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Auto: in Italia il mercato ritorna a 50 anni fa. Vendite a -20,23%. Fiat -20,53%

Prosegue il trend negativo del mercato dell’auto in Italia. Ad agosto le immatricolazioni di nuove vetture, secondo i dati diffusi dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sono crollate del 20,23% attestandosi a 56.447 unità contro le 70.764 di un anno fa. A luglio il mercato aveva segnato un calo del 21,39 per cento Vendite in calo del 20,54% per il gruppo Fiat ad agosto, con 16689 auto vendute contro le 21.000 dello stesso mese dell’anno scorso. La quota mercato è stabile al 29,57% contro il 29,68 di agosto 2011. Si tratta del nono calo consecutivo a due cifre per il mercato automobilistico italiano. Il Commento di Unrae e l’allarme di Federauto I fatti eclatanti del mese di agosto, oltre gli anticicloni africani, sono stati: l’aumento a sorpresa di 0,51 centesimi di euro del prezzo dei carburanti prima di ferragosto, lo sforamento della benzina sopra i 2 euro nel periodo del rientro dalle ferie estive ed, infine, vedere riconosciuto proprio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel suo documento “Conto Nazionale” che il principale problema dell’auto oggi è nei costi di mantenimento, che sono più che raddoppiati negli ultimi 20 anni e pesano ormai – per citare il Codacons – più di 4.000 euro/anno”. Così ha esordito il Presidente dell’Unrae, Jacques Bousquet, nel commentare i dati del mercato delle autovetture di agosto, resi noti oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “I problemi sono noti: tasse, carburanti, assicurazioni, pedaggi. Prosegue Bousquet. “Gli interventi delle Case automobilistiche tesi ad allargare gli intervalli temporali di manutenzione delle vetture almeno hanno minimizzato questa voce, nell’insieme dei costi. Ma non c’è nulla da fare, senza un intervento a favore del potere di acquisto delle famiglie attraverso la riduzione della pressione fiscale ed il rilancio dei consumi, sarà ben difficile poter vedere alcun segno di ripresa”. “Soprattutto è impensabile che tra i “150 tavoli della crisi” che impegnano il Governo, non ce ne sia uno che si occupi seriamente della filiera dell’auto, che sta generando allo Stato perdite di gettito IVA a fine anno per circa 2,3 miliardi di euro (rispetto ad un trend normale di mercato) e un concreto pericolo occupazionale per almeno 10.000 addetti diretti”. I riflessi sulle immatricolazioni di agosto, infatti, indicano un volume di autovetture vendute che ci riporta indietro di 50 anni: 56.447 unità, in flessione del 20,2% rispetto ai volumi dello scorso anno. “Ma se i livelli di mercato richiamano a quei primi anni ’60 – conclude Bousquet – le prospettive attuali sono ben altre. Quella era l’epoca in cui l’Italia conobbe la sua vera “rivoluzione industriale”, interessando per la prima volta tutto il territorio nazionale, e che determinò il “boom” economico italiano, una trasformazione radicale della nostra società. Oggi noi italiani dobbiamo fare i conti con una pressione fiscale eccessiva, che – per quanto concerne l’uso dell’auto – sta minando il nostro diritto alla mobilità e al piacere di guida, costringendoci a ridurne l’utilizzo”. Secondo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, “Il Governo Tecnico ha bersagliato il mondo dei trasporti con una miriade di tasse e balzelli. Eppure le auto, i veicoli commerciali e i camion, servono alle persone sopratutto per andare a lavorare, o a lavorare. Sale la spesa delle famiglie, la pressione fiscale sulle partite iva, si riducono i consumi, si uccidono le aziende e quindi l’occupazione. Forse con questa ricetta l’Italia si salverà, come ha promesso il Premier Monti, ma se continuerà l’immobilismo del Governo la filiera dell’automotive probabilmente no. E con essa sparirà una mucca da latte che porta il 16,6% delle entrate fiscali nazionali. Assurdo e incomprensibile.” Federauto auspica che il Ministro Passera dia seguito urgentemente all’impegno di convocare le Associazioni dell’Automotive per ricercare delle soluzioni. Dopo i primi 8 mesi dell’anno, le vendite registrano un calo del 19,9%, lasciandoci ancora al di sotto del milione di unità complessive (981.030 immatricolazioni), rispetto alle 1.224.096 del gennaio-agosto 2011. La prima indicazione dei contratti di autovetture, secondo lo scambio fra Unrae ed Anfia, evidenzia per agosto un andamento in linea con le immatricolazioni: 56.000 unità (oltre il 20% in meno). Negli 8 mesi gli ordini raccolti sono circa 921.000, in calo del 22%. – 2 – Per far fronte agli aumenti dei carburanti – come emerge dall’analisi della struttura del mercato auto – molti acquirenti si stanno indirizzando verso vetture a basso impatto ambientale: il Gpl ha segnato, infatti, un incremento del 152,5% nel mese, con una quota di mercato che raggiunge l’11,3% (3,6% un anno fa) e 6.402 auto vendute, che portano all’8% la