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Abruzzo. Crollo dell’occupazione nel primo trimestre 2017: male gli autonomi

Tra il IV trimestre 2016 e il I trimestre 2017, gli occupati hanno registrato una flessione di 18.000 unità. In valore percentuale il decremento è stato del 3,7% di gran lunga superiore al dato nazionale che ha segnato una diminuzione dello 0,4%

Il decremento di 18.000 occupati è frutto di due variazioni di diversa intensità: una flessione più lieve di 6.000 unità dei dipendenti e un’altra più pesante di 12.000 unità degli autonomi

Variazioni degli occupati per attività economiche

Nel I trimestre 2017 si registra un incremento di 1.000 disoccupati. In valore percentuale l’incremento dell’1,4% è in controtendenza con il decremento dello 0,7% nazionale.

L’analisi dell’economista Aldo Ronci, del 16 giugno 2017

GLOSSARIO 

Occupati: persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento (a cui sono riferite le informazioni) presentano almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che prevede un corrispettivo monetario o in natura;

  • hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente;

  • sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie, malattia o Cassa integrazione).

I dipendenti assenti dal lavoro sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi, oppure se durante l’assenza continuano a percepire almeno il 50% della retribuzione.

I lavoratori indipendenti assenti dal lavoro, a eccezione dei coadiuvanti familiari, sono considerati occupati se, durante il periodo di assenza, continuano a mantenere l’attività.

I coadiuvanti familiari sono considerati occupati se l’assenza non supera tre mesi.

Le precedenti condizioni prescindono dalla sottoscrizione di un contratto di lavoro e gli occupati stimati attraverso l’indagine campionaria sulle Forze di lavoro comprendono pertanto anche forme di lavoro irregolare.

Occupati indipendenti: Coloro che svolgono la propria attività lavorativa senza vincoli formali di subordinazione. Sono compresi: imprenditori; liberi professionisti, lavoratori autonomi, coadiuvanti nell’azienda di un familiare (se prestano lavoro nell’impresa senza il corrispettivo di una retribuzione contrattuale come dipendenti), soci di cooperativa, collaboratori (con e senza progetto) e prestatori d’opera occasionali.

Disoccupati: persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che hanno effettuato almeno un’azione di ricerca di lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un’attività autonoma) entro le due settimane successive;

ANALISI CONGIUNTURALE DEL MERCATO DEL LAVORO

IN ABRUZZO NEL I TRIMESTRE 2017 

Nel IV trimestre 2016 gli occupati erano 482 mila mentre nel I trimestre 2017 diventano 464 mila registrando un decremento di 18 mila unità.

In valore percentuale, in Abruzzo, gli occupati hanno segnato un decremento del 3,7% di gran lunga superiore allo 0,4% nazionale.

I 464 mila occupati annotati nel I trimestre 2017 è il peggiore dato trimestrale registrato negli ultimi dieci anni e la pesante e allarmante flessione subita in valore percentuale (-3,7%) pone l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale.

GLI OCCUPATI PER POSIZIONE PROFESSIONALE

I lavoratori dipendenti decrescono di 6 mila unità e quelli indipendenti di 12 mila. La flessione percentuale dei dipendenti in Abruzzo (-1,7%) è di gran lunga superiore rispetto a quella italiana (+0,6%).

Gli autonomi abruzzesi decrescono dell’ 8,5% in contro tendenza rispetto al dato nazionale che cresce dello 0.4%. (0%). La flessione degli autonomi abruzzesi dell’ 8,5% è il peggior risultato tra le regioni italiane.

GLI OCCUPATI PER ATTIVITA’ ECONOMICHE

Gli occupati per attività economica subiscono decrementi più consistenti nelle costruzioni (-10), e nel commercio e nelle attività ricettive (-9), più lievi nell’ industria (-5) e nell’ agricoltura (-5). L’unica attività che registra un incremento è quella dei servizi (+11).

