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Bussi sul Tirino. Processo discarica, ammesse nuove parte civili

Ha preso il via oggi a Chieti, davanti alla Corte d’Assise, il processo riguardante la mega discarica di Bussi (Pescara), dove per molti anni sono state scaricate circa 500mila tonnellate di sostanze tossiche. Nel corso dell’udienza sono stati ammessi come parte civile anche i Comuni di Popoli, Chieti, Alanno e Spoltore, che si vanno ad aggiungere a quelli gia’ ammessi dal gup del Tribunale di Pescara. La Corte ha ammesso anche l’Ato (Ambito territoriale ottimale). Esclusa l’Arta, la Cgil, il Codacons e alcune associazioni ambientaliste. Riconfermati invece il Wwf, Legambiente, Marevivo, Miladonnambiente, Ecoistituto Abruzzo.

Gli imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, devono rispondere di avvelenamento delle acque. “Siamo pienamente soddisfatti per il riconoscimento anche formale che la Corte ci ha confermato”. Lo dichiara l’avvocato Tommaso Navarra, a proposito della riconferma del Wwf tra le parti civili al processo riguardante la mega discarica di Bussi (Pescara). La Corte d’Assise di Chieti ha riconosciuto all’associazione ambientalista (c’e’ anche il Codici Abruzzo tra le parti civili ammesse) il suo “radicamento nel territorio e presenza attiva nella vicenda”. “Va dato atto del resto – ha aggiunto il legale del Wwf – da questo punto di vista, di onesta’ intellettuale ai difensori degli imputati che, nel richiedere l’esclusione di molte parti civili dal processo, non hanno ritenuto di porre in discussione il ruolo del Wwf”. “Auspichiamo – ha commentato il presidente del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio – che la giustizia faccia rapidamente il suo corso, grazie ai ritmi cadenzati che il presidente Spiniello ha imposto al processo, ma ribadiamo che, al di la’ dell’esito della vicenda giudiziaria, e’ fondamentale per gli abruzzesi che si arrivi anche alla bonifica dei siti inquinati”.  I diciannove imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, del processo riguardante la mega discarica di Bussi (Pescara), hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Sulla richiesta la Corte d’Assise di Chieti si pronuncera’ nel corso del prossima udienza prevista per venerdi’ 7 febbraio. Gli imputati devono rispondere di avvelenamento delle acque.

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