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Abruzzo. Federturismo e Federalberghi contrari alla tassa di soggiorno

Un encomio, che assume allo stesso tempo il carattere di una sfida, è quello che il Presidente di Federturismo Abruzzo, Dario Colecchi, e il Presidente di Federalberghi Abruzzo, Giammarco Giovannelli, vogliono esprimere verso quelle amministrazioni comunali che in Abruzzo non hanno applicato la Tassa di Soggiorno, proprio perché hanno dimostrato di appartenere ad un “Sistema Abruzzo” capace di credere nel turismo e che ha preferito rinunciare ad introiti in un momento estremamente difficile per l’intero sistema regionale per non penalizzare un settore vitale e importante della stessa economia. Un “accordo di responsabilità” – come definito dallo stesso Antonio Centi – Responsabile nazionale del Turismo per l’Anci Abruzzo – era stato appunto siglato nel Giugno 2012 da Regione Abruzzo, Anci Abruzzo e Associazioni di Categoria del Turismo proprio per evitare che l’applicazione “incontrollata” di tale imposta compromettesse gravemente i flussi turistici regionali in mancanza della emanazione di uno specifico Regolamento – previsto al comma 3 dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 “Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale” – che avrebbe dovuto uniformare su tutto il territorio nazionale l’applicazione del tributo e prevedere la puntuale specificazione della finalizzazione del gettito (da dedicare esclusivamente ad interventi per il sostegno del turismo locale). “E’ inutile evidenziare come l’accordo innovativo e sperimentale inerente la Tassa di Soggiorno,  sottoscritto congiuntamente ben due anni fa – affermano Dario Colecchi, Presidente di Federturismo Abruzzo e Giammarco Giovannelli, Presidente di Federalberghi Abruzzo – dimostri la grande maturità del sistema turistico regionale sia a livello istituzionale che imprenditoriale e che non può essere compreso da chi sta dando prova di saper ben poco di turismo, né si è confrontato con le Associazioni di categoria per trovare un punto di incontro ed aprirsi alla profonda trasformazione della governance turistica regionale avvenuta negli ultimi anni, di cui anche gli imprenditori turistici sono protagonisti. E’ opportuno considerare – sostengono i Presidenti – che l’applicazione della tassa di soggiorno ha pesanti ricadute su tutto il territorio regionale e come conseguenza immediata quella di rendere fuori mercato i nostri alberghi – come già avvenuto in molte regioni Italiane – proprio perché determina un incremento dei prezzi di gran lunga superiore alla sopportazione del mercato in recessione, con pesanti conseguenze anche sull’occupazione. Al riguardo si specifica che le imprese alberghiere hanno finora applicato dei prezzi competitivi – che coprono a stento i costi del personale – proprio per evitare il tracollo delle presenze turistiche.

Sarà forte – continuano i Presidenti – la collaborazione e la sinergia delle Associazioni di Categoria del Turismo Abruzzese nella programmazione dello sviluppo turistico territoriale e regionale con i Comuni che hanno mostrato forte sensibilità verso le profonde difficoltà delle imprese turistiche e che hanno saputo guardare non solo le loro casse anemiche, ma  anche quelle degli albergatori rese tali dai pesanti costi della Tarsu, dell’Imu, da una crisi economica senza precedenti e da Istituzioni che rifiutano l’accordo di responsabilità di un intero Sistema”.

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