rappresentatività di tale alimentazione sul cumulato dei primi 8 mesi (78.838 unità). Il metano, in crescita del 30,7% nel mese, ottiene una quota di mercato del 4,2%. Continuano a flettere in agosto i carburanti tradizionali: -23,6% per il diesel, -35,3% per la benzina, che scende sotto il 30% di rappresentatività. Un’ulteriore conferma delle difficoltà che attanagliano le famiglie deriva dalle immatricolazioni di autovetture a privati, che in agosto hanno registrato una pesante flessione del 27,1%, con una quota di mercato del 64,8%, oltre 6 punti in meno rispetto ad un anno fa. In calo anche le società (-6,6%), mentre i noleggi si mantengono in crescita al +3,9%. Per completare l’analisi del mercato, anche quello delle vetture usate continua a soffrire una situazione difficile, confermata da una flessione del 9,4% sul mese di agosto e 232.980 unità complessive, quasi 25.000 in meno dello scorso anno, che portano il cumulato gennaio-agosto a 2.710.168 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture (-10,9% rispetto alle 3.041.823 dello stesso periodo 2011). Il parere Centro Studi Promotor Il risulato negativo ha portato il consuntivo dei primi otto mesi 2012 a quota 981.030 con un calo del 19,86% sul livello già molto depresso dello scorso anno e ha indotto il Centro Studi Promotor GL events a ritoccare a ribasso la sua previsione per le immatricolazioni nell’intero 2012 che ora si colloca a quota 1.370.000. Si tratta di un livello inferiore del 42% alle immatricolazioni medie annue del periodo precedente la crisi globale dell’economia iniziata nel 2008 e, per l’automobile, ormai superata, dato che il mercato è in forte ripresa in tutto il mondo tranne che nell’area euro. La prima delle nove contrazioni a due cifre consecutive di cui si è detto si è verificata nel dicembre 2011 in coincidenza con l’approvazione della manovra “Salva Italia”. La causa principale della grave situazione del mercato è, infatti, l’effetto dei provvedimenti varati per far fronte agli attacchi dei mercati finanziari al debito pubblico italiano. Le misure doverosamente adottate dal Governo, facendo leva sulla fiscalità, hanno avuto un impatto immediato positivo sulle prospettive del debito pubblico, ma fortemente negativo sull’economia reale e, quindi, anche sulla domanda di autovetture. Per cercare di contenere le ripercussioni sfavorevoli sull’economia sarebbe stato necessario adottare contestualmente alla manovra “Salva Italia” misure congiunturali, cioè di effetto immediato, anche per sostenere la domanda e di conseguenza l’attività produttiva. Ciò sarebbe stato possibile ricorrendo anche in questo caso allo strumento fiscale per alleggerire il prelievo sui salari reperendo le risorse necessarie con ulteriori incrementi di tassazione sui soggetti con maggiore capacità contributiva. Per la ripresa dell’economia il Governo si è invece affidato a una politica di riforme strutturali ancora in gran parte inattuate e, in ogni caso, per loro natura destinate a essere inefficaci nel breve-medio termine. Vi è, quindi, una forte sfasatura temporale tra l’efficacia delle misure di risanamento finanziario e quella dei provvedimenti per sostenere l’economia. Nel primo caso si è adottato, infatti, un approccio congiunturale, nel secondo un approccio strutturale. La ripresa del mercato dell’auto, come quella dell’economia reale, appare dunque oggi più che mai legata al superamento della sfasatura sopra accennata con l’adozione di misure congiunturali e, quindi, di effetto immediato anche per il sostegno della domanda. Dal mercato dell’auto non giungono tuttavia soltanto dati statistici negativi, ma anche qualche indicazione in controtendenza. L’Osservatorio Findomestic segnala che la propensione all’acquisto di autovetture nuove, dopo aver toccato il minimo storico in aprile, da maggio è in ripresa, sia pure modesta, mentre anche il clima di fiducia degli operatori del settore automobilistico determinato dal Centro Studio Promotor GL events da luglio è in moderato recupero dopo il minimo storico toccato in giugno. Questi deboli segnali, che non trovano ancora riscontro nei dati statistici, possono essere interpretati come indicazioni, da un lato, di un persistente interesse per l’automobile degli italiani e, dall’altro, di una manifestazione da parte degli operatori della volontà di mantenere il loro impegno per sostenere il mercato italiano dell’auto nonostante tutto. La maggior parte degli operatori sa di poter contare su novità di grande interesse messe a punto dalle case automobilistiche per cogliere le opportunità insite nelle prospettive di sviluppo del mercato mondiale dell’auto. L’offerta di vetture è infatti oggi quanto mai accattivante e, se cominciasse a delinearsi il superamento delle difficoltà dell’economia, si potrebbe assistere anche in Italia a una buona ripresa delle immatricolazioni.

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