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Avezzano, rifiuti: 2 mln di fondi pubblici a privati, sindaci accusano la Provincia

A due impianti gestiti da società private vanno i Fondi regionali per il centro di compostaggio pubblico della Segen. Dodici sindaci dei comuni marsicani e del comune dell’Aquila sono sul piede di guerra e chiedono spiegazione alla Provincia e al presidente Antonio Del Corvo. Richiesto anche l’accesso agli atti. Due milioni di euro destinati dai fondi Fas alla Segen per l’impianto di San Giusta, nel comune di Sante Marie, sono stati dirottati per l’ampliamento degli impianti Cogesa e Aciam grazie ad un intervento dell’amministrazione provinciale. I sindaci chiedono a Del Corvo “quale sia  la giustificazione che decreta l’ampliamento degli impianti di privati Cogesa e Aciam a discapito di un impianto pubblico. Perché contrastare i voleri dei comuni costringendoli  a conferire negli altri due impianti?”.

La decisione, secondo i sindaci di L’Aquila, Tagliacozzo, Capistrello, Luco dei Marsi, Civitella Roveto, Sante Marie, Balsorano, Canistro Castellafiume, Civita d’Antino, Morino e San Vincenzo Valle Roveto, sancisce la chiusura di un importante impianto pubblico ritenuto “scomodo” alla realizzazione di piani di sviluppo economici di altri ambiti territoriali. Fatto incongruente perché dovrebbe essere salvaguardato un impianto pubblico previsto dalla pianificazione Regionale e provinciale. Secondo il documento sottoscritto dai sindaci e dalla Segen, presieduta da Fernando Capone, e inviato al presidente della Provincia “nonostante i finanziamenti ottenuti in passato, le tariffe di conferimento di Aciam e Cogesa sono palesemente troppo elevate, e le ditte essendo private non danno conto delle tariffe applicate”. Si chiede al riguardo un controllo di  Regione e Provincia. La richiesta è quella di una “rettifica dei finanziamenti”, altrimenti i sindaci annunciano battaglia.

Sulla questione è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico, che ha chiesto a Chiodi il blocco immediato del provvedimento. Secondo D’Amico, i fondi Fas, possono essere affidati direttamente alla Segen perché società pubblica, mentre per le altre due si determina un aiuto di Stato che è contro le legge. La procedura utilizzata dalla provincia”, ha aggiunto D’Amico, “non è conforme alla legge perché il vicepresidente del consiglio provinciale, con delega di Del Corvo, ha modificato un protocollo che deve passare invece per il consiglio” .

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