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Abruzzo. Torna dal 13 giugno il Salone della Ricostruzione

Dal 13 al 16 giugno prossimi torna a L’Aquila, presso l’ex Italtel, la più grande e importante vetrina del comparto edile in materia di ricostruzione. Un’edizione all’insegna dell’unione delle forze private ed istituzionali quella presentata questa mattina a L’Aquila, presso la sede dell’ANCE. Quattro giorni di incontri, proposte, dibattiti, conoscenza per parlare di ricostruzione del capoluogo abruzzese e dei comuni del cratere colpiti dal terremoto, ma anche per confrontarsi sull’importanza della tecnologia e dell’innovazione quali nuovi motori per il settore. Riconfermata la sinergia tra ANCE Abruzzo, insieme a ANCE L’Aquila, ANCE Chieti, ANCE Pescara e ANCE Teramo e Carsa, in partnership esclusiva con Bologna Fiere – SAIE, insieme per la realizzazione dell’evento fieristico che punta a diventare il più importante anche per il Centro Italia. “È acclarato che il Salone della Ricostruzione ci accompagnerà per tutto il periodo della rinascita dell’Aquila e della ricostruzione del nostro territorio – ha esordito Gianni Frattale, presidente di ANCE L’Aquila – Un evento che si conferma sempre più importante per tecnologie, innovazione e per tutte le presenze che ci saranno”. “Il Salone è nato come scommessa, a un anno dal terremoto – ha aggiunto Antonio D’Intino, presidente di ANCE Abruzzo – Anche la seconda edizione ha riscosso successo, consolidando la presenza a livello nazionale con la partnership con il SAIE di Bologna. Questa terza edizione cade in un momento di transizione e, permettetemi, di confusione nel processo di ricostruzione. Tutti abbiamo le nostre colpe. Noi imprese che abbiamo sottovalutato le problematiche, riempiendosi alcune di tanto lavoro da non riuscire, in mancanza di risorse finanziarie immediate, a farvi fronte. Gli enti pubblici, che più che evolversi si sono involuti, creando talmente tanti lacci e lacciuoli burocratici da non riuscire a essere operativi come dovrebbero. Non biasimo nessun politico e capisco le difficoltà nella gestione di una macchina complessa come l’amministrazione pubblica. Ma gli enti hanno il dovere di trovare risorse certe ed emanare norme chiare per ripartire in maniera più adeguata le commesse e creare occasioni di ripartenza. Senza un piano pluriennale di risorse la ricostruzione è impossibile e il territorio sarà destinato al declino. Nell’attuale momento di crisi occorre trovare motivazioni alla ripresa. Il nuovo Salone della Ricostruzione ha questa finalità e si propone come luogo privilegiato di esposizione e dibattito per l’intera filiera. Sono previsti due momenti: il primo, nel giorno di apertura del Salone, con tutti gli attori del processo di ricostruzione, per fare il punto dello stato dell’arte, delle prospettive e delle problematiche ancora da risolvere. Il secondo vedrà l’incontro fra sindaci abruzzesi ed emiliani, dal quale mi auguro nascano un’alleanza e una condivisione di strategie e non una sterile e, per noi, pericolosa contrapposizione”. Un messaggio ottimistico dall’organizzazione: “L’Aquila riparte – ha affermato Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa Srl – Finalmente anche la ricostruzione “pesante” si è avviata a L’Aquila. Ci sono 500 milioni di euro e 2.700 cantieri pronti a partire. Nel corso di breve tempo partirà con forza anche la ricostruzione nel centro storico restituendo respiro all’economia di settore e un nuovo futuro urbanistico al cuore della città dopo quattro anni. La costruzione di un afflato unitario fra enti e imprese, di cui il Salone è espressione, è un dato più che positivo su cui puntare. Un bisogno di unirsi che riguarda anche l’organizzazione che quest’anno ha fatto un accordo con Fare L’Aquila, per stringere una collaborazione diretta e ampia con il territorio, affinché la ricostruzione possa avere tutte le sue energie a disposizione per andare avanti. Energie sostenibili. Il Salone si riconferma infatti luogo preferenziale per avviare un processo attento alla tecnologia, all’ambiente e alla bioedilizia e lo fa anche con allestimenti in materiale interamente riciclabile. Afflato unitario anche con l’Emilia Romagna, grazie alla partnership con il SAIE, per scambiarsi le pratiche, gli interessi e modalità organizzative. L’Emilia è molto più forte di noi, con loro dobbiamo lavorare per avere ulteriori risultati sul territorio. Un evento che può essere collegato a tutto il settore e non solo alla ricostruzione in modo da diventare una