci impegnammo molto.

C’è una cosa, però, della quale sono molto soddisfatto: il Rotary si è aperto per la prima volta ad esperienze di questo genere, che solo qualche tempo fa sarebbero state impensabili, improponibili. E’ il segnale deciso di un cambiamento in atto, del quale vorrei che la città venisse a conoscenza. Questo credo che sia un dato molto importante da leggere dietro all’esperienza algerina, che va al di là del raggiungimento degli obiettivi fissati nel gemellaggio.

 

 

 

 

 

 

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