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Abruzzo rilancia la vertenza trasporti

Nelle ore in cui prendeva forma in Parlamento il governo Letta, si è rinfocolata la speranza di un ravvedimento sulla decisione di «privare» gli abruzzesi – come abbiamo più volte sostenuto – del diritto alla mobilità ferroviaria lungo la direttrice Adriatica che invece necessita di un’offerta di treni che risponda pienamente alla domanda sia per quantità che per qualità. Va in questa direzione l’interrogazione a risposta in aula al Ministro dei Trasporti presentata dal deputato di Sel Gianni Melilla che, con perfetto tempismo, rilancia la vertenza Abruzzo scaturita dall’ultima scelta di Trenitalia di prevedere la partenza dei treni «Freccia Rossa» da Ancona verso Nord, e non da Pescara che peraltro ha una utenza superiore a quella marchigiana. «La prospettiva del servizio ferroviario sulla direttrice adriatica – scrive Melilla nel documento – è destinata inoltre ad aggravarsi in considerazione del fatto che dal 2016 i treni provenienti dalle Puglie per il Nord andranno da Foggia a Napoli per collegarsi alla linea dell’Alta Velocità per Roma e Milano, ciò naturalmente provocherà una marginalizzazione della direttrice adriatica; ma al di là di questo scenario futuro preoccupante, è necessario operare dei cambiamenti immediati per rendere accettabile il servizio ferroviario ai cittadini abruzzesi che viaggiano verso il Nord, attuando quanto previsto dal DPCM del 27 gennaio 1994 e dal DPCM del 30 dicembre 1998 che stabiliscono che va garantita la parità di trattamento tra le diverse aree geografiche di utenza del servizio ferroviario».
Nell’interrogazione al ministro, Melilla specifica che «sulla linea ad alta velocita da Milano a Napoli i cittadini viaggiano ad una velocità massima di 380 km all’ora, mentre da Pescara lungo la direttrice adriatica la velocità commerciale è di poco superiore ai 100 km ad ora, con l’aggravante che il prezzo del biglietto è quasi lo stesso». Il parlamentare invoca, in subordine, l’utilizzo sull’Adriatica degli elettrotreni ETR 500.
Resta imcomprensibile la discriminazione ai danni dell’Abruzzo sul fronte del trasporto ferroviario, con particolare aggravante per le mire turistiche dell’area della Costa Teatina che vedranno fortemente tarpate le ali della ripresa economica.
Lorenzo Verrocchio, per Il tempo

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