manifestazione di riferimento per il centro Italia”. “È fondamentale che si faccia squadra fra istituzioni e soggetti protagonisti della ricostruzione per contare di più di fronte al governo – ha aggiunto Roberto Riga, vice sindaco della Città di L’Aquila – Bello lo scambio con l’Emilia. Credo si debba fare una battaglia congiunta verso la Comunità Europea per avere maggiore elasticità sulle restrizioni legate ai patti di stabilità e rilanciare le piccole e medie imprese per rimettere in moto un mondo produttivo ed economico non indifferente per i nostri territori. Dobbiamo saldare una serie di pagamenti nei confronti di imprese che hanno realizzato lavori di messa in sicurezza e attendono da allora, avere disponibilità di fondi per attivare la fase di ricostruzione pesante. Ci siamo dati un cronoprogramma coraggioso, stabilendo tempi che vogliamo rispettare per garantire fasi di ricostruzione sicura, certa, green, rivolta alle nuove generazioni di questo territorio. È necessario far capire quanto ricostruire L’Aquila sia importante per l’intera regione. Il Sindaco chiederà ulteriori risorse – circa agli 800 milioni di euro – per L’Aquila e per i comuni del cratere. Dobbiamo incentrare questa terza edizione proprio sul concetto di unione: insieme il messaggio sarà più forte e ascoltato”. “Edizione particolare la terza, in cui la politica e le istituzioni non possono non tener conto di alcuni messaggi di cui il Salone è portatore – ha sottolineato Guido Liris, assessore alla Viabilità della Provincia dell’Aquila –  L’unione è un insegnamento importante per gli aquilani e per le istituzioni che rappresentiamo. Spesso ci si riempie la bocca di aquilanità e di come ci sia la necessità di abbattere steccati politici e partitici nel mondo del lavoro oggi e in particolare a L’Aquila. Essere consequenziali non è facile quando si cede alla vanità di fare emergere le proprie posizioni di politico, ma ora è indispensabile. Un messaggio unico, di soggetti uniti,  non lascia alibi a chi deve concedere risorse al territorio. Dopo feste e primavere di ricostruzione, quando si scende in capo a combattere battaglie si deve mettere avanti l’interesse collettivo”. “Terza edizione significa un percorso già compiuto – così Gianfranco Giuliante, assessore regionale alla Tutela e valorizzazione del territorio e Protezione civile – Questa edizione cade in un momento in cui è necessario affrontare tutte le problematiche in una logica diversa da quella che stiamo vivendo. A L’Aquila è pronto a partire il più grande cantiere europeo che significa rinascita economica per tutto l’Abruzzo e rinascita materiale per il capoluogo aquilano. La location scelta per il Salone è un punto di snodo che speriamo porti fortuna al ritorno della città: all’ex Italtel nacque la prima forma di economia industriale che, purtroppo, non ha avuto sorte fortunata. Ma dopo tanti anni si riparte da lì per rilanciare L’Aquila e l’ex Italtel con la grande speranza di un futuro migliore per entrambi. Una delle condizioni per affrontare il problema della ricostruzione a L’Aquila è la semplificazione amministrativa. Non si lavora in situazioni in cui tutto diventa rischioso e problematico. Bisogna tornare ad agire con piani per tutto il territorio, per evitare che ogni Comune replichi atti e burocrazia come è accaduto in passato e come, purtroppo, sta accadendo anche oggi. Dobbiamo rilanciare l’opportunità oggi persa di L’Aquila città-territorio, perché tutto si muova in sinergia e diventi una ragione di forza per la rinascita futura”. “Il  Salone è una scommessa che vedo partire bene soprattutto per la convergenza di energie diverse che in passato si erano articolate in due iniziative – ha concluso Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq – Una scommessa anche per la location che, pur con qualche aspetto ancora problematico, è un luogo di industria che ha rappresentato il potenziale di questa città. Organizzare il Salone in questo sito significa richiamare l’attenzione dell’imprenditoria, per attrarre nuovi insediamenti che favoriscano occupazione e lavoro. La Fondazione ha sempre sostenuto questo evento. Il moltiplicarsi di appuntamenti fieristici per il nostro comprensorio è una prospettiva interessante. Sapere che più di 250 imprenditori si incontreranno, si confronteranno e cercheranno spazi di mercato, può essere un’opportunità per ridare vita a questa area industriale che oggi non presenta caratteristiche di appetibilità come altri siti in Italia”.

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