Da sottolineare le vistose flessioni percentuali nelle costruzioni (-24%) che è il peggior risultato a livello nazionale e nell’agricoltura (-18,8%), più lievi nel commercio e nelle attività ricettive (-7,8%) e nell’ industria (-4,9%%); tutte comunque di gran lunga inferiori alle flessioni nazionali.

I lavoratori autonomi hanno influenzato pesantemente la flessione nell’ industria (-5 mila su -6 mila) e hanno da soli determinato il decremento nel commercio e nelle attività ricettive (-9 mila su -9 mila)

IL TASSO DI OCCUPAZIONE

Il tasso di occupazione in Abruzzo nel I trimestre 2017 è stato del 53,9%, valore che rimane ancora più basso del 57,2% nazionale registrando uno spread negativo di 3,3 punti percentuali.

I DISOCCUPATI

In Abruzzo, nel IV trimestre 2016 i disoccupati ammontavano a 73 mila unità e nel I trimestre 2017 diventano 74 mila registrando un incremento di mille unità. I disoccupati hanno registrato un incremento dell’ 1,4% dato in contro tendenza rispetto al dato Italiano che ha segnato una decrescita dello 0,7%.

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE

Il tasso di disoccupazione, in Abruzzo nel I trimestre 2017, è stato del 13,7% mentre in Italia ha segnato il 12,1%%. Il dato assegna all’Abruzzo uno spread dell’ 1,6%.

GLI INATTIVI

Gli inattivi passano da 304 mila del IV trimestre 2016 a 316 mila del I trimestre 2017 registrando un incremento di 12 mila unità.

In termini percentuali l’incremento degli inattivi è stato del 4,2% valore di molto superiore a quello medio nazionale che è stato dello 0,5%.

TASSO DI INATTIVITA’

Il tasso di inattività, in Abruzzo nel I trimestre 2017 è stato del 37,4%, valore più alto del 34,7% nazionale evidenziando uno spread negativo di 2,7 p. p.

CONSIDERAZIONI

La consistente flessione di 18 mila occupati subita dall’Abruzzo nel I trimestre 2017 è il peggiore dato trimestrale registrato negli ultimi dieci anni e la pesante e allarmante flessione subita in valore percentuale pari al 3,7% pone l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale.

Otre ai dati poco rassicuranti dell’occupazione occorre evidenziare anche:

  • che, nel I trimestre 2017, le esportazioni subiscono una brusca frenata e crescono di soli 24 milioni contro i 264 del I trimestre di un anno fa e, in valore percentuale, l’incremento è stato di appena l’1,2% (contro una media nazionale del 9,9%). A ciò si aggiunge che in soli dodici mesi l’Abruzzo, che allora svettava nelle graduatorie per regioni (terzo miglior risultato nel 2016 con il 14,9% in più) piomba invece ora in fondo alla classifica al quart’ultimo posto;

  • che, nel I trimestre 2017, le imprese annotano una flessione di 972 unità. In valore percentuale l’Abruzzo decresce 0,66%, valore più che doppio rispetto allo 0,26% italiano, decremento che posiziona l’Abruzzo al penultimo posto delle graduatoria nazionale delle regioni italiane;

I dati esposti confermano lo stato di grave crisi in cui si versa l’economia abruzzese ed evidenziano un sistema produttivo locale molto fragile.

La Regione ha posti in essere i poli di innovazione e le reti di imprese, misure queste che vedono la presenza:

  • di un numero limitato di imprese in generale;

  • di un insignificante numero di microimprese che rappresentano il 95% del totale ed impiegano il 52% degli occupati e costituiscono l’ossatura dell’economia abruzzese.

Per tornare a crescere serve una politica attiva che punti soprattutto a far cambiare passo al sistema produttivo endogeno abruzzese e per fare ciò si deve assolutamente riuscire a migliorare la competitività delle imprese in particolare delle micro imprese.

L’ultimo bando della Regione Abruzzo, il cui obiettivo è quello di contribuire a sostenere la ripresa economico-finanziaria ed occupazionale delle aree di crisi, non marcia nemmeno esso in questo senso in quanto:

  • prevede una dotazione finanziaria di appena 16.000.000 di euro;

  • è rivolto alle sole aree di crisi non complessa;

  • non è diretto ad incentivare in maniera esclusiva la competitività.

ANALISI CONGIUNTURALE DEGLI OCCUPATI NEL IV trim 17

(I trimestre 17 su IV trimestre 16)

Nel IV trimestre 2016 gli oc-cupati erano 482 mila mentre nel I trimestre 2017 diventano 464 mila regi-strando un de-cremento di 18 mila unità.

In valore per-centuale, in Abruzzo, gli oc-cupati hanno segnato un de-cremento del 3,7% di gran lunga superiore allo 0,4% nazio-nale.

I 464 mila occupati annotati nel I trimestre 2017 è il peggiore dato trimestrale registrato negli ultimi dieci anni e la pesante e allarmante flessione subita in valore percentuale (-3,7%) pone l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale.

GLI OCCUPATI PER POSIZIONE PROFESSIONALE

I lavoratori di-pendenti decre-scono di 6 mila unità e quelli in-dipendenti di 12 mila.

La flessione per-centuale dei dipendenti in Abruzzo (-1,7%) è di gran lunga superiore ri-spetto a quella italiana (+0,6%).

Gli autonomi a-bruzzesi decre-scono dell’ 8,5% in contro ten-denza rispetto al dato nazionale che cresce dello 0.4%. (0%). La flessione degli autonomi abruzzesi dell’8,5% è il peggior risultato tra le regioni italiane.

GLI OCCUPATI IN ABRUZZO PER ATTIVITA’ ECONOMICHE

Gli occupati per attività economi-ca subiscono de-crementi più consistenti nelle costruzioni (-10), e nel commercio e nelle attività ricettive (-9), più lievi nell’ indu-stria (-5) e nell’ agricoltura (-5).

L’unica attività che registra un incremento è quella dei servizi (+11).

Da sottolineare le vistose fles-sioni percentuali nelle costruzioni (-24%) che è il peggior risultato a livello nazionale e nell’agricoltura (-18,8%), più lievi nel commercio e nelle attività ricettive (-7,8%) e nell’ industria (-4,9%%); tutte comunque di gran lunga inferiori alle flessioni nazionali.

I lavoratori auto-nomi hanno in-fluenzato pesan-temente la fles-sione nell’ in-dustria (-5 mila su -6 mila) e hanno da soli determinato il decremento nel commercio e nelle attività ricettive (-9 mila su -9 mila)

IL TASSO DI OCCUPAZIONE

Il tasso di occupazione in Abruzzo nel I trimestre 2017 è stato del 53,9%, valore che rimane ancora più basso del 57,2% nazionale registrando uno spread negativo di 3,3 punti percentuali.

I DISOCCUPATI

In Abruzzo, nel IV trimestre 2016 i disoccupati am-montavano a 73 mila unità e nel I trimestre 2017 diventano 74 mila registrando un incremento di mille unità.

I disoccupati hanno registrato un incremento dell’ 1,4% dato in contro tendenza rispetto al dato Italiano che ha segnato una de-crescita dello 0,7%.

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE

Il tasso di disoccupazione, in Abruzzo nel I trimestre 2017, è stato del 13,7% mentre in Italia ha segnato il 12,1%%.

Il dato assegna all’Abruzzo uno spread dell’ 1,6%.

GLI INATTIVI

Gli inattivi passano da 304 mila del IV trimestre 2016 a 316 mila del I trimestre 2017 registrando un incremento di 12 mila unità.

In termini per-centuali l’incre-mento degli inattivi è stato del 4,2% valore di molto su-periore a quello medio nazionale che è stato dello 0,5%.

TASSO DI INATTIVITA’

Il tasso di inattività, in Abruzzo nel I trimestre 2017 è stato del 37,4%, valore più alto del 34,7% nazionale evidenziando uno spread negativo di 2,7 p. p.

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