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Abruzzo. Ricerca idrocarburi in mare, la discussione in Senato slitta alla prossima settimana

«Con la incredibile motivazione proposta dal PdL e subito appoggiata dal PD, Lega Nord, Scelta Civica (e la contrarietà, oltre che del M5S, del Gruppo Misto -SEL) di aver “calendarizzato alla prossima settimana lo svolgimento di una indagine conoscitiva sulla attività di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo” non si è potuto, al Senato, discutere la Mozione sull’attività di ricerca di idrocarburi nel mare Adriatico, presentata da me ,unitamente ad altri 25 senatori del M5S. Questo non mi ha impedito di illustrare la Mozione», dice Gianluca Castaldi del Movimento 5 Stelle, che aggiunge: «La domanda sorge spontanea: che cosa c’è da conoscere sulla attività di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo, oltre i dati che sono abbondantemente conosciuti; conosciuti a tal punto che  dal PdL , dal PD-l (prima  firmataria la senatrice Pezzopane..) sono stati presentati DdL di modifiche all’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. In questi disegni di legge si afferma, testualmente che “la possibilità offerta alle compagnie petrolifere di accrescere lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nelle acque a largo della costa italiana aumenta notevolmente i rischi di contaminazione delle stesse, in particolare lungo la costa adriatica, destando forti preoccupazioni nelle comunità locali. La consapevolezza dei rischi e delle conseguenze ambientali che ricadrebbero sul Mediterraneo, date le sue caratteristiche di mare chiuso, nel caso di contaminazione dell’ambiente marino, richiede di valutare con estrema prudenza lo svolgimento di attività di ricerca, esplorazione e coltivazione di idrocarburi a largo delle coste del nostro mare”… Immagino che fossero consapevoli…Quindi che altro c’è da sapere? Un dato lo posso fornire io: (che poi e’ un dato che tutti i più attenti osservatori conoscono) ci sono in Italia  1542 pozzi di estrazione attivi, 342 pozzi di stoccaggio.

Quello adottato da PDL, Pd-L, Scelta Civica e Lega Nord mi sembra un atteggiamento ipocrita; sicuramente non un segnale sincero di voler perseguire una volontà reale di bloccare Ombrina Mare.  Il sì alla mozione del M5S sarebbe stato un ottimo modo per dimostrare nei fatti questi intenti e mostrare il reale interesse ad una tutela ambientale. Ora spieghino i vari Pezzopane, Pelino, Chiavaroli, Razzi perche’ non si sono voluti , OGGI, impegnare a chiedere al Governo:

1)ad assumere iniziative di carattere normativo volte a modificare l’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relativo alle attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, al fine di ripristinare il divieto di attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare entro le 12 miglia anche per i per procedimenti concessori in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128;

2) a sostenere l’avvio dell’esame dei loro stessi disegni di legge (come la quello della Pezzopane)volti a modificare la normativa vigente in materia di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, già depositati presso i due rami del Parlamento;

3) a revocare il provvedimento di accoglimento della VIA contenuto nel parere n. 1192 del 3 aprile 2013;(“Ombrina Mare”)

4) a revocare i titoli abilitativi già rilasciati con riferimento ai procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, e, conseguentemente, a sospendere l’efficacia di tutti procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi alle attività di ricerca, sviluppo e coltivazione di idrocarburi;

5) a sottoporre, al fine di una maggiore tutela ambientale nelle zone di confine delle aree marine protette e di tutta la linea di costa del territorio italiano, tutte le citate attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a nuova procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e a valutazione ambientale strategica di cui agli articoli 11 e seguenti del medesimo decreto, d’intesa con la Regione e previa acquisizione del parere degli enti locali».

 

I parlamentari abruzzesi sono uniti contro Ombrina Mare e a favore del Parco della Costa Teatina

I parlamentari abruzzesi sono uniti nell’intento di procedere in modo spedito all’istituzione del Parco della Costa Teatina e di fermare la piattaforma “Ombrina Mare 2” che la società Medoil Gas Italia vuole realizzare al largo dell’area protetta.

E’ quanto emerso ieri sera nell’incontro che ha visto riuniti, su invito del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, deputati e senatori eletti nella regione. Incontro che ha permesso di acquisire l’univoca volontà di tutte le forze politiche abruzzesi e di registrare finalmente il mutamento di posizione della Regione Abruzzo, che proprio ieri ha individuato nell’istituzione del Parco Nazionale lo strumento per sbarrare la strada alla petrolizzazione.

Presenti all’incontro i parlamentari Vittoria D’Incecco, Stefania Pezzopane, Antonio Castricone e Tommaso Ginoble del Pd, Fabrizio Di Stefano e Federica Chiavaroli del Pdl, Daniele Del Grosso e Gianluca Vacca del Movimento 5 stelle, Gianni Melilla di Sel, Giulio Sottanelli di Scelta civica.

Tre gli step da percorrere in tempi rapidi fissati nell’incontro: invitare i gruppi a rinviare la risoluzione su Ombrina Mare che proprio oggi si discute al Senato, in attesa di definire un orientamento comune tra tutte le forze politiche; sollecitare la Commissione Ambiente della Camera a calendarizzare l’esame dei disegni di legge di abrogazione dell’articolo 35 del Decreto Sviluppo; invitare il Ministero dell’Ambiente a procedere speditamente alla perimetrazione del Parco, anche ricorrendo alla soluzione – pur se da non tutti condivisa – del commissariamento, come previsto dalla legge.

<Finalmente le posizioni delle forze politiche abruzzesi si presentano sostanzialmente convergenti – ha dichiarato il Sottosegretario Legnini al termine dell’incontro – Adesso è il momento di passare ai fatti e io continuerò l’attività di persuasione sui ministeri competenti per conseguire al più presto gli obiettivi da tutti condivisi>.

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