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Abruzzo. Economia: è finita la recessione. Investimenti soprattutto nel settore automotive

Nella prima parte del 2015 l’attività economica in Abruzzo ha mostrato un generale recupero. Secondo i risultati delle nostre rilevazioni, oltre la metà delle imprese industriali insediate in regione ha fatto registrare un aumento del fatturato nei primi tre trimestri dell’anno. La propensione delle imprese a investire ha mostrato segnali di miglioramento. In base alle stime del CRESA, la produzione industriale è cresciuta, sospinta dalla robusta espansione registrata nei comparti dei mezzi di trasporto ed elettromeccanico. Sebbene in misura meno pronunciata, i livelli produttivi sono aumentati anche tra le imprese industriali di piccole dimensioni, a differenza di quanto registrato nell’anno precedente. L’attività economica nell’edilizia ha beneficiato del contributo della ricostruzione post-sisma e degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, sostenuti dagli incentivi fiscali. Sono tornate a crescere le compravendite di immobili residenziali. Nel terziario, gli indicatori disponibili mostrano una ripresa dell’attività, in particolare nei comparti del turismo e dei trasporti.
Le esportazioni di beni sono lievemente aumentate, sospinte dal consolidamento della domanda nei paesi della UE. La crescita è stata frenata dalla forte caduta delle vendite nei paesi dell’Europa centro orientale e, in particolare, in Russia. La dinamica dell’export ha riflesso soprattutto il contributo positivo dei mezzi di trasporto. Segnali di miglioramento si sono registrati nel comparto del made in Italy.
Nel primo semestre dell’anno si è rafforzata la ripresa del mercato del lavoro. L’occupazione è cresciuta a un ritmo superiore a quello medio del Mezzogiorno e dell’Italia. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni è diminuito in tutte le sue componenti. Il tasso di disoccupazione è lievemente salito, in presenza di un aumento della partecipazione degli abruzzesi al mercato del lavoro.
Nella prima metà dell’anno si è arrestata la contrazione dei prestiti bancari alla clientela residente nella regione. L’andamento del credito ha riflesso sia il miglioramento della domanda da parte delle imprese e delle famiglie sia l’orientamento meno restrittivo delle politiche di offerta degli intermediari. Sono tornati a crescere i finanziamenti alle imprese di maggiori dimensioni, mentre è proseguito il calo per quelle di piccole dimensioni. I tassi di interesse sul credito a breve termine sono diminuiti per le aziende medie e grandi. L’incidenza delle nuove sofferenze sui prestiti si è ridotta, pur rimanendo superiore al dato medio nazionale. Il risparmio delle famiglie si è orientato verso le forme gestite di investimento.

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