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Atessa. Honda fuori da Confindustria, ottimismo e preoccupazione della Fiom

La Fiom esprime un giudizio, rispetto all’incontro tenutosi con la Direzione Honda, che intreccia ottimismo e preoccupazione. Volendo sorvolare volutamente l’aspetto che riguarda il processo che si terrà, e che vede imputato un ex dirigente Honda, diciamo che è giusto attendere l’esito delle indagini prima di commentare. Preoccupazione invece vogliamo manifestarla, così come fatto in occasione dell’incontro con la Direzione Aziendale, in merito a quel che noi definiamo essere una condizione politica difficile che la Honda si trova oggi a vivere. Il processo sopra riportato e la decisione di uscire da Confindustria, sono due elementi rilevanti nella rappresentazione politica di un’azienda che si trova a governare dinamiche complesse nell’ambito di una riorganizzazione globale del sito di Atessa. Non commentiamo entrambi i fatti, ci limitiamo a  dire che l’assenza di Confindustria equivale comunque alla perdita di un attore che ha contribuito notevolmente nella realizzazione del progetto New Honda Italy. Una condizione politica difficile, l’aggravarsi della crisi del settore ed i problemi logistici di questi ultimi mesi (il fermo della nave che trasporta componenti per la Honda), sono stati al centro del confronto tenutosi con l’Azienda, punti per i quali la Fiom ha espresso particolare preoccupazione. Vogliamo riportare inoltre, la parte che concerne la programmazione della produzione delle prossime settimane: la Honda è particolarmente impegnata, dando seguito a quanto da noi fortemente voluto, a rispettare i programmi elaborati nelle ultime settimane: ad oggi confermiamo che ci sarà produzione fino al  25 Luglio.  L’orientamento è  di voler continuare a gestire i trasporti alternativi della componentistica (via aeree), al fine di mantenere inalterati i piani produttivi e le fermate estive programmate. Per quanto concerne l’andamento generale dell’Azienda, abbiamo riscontrato la determinazione a proseguire nel cammino di risanamento e di ulteriore ricerca di nuove commesse che questa Direzione Aziendale continuerà a promuovere con la convinzione, che lo stabilimento Atessano tornerà a ricoprire il ruolo strategico che merita. La Fiom ha manifestato perplessità in merito all’obiettivo contenuto nel piano industriale che, vorrebbe il raggiungimento del pareggio di bilancio nel prossimo 2016. Nel riconoscere logico un eventuale aggiornamento di questo obiettivo, viste le difficoltà attuali, consideriamo anche la possibilità di non operare in questa direzione, al fine di poter creare i presupposti per un maggior impegno di tutta la Honda che sappiamo, generalmente non sfugge alle sfide. Ci riserviamo nei prossimi giorni di tornare sull’argomento. Con determinazione, continueremo a seguire le vicende di quest’azienda al fine di contribuire all’effettivo rilancio della stessa ed alla salvaguardia di tutti  i posti di lavoro.

Honda: Di Lorenzo, azione legale appresa dalla stampa

“Sono spiacevolmente sorpreso e amareggiato per aver dovuto apprendere dai giornali, dal web, dalla tv, di un’azione legale nei miei confronti, prima ancora di ricevere alcuna citazione: non comprendo questo iter, non ci sono abituato ma mi riservero’ di difendere e tutelare la mia immagine professionale lesa in questi giorni nelle dovute sedi”. E quanto scrive in una nota Silvio Di Lorenzo, ex vice presidente della Honda Italia fino al 2012, in merito alla notizia – confermata dal management attuale dell’ azienda lunedi’ mattina in un incontro sindacale con la Uilm Chieti Pescara – di una richiesta di risarcimento danni a suo carico per forniture commissionate durante la sua gestione che avrebbero creato un consistente danno all’azienda. “Dopo 64 anni di lavoro, di impegno, di ostacoli superati e di obiettivi raggiunti, non immaginavo di diventare oggetto di articoli di cronaca giudiziaria”, scrive Di Lorenzo, attualmente presidente della Camera di Commercio di Chieti e consigliere della Banca d’ Italia all’Aquila. “Desidero, pero’, ricordare un pezzo significativo della storia e dei risultati ottenuti dalla Honda dove sono entrato nel 1982, quando si producevano 10.000 moto all’anno con 200 dipendenti – sottolinea Di Lorenzo nella nota – tra il 2006 e il 2008 abbiamo raggiunto una produzione di 170.000 moto/scooter all’anno, 700.000 motori power, 780 milioni di euro di fatturato con circa 1.000 dipendenti e un indotto di circa 20 aziende con 100 milioni di euro di sub-fornitura. Oggi – prosegue l’ex vicepresidente di Honda Italia, dimessosi dalla carica nel dicembre 2012 – sento parlare di 50.000 pezzi all’anno per prodotti di ben altra tecnologia, di fermi produttivi per mancanza pezzi, di cassa integrazione e dello stabilimento produttivo completamente staccato dalle vendite. Io mi prendero’ le mie eventuali responsabilita’, qualora accertate, ma nascondere l’attuale situazione di stallo, le evidenti difficolta’, addossando le colpe ad altri o addirittura alle scelte di Confindustria su varie nomine, non mi sembra il modo giusto di affrontare il problema. Tutta questa vicenda ha avuto un percorso anomalo, tra annunci, smentite, silenzi: non amo le ambiguita’ e le situazioni che danno adito a interpretazioni spesso sbagliate”, aggiunge Di Lorenzo, perito industriale nato a Casoli 64 anni fa e insignito di una laurea honoris causa in Economia Aziendale dall’universita’ D’Annunzio di Pescara nel 2004. “Per questo ho deciso di scrivere una lettera al Presidente della Honda Italia, ricordandogli e spiegandogli che le scelte e le decisioni aziendali sono state condivise negli anni con altri 9 dirigenti italiani (responsabili di tutte le divisioni aziendali), con il Comitato Esecutivo aziendale, con il CdA della Societa’, con il Collegio Sindacale e la Societa’ di Revisione e Certificazione”, conclude Di Lorenzo.

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