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Abruzzo. Fisco: in arrivo 3600 lettere per possibili anomalie

Sono quasi 3.600 le comunicazioni in arrivo nei prossimi giorni per informare i cittadini abruzzesi su possibili errori o dimenticanze nei redditi dichiarati per il 2012 e consentire loro di “correggere il tiro” dialogando con le Entrate. Nelle lettere, che arriveranno via pec o via posta ordinaria, l’Agenzia delle Entrate spiega ai contribuenti che, dall’incrocio con i dati in Anagrafe tributaria, risultano delle somme non correttamente indicate nella dichiarazione relativa ai redditi dell’anno 2012. Chi trovera’ la comunicazione ha due strade: se ritiene di avere le carte in regola potra’ mettersi in contatto con l’Agenzia ed evitare che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento vero e proprio. Se invece ha ragione il Fisco, il contribuente potra’ regolarizzare in maniera agevolata la propria posizione con le sanzioni ridotte previste dal nuovo ravvedimento operoso. Nel segno della nuova stagione, improntata a dialogo e trasparenza, il Fisco punta cosi’ a intensificare la collaborazione con il cittadino, mettendo a sua disposizione i dati che lo riguardano e condividendo con lui eventuali anomalie che emergono dall’incrocio delle informazioni a sistema. Questa nuova tornata di invii, che si fermera’ per la pausa estiva per poi riprendere a settembre, riguarda i contribuenti persone fisiche, tra cui i titolari di partita Iva. Quali “errori” fanno scattare l’avviso del Fisco. A rientrare in questa tornata di comunicazioni sono anomalie relative ad alcuni redditi che, dai dati in possesso dell’Agenzia, risulterebbero non dichiarati, in tutto o in parte, nella dichiarazione modello Unico o 730 presentata nel 2013 e non avrebbero quindi concorso alla formazione dell’imponibile. Errori o dimenticanze che, in passato, avrebbero subito fatto partire l’avviso di accertamento e che invece, con la nuova impostazione impressa ai controlli, vengono preventivamente sottoposti all’attenzione del contribuente.
Le lettere saranno recapitate tramite posta ordinaria o, per i titolari di partita Iva, agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) registrati nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Il dettaglio di tutti gli elementi di anomalia riscontrati sara’ invece disponibile all’interno del cassetto fiscale, nella nuova sezione “L’Agenzia scrive”, dedicata alle comunicazioni pro-compliance. Cosa fare se arriva la comunicazione. Se il contribuente riconosce i rilievi evidenziati dall’Agenzia, puo’ correggerli tramite il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni correlate alla infedele dichiarazione in misura ridotta. Per effettuare il pagamento, occorre indicare nel modello F24 il codice atto riportato in alto a sinistra sulla comunicazione. Per informazioni relative al contenuto della comunicazione o per fornire precisazioni utili a eliminare l’incongruenza segnalata, nel caso in cui il contribuente ritenga che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi siano corretti, sono invece a disposizione i numeri 848.800.444, da telefono fisso (tariffa urbana a tempo) e 06/96668907, da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore), dal lunedi’ al venerdi’ dalle 9 alle 17. In entrambi i casi occorre selezionare l’opzione “servizi con operatore – comunicazione accertamento”. In alternativa, e’ possibile contattare uno degli Uffici Territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate o utilizzare Civis, il canale di assistenza dedicato agli utenti dei servizi telematici, che consente anche di inviare in formato elettronico gli eventuali documenti utili. Quanto costa rimediare con il ravvedimento soft. Grazie a questa nuova e piu’ avanzata forma di comunicazione con il Fisco, i contribuenti che hanno ricevuto la comunicazione possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse con le modalita’ previste dall’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997), beneficiando cosi’ della riduzione ad un sesto delle sanzioni.

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