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Alanno. Sciopero alla Ico, Confindustria: ritrovare unità d’intenti

Nella giornata di lunedì 17 febbraio, circa 60 operai dello stabilimento ICO di Alanno, pari a circa il 40% della forza lavoro complessiva, hanno aderito allo sciopero proclamato dalla rappresentanza sindacale della Cisl mentre Cgil e Uil si sono dissociate dall’iniziativa. Pur riconoscendo nello sciopero un diritto essenziale dei lavoratori, le ragioni dello sciopero appaiono del tutto incomprensibili alla luce della recente storia dello stabilimento. Soltanto il 1° ottobre scorso, infatti, la ICO aveva acquisito lo stabilimento di Alanno dalla Kimberly-Clark, multinazionale della carta che aveva decretato la dismissione del sito produttivo abruzzese a seguito della riorganizzazione dei propri asset europei. Un patrimonio industriale del nostro territorio e 158 posti di lavoro sono stati salvaguardati nel mezzo di una crisi economica che sta facendo registrare la chiusura di centinaia di aziende e tassi di disoccupazione da record. Anche per questa ragione, il piano industriale presentato da ICO alcuni mesi fa in occasione della ratifica dell’accordo presso il Ministero dello Sviluppo Economico veniva accolto con entusiasmo. Il piano evidenziava un esubero di circa 60 persone che nel tempo sarebbero state ricollocate in nuove attività generate dagli investimenti previsti. In effetti, con la successiva sottoscrizione di un contratto di solidarietà tra azienda e sindacati insieme ad alcuni accorgimenti organizzativi, è stata garantita la conservazione dei livelli occupazionali dell’intero stabilimento. A questo punto c’è da chiedersi se la dichiarazione di sciopero da parte della rappresentanza sindacale della Cisl confermi la fondatezza della decisione della multinazionale non disponibile a seguire lotte interne e di posizione che nulla hanno a che fare con la difesa dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori. Confindustria Pescara auspica una ritrovata armonia sindacale tra le varie sigle presenti in azienda affinché si possa lavorare sinergicamente tra azienda e sindacati. L’unitarietà di intenti risulta infatti essenziale per affrontare le prossime sfide che riguarderanno lo stabilimento di Alanno, tendenti al consolidamento ed al rilancio della produzione e dell’occupazione